Monossido di carbonio da una stufa a gas. Questa volta è andata bene.

Una semplice disattenzione, un’ installazione non eseguita a regola d’arte e poca conoscenza delle apparecchiature ha portato questa notte a quello che poteva essere un incidente fatale.
Durante la notte, una stufa a gas posizionata sotto una finestra in un appartamento in via Sampierdarena, era in funzione mentre una donna in stato interessante dormiva nella stanza. 
Quello che non era stato notato dagli inquilini era che i panni stesi ad asciugare andavano ad ostruire il tubo di scarico rientrando nella stanza.
Ogni combustione genera monossido di carbonio. Questo gas, inodore e incolore si lega con molta più forza all’emogoblina andando a sostituirsi all’ossigeno. I primi sintomi sono mal di testa ma durante il sonno è facile non rendersi conto del pericolo.
Fondamentale è far installare le apparecchiature da tecnici qualificati e far verificare il buon funzionamento ogni anno. Anche fonti di calore apparentemente senza fiamma, come potrebbe essere un braciere, sono ghiotti di ossigeno e rendono in cambio una grande quantità di monossido. 
Si raccomanda pertanto la massima prudenza e un minimo di conoscenza delle apparecchiature, in modo da non correre rischi nell’ambiente che ci sembra più sicuro, la nostra casa.

La donna è stata trasportata all’ospedale per le cure del caso ed è fuori pericolo.
Le cause sono state appurate dal nucleo investigazioni antincendio territoriale NIAT del comando di Genova.