Blue Devils Wheelchair Hockey, quando lo sport è vita

Oggi voglio raccontarvi una storia, che ha assunto i contorni di una favola. Una favola che però purtroppo ha un finale ancora aperto, ma che tutti noi potremmo concorrere a scrivere, per donargliene uno di quelli belli, stile: “E vissero tutti felici e contenti”.

Here we are, another story, another journey– Eccoci, un’altra storia un altro viaggio                               
today, tomorrow on the flashlights tourney– oggi, domani, sul vortice di luci

Questa è la storia di persone che vincono nonostante tutto e lo fanno grazie allo sport, la storia di un viaggio che li ha portati ad affrontare e superare enormi difficoltà proprio grazie ad esso. Questa è la storia dei Blue Devils e di quel vortice luminoso della passione che li ha catapultati nell’Olimpo dei campioni, in quella serie A1 che sembrava una chimera. Ma non c’è traguardo che si raggiunga che non ne preveda di ulteriori, forse più difficili, come il trovare i fondi necessari affinché la squadra possa mantenere la categoria. Ma i ragazzi dell’ASD Blue Devils Wheelchair Hockey sanno come si lotta, ci sono abituati da sempre, perché questi atleti affrontano con grande grinta uno dei più grandi avversari che esista, la disabilità. La pratica dell’hockey in carrozzina elettrica, ha avuto origine in Olanda 30 anni fa, e nel 1991 è giunto in Italia per iniziativa del Gruppo Giovani della U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e permette ad un sempre maggior numero di soggetti affetti da patologie neuromuscolari, anche se totalmente privi di mobilità e forza, impossibilitati a praticare qualsiasi disciplina sportiva, di fare sport. Infatti la carrozzina elettrica consente di praticare un gioco di squadra e grazie ad alcuni accorgimenti come lo stick, permette, anche nei casi più gravi, di poter comunque indirizzare la pallina e quindi partecipare al gioco.

Over the green my thoughts run so free– Sul prato i miei pensieri corrono liberi
straight as an arrow and strong as a tree– diritti come una freccia e forti come un albero
i’ve got roots growing down the water– Le mie radici crescono fino all’acqua
Hard steps are not alibi and it does’t matter– I passi più duri non sono un alibi e non importa                       

I Blue Devils Genova, nascono nel giugno del 1994 e fanno parte della Federazione Italiana di Wheelchair Hockey (F.I.W.H.) riconosciuta dal 2003 dal Comitato Paralimpico (C.I.P.). Negli ultimi anni questi ragazzi, ora guidati da Mister Audenzio Gatto, hanno fatto grandi cose nel campionato di serie B, fino a compiere negli ultimi due anni il doppio salto che li ha portati dalla A2 all’A1. Ed ora che ci sono, è lì che vogliono restare, tra i grandi di questo sport. Ma la permanenza nella massima serie, a volte trascende le capacità sportive, infatti i costi che la squadra deve sostenere sono elevati (servono 11.000 euro a stagione) e riguardano i trasporti, le spese alberghiere (per le trasferte in tutto il centro-nord Italia), il materiale di allenamento e gioco (mazze, palline, ecc…), divise e manutenzione delle carrozzine. Fino ad ora ciò è stato possibile anche grazie all’organizzazione tra genitori e parenti, ma a questi livelli i costi sono davvero alti da sostenere. Vien da sé, che sarebbe fondamentale che le istituzioni potessero aiutarli a mantenere questa attività sportiva, troppo importante per questi ragazzi, considerato che per loro vale più di qualunque altra cosa, infatti spesso le patologie neuromuscolari gravi comportano inattività e solitudine e un’attività come questa, coinvolgente, continuativa e intensa, porta una ricaduta positiva sullo stato di salute e sulla qualità della vita.

You may say i’m a gambler– Direte che sono uno che gioca d’azzardo
but you are wrong I’m the gamechanger– Ma vi sbagliate, sono quello che cambia le regole del gioco
I don’t need a flag to be revolutionary– Non ho bisogno di una bandiera per essere rivoluzionario
transforming the ordinary into something Extraordinary– E trasformare l’ordinario in qualcosa di straordinario
( “I’m a Renegade” – Victor Chissano)

Per questo, in fiduciosa attesa che le istituzioni facciano il loro dovere evitando una volta tanto di sforbiciare dove non dovrebbero, anche noi possiamo dare un piccolo contributo per aiutare i Diavoli Blu a vivere la loro favola e poter anche acquistare il rinks, ovvero il bordo di plastica che delimita il campo da gioco (3.500 euro).     

 

 Ecco come si può aiutare questi ragazzi. Associazione Sportiva Dilettantistica Blue Devils: 
c/c BANCOPOSTA N° 71099402 oppure un bonifico IBAN IT24 I 07601 01400 000071099402.  

Marco Marsano