“Vedo persone che vivono in avanzi di territorio, senza spazio, senza verde, senza marciapiedi”. Così Gennaro (ISDE) commenta la classifica dei quartieri genovesi dove ci si ammala di più

[vc_video link=”https://youtu.be/eaw1Fj0c-6s”][vc_column_text]

Genova  “Oggi abbiamo dei dati, degli indicatori dello stato di salute della popolazione, che non stiamo leggendo. Trovo strano che la nostra città, che è la sesta più grande d’Italia, pur avendo ottimi dati sulla salute, non abbia uno statistico che possa analizzarli e offrirli agli amministratori in modo tempestivo e operativo. Il Comune deve attrezzarsi per capire quali siano le criticità di alcune fette di popolazione”.

È un appello alle istituzioni quello che Valerio Gennaro, epidemiologo del Policlinico San Martino e membro ISDE – Medici per l’Ambiente, lancia dal convegno sull’inquinamento e le malattie correlate, organizzato da Rinascimento Genova il 10 gennaio scorso a Palazzo Ducale.

In effetti, sono anni che i dati epidemiologici sulle 25 circoscrizioni genovesi mostrano che in alcuni quartieri ci si ammala di più.
Prà, Rivarolo, Bolzaneto, Cornigliano e San Fruttuoso sono le zone più a rischio, precisa Gennaro: “Nell’area stessa di ponte Morandi, Bolzaneto e Rivarolo, abbiamo ogni anno 40, 50 e fino a 60 decessi in più rispetto al previsto”.

Per Gennaro, dunque, le istituzioni “dovrebbero ripartire dalla salute collettiva, che non è una questione di partito ma riguarda tutti, e guardare a questo check up collettivoper valutare le scelte future di programmazione sanitaria, di lotta all’inquinamento,  e di destinazione del budget.
“Certe zone subiscono l’inquinamento industriale, l’inquinamento da traffico, soffrono per la mancanza di servizi”, continua Gennaro che poi affonda: “Vedo persone che vivono in avanzi di territorio, senza spazio, senza verde, senza marciapiedi. Questo non è accettabile”. 

Quindi conclude: “Il mio sogno per il nuovo viadotto Polcevera è che si crei un sistema chiuso, con impianto di filtraggio dell’aria, per restituirla pulita ai cittadini che vivono nelle vicinanze e non appioppargli gli avanzi d’aria scaricata dai camion“.

Simona Tarzia
[vc_video link=”https://www.youtube.com/watch?v=cY5d526lJYo&feature=youtu.be”]
Potrebbe interessarti anche:

Chi inquina paga?

CONDIVIDI

Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.