Todo cambia?

“Cambia ciò che è superficiale

e anche ciò che è profondo

cambia il modo di pensare

cambia tutto in questo mondo.

Cambia il clima con gli anni

cambia il pastore il suo pascolo

e così come tutto cambia

che io cambi non è strano.

Cambia il più prezioso brillante

di mano in mano il suo splendore

cambia nido l’uccellino

cambia il sentimento degli amanti.

Cambia direzione il viandante

sebbene questo lo danneggi

e così come tutto cambia

che io cambi non è strano.

Cambia, tutto cambia

cambia, tutto cambia

cambia, tutto cambia

cambia, tutto cambia…”.

Così canta la grandissima Mercedes Sosa nella sua intensa interpretazione della canzone scritta da Julio Numhauser, in piena dittatura cilena.
Tutto Cambia
nel bene e nel male, prima o poi, anche se il cambiamento richiede sempre tempo, sofferenza e sacrificio, anche se sarebbe più facile lasciarsi andare al cinismo del “gattopardesco” tutto cambia perché nulla cambi, che poi a giudicare da quello che è accaduto dall’ultima volta che ci siamo sentiti prima delle feste natalizie, pare proprio che tra la cantante e lo scrittore Tomasi di Lampedusa, sia proprio quest’ultimo ad avere avuto la meglio.                                              
Il Governo del Cambiamento prosegue la sua strada lastricata di illusioni, che conduce là dove tutto doveva andare, perché contro i problemi sistemici non si può far altro, perché le decisioni prese dagli altri vanno onorate, anche se sbagliate, ballano tanti soldi, troppi, così avanti con le Grandi Opere, Tav, Tap, Gronda, Terzo Valico, avanti con Ilva, Alitalia, avanti con Fornero,sì – Fornero,no e quota 100 (nel senso che saranno giusto un centinaio quelli che ne potranno usufruire), avanti con l’immigrazione nonostante Salvini se la prenda con pochi poveracci lasciati settimane in mezzo al mare, avanti con la povertà nonostante Di Maio abbia trionfalmente dichiarato di averla debellata, avanti con la crisi del mondo del lavoro perché nel decreto sviluppo non c’è nulla che lo stimoli in maniera decisiva.
Cambia il cda Rai, ma anche questo, a ben vedere, è la normalità in Italia, cadono le teste per volontà del Ministro di turno e anche questo è sempre successo, si abbattono le villette dei mafiosi, ma si continua a tagliare sulla sicurezza, così come il Capitano continua a cambiarsi felpa e divise , si salvano ovviamente le banche perché altrimenti è il caos, si ammorbidiscono i toni nei confronti dell’Europa matrigna (che di cambiamenti lei sì che ne dovrebbe fare).                                                                                 E alla fine, in queste ultime settimane, poco sembra esser cambiato anche a Genova, che prosegue nel suo lento e costante declino.
Crolla il ponte, crolla il turismo, crolla Banca Carige. La città butterata da decine e decine di cantieri, infiniti nei tempi. Si cerca una difficile e faticosa modifica infrastrutturale alla foce del torrente Polcevera (dalla Strada a mare Guido Rossa, al collegamento con il casello di Genova Aeroporto, da lungomare Canepa ai due rami di sponda di collegamento con la val Polcevera) che possa permettere di convogliare tutto il traffico, anche pesante, in un ramo di scorrimento diretto alla Valle, senza più colpire duramente l’abitato della zona, che è ormai allo stremo.
Mi chiedo cosa sarebbe potuto cambiare, magari in positivo, se tutti questi lavori strutturali fossero stati fatti prima. Mi chiedo cosa possa poi cambiare per le persone che vedranno una parte della propria vita sparire insieme alle case sotto il Ponte, cosa cambierà una volta che quel che resta del Morandi sarà sostituito dal nuovo viadotto, cosa cambierà per le famiglie delle vittime che chiedono giustizia, per Autostrade che ha annunciato battaglia legale.
Poco è cambiato pure nel Trasporto Pubblico, anche se la Giunta insiste sulla volontà di rinnovamento.
La Val Polcevera rappresenta ancora un nodo parecchio aggrovigliato, si spera che i soldi del Decreto Genova vadano ad incentivare l’uso del mezzo pubblico estendendone la gratuità fino a Pontedecimo, evitando sovrapposizioni deleterie con le altre linee e le navette per gli studenti, che spesso viaggiano vuote. Anche se poi sarebbe necessario rivedere i tempi semaforici negli snodi più importanti a cominciare da P.zza Pallavicini, rivalutare il ritorno del 63 in C.so Perrone , creare nuovi servizi navetta in modo più strategico, coordinare meglio il personale Adt con la Polizia Locale al fine di migliorare la viabilità di alcune zone e rivedere il caotico capolinea di Brin. E in fondo alla lista, attuare una sempre più necessaria revisione delle linee e delle fermate.
 Anche per quanto riguarda le prospettive aziendali poco cambia, non abbiamo ancora la certezza della gestione “in house”, non abbiamo alcuna fusione con Atp, né con Genova Parcheggi, la visione del Pums rischia di restare un miraggio, una leggenda che narra di corsie preferenziali, prolungamento della metropolitana, nuova tranvia, di bus green, parcheggi di interscambio, così come nulla pare cambiato nella lotta all’evasione tariffaria, che resta ancora altissima. Abbiamo sempre tanto caos gestionale in Amt, tanto traffico, tante soste selvagge e una mezza rivolta dei Saggi dell’Ass. Balleari, che si dimettono uno dopo l’altro (ad iniziare proprio da quello che avrebbe dovuto essere d’aiuto nella mobilità) per manifesta impossibilità a cambiare marcia.                                                                                                                        
Insomma una Genova Meravigliosa in un’Italia del Cambiamento.                                                                                                                                                                      
E allora avanti così, in bilico tra buoni propositi e cruda realtà, ma ricordate che come diceva Sir Winston Churchill, anche se non sempre cambiare equivale a migliorare, per migliorare bisogna cambiare. Perché cambiare significa implicare la cosa più difficile di tutte, ovvero cambiare noi stessi.

Nel frattempo                                                                                                                                                                                        
un abbraccio a tutti Voi                                                                                                                                                                          
dal Vostro autista Barnaba