Accademico della Crusca

Ho avuto l’illuminazione giusta, tra polemiche, richieste di allontanamento, repliche piccate, lettere di intenti giustificatori, ammiccamenti, solidarietà finta o verace, video, post, contropost e affini. L’impresa della salita al canile, in una notte buia e tempestosa nel bel mezzo di un rigoroso inverno innevato con tanto di inefficace scampanellio del campanello di Campanella e susseguente scavalcamento ventrale della rete di recinzione al fine di constatare le condizioni degli ospiti randagi, di colpo ha folgorato la mia mente con una sua precisa motivazione. Perché dovrà pur esserci qualche cosa che in un politico accorto travalichi il banale animalismo a scopi elettorali, condito con l’eccessivo clamore attestato da un video condiviso dell’ingresso stile Rambo, come se si trattasse di un assalto a un qualsiasi bunker in territorio nemico. Poi navigando tra un post e l’altro, insabbiato in una corposa documentazione che attesterebbe, secondo la controfigura dei Navy SEALs – che hanno come motto “L’unico giorno facile era ieri” -, numerose nefandezze nei confronti dei poveri animali da parte dei gestori del canile, ho pensato che una simile banalità del male non fosse possibile per un personaggio che sul suo profilo social alterna foto dei suoi due minuscoli e amati cagnetti a qualche motto salace nei confronti dei poveri migranti.

Ho girovagato ancora un po’ fino ad essere folgorato dall’illuminazione. Il nostro prode è stato vittima di una sindrome emulativa nei confronti di un suo più fortunato compagno di partito. Quel Gianni Berrino, assessore della regione Liguria al lavoro, ai trasporti e al turismo, che qualche anno fa aveva giubilato sul suo muro fb salutando l’ingresso del termine petaloso fra gli aggettivi sdoganati dall’Accademia della Crusca. Solo che il nostro Navy SEALs, ormai degno di un ruolo da protagonista nel prossimo fantathriller del maestro e Popfilosofo Simone Regazzoni ha voluto personalmente attestare la sua smania per l’azione. Suggestionato, probabilmente, da quella fiumana di post, condivisi e ricondivisi in rete, sull’importante novità attribuita all’accademia della Crusca di voler concedere una qualche legalità linguistica all’uso del transitivo nei verbi di moto che mai erano/ sono stati accettati da grammatici, linguisti e non solo. “Siedi il bambino” o “Esci il cane” ripetevano  ossessivamente i post, postati e ripostati su fb.

 E capisco anche il povero Ultra sia andato in trance agonistica, magari pensando che il riconoscimento dell’Accademia della Crusca non potesse essere altro che la doverosa gratificazione a un vicepremier che oltre a storpiare qualunque congiuntivo ha il potere di far introdurre un qualsiasi condono edilizio per il territorio ischitano di sua competenza in un decreto legge che riguarda la ricostruzione del Ponte Morandi a Genova (Liguria). Dunque nulla di più falso, come malignamente ha sostenuto qualcuno, che in trance elettorale il Nostro abbia deciso di ritagliarsi un qualche bacino elettorale fra gli animalisti orfani nel centrodestra dell’ex assessore Elisa Serafini e del consigliere Francesco Maresca, ex rappresentante per la nostra regione del movimento dell’ex ministro Michela Vittoria Brambilla. E poco importa se, proprio in ossequio al dispositivo che permetteva l’ingresso dei cani negli uffici comunali, il Nostro si è fatto ritrarre in sal Rossa fra gli scranni dei consiglieri comunali con i suoi due cagnetti “esciti” dal trasportino, o se peggio nei suoi manifesti per il 2019 invia auguri senza distinzione “ai piu’ deboli, a donne, bambini e amici 4 zampe”. Null’altro che maldicenze.

Oddio, magari la trance c’era comunque ma era causata da quella voce dentro che ripeteva ossessivamente “Esci i cani, esci i cani”.
Così ha deciso l’impresa, partendo in una notte buia e tempetosa, impavido dei rigori invernali e della neve che si era fermata sulla strada e sul terreno adiacente. Al termine del consiglio comunale ha raggiunto le alture di Sestri dove è ubicato Il canile. Con una voce dentro che gli  ordinava “Esci i cani, esci i cani”. Scontrandosi con la dura realtà del freddo circostante e con un custode, forse addormentato, che di ”escire” lui stesso e di “escire” i cani non aveva alcuna intenzione. Ed anzi, quel custode, in un motto di civile ribellione, visto il tempo e l’ora tarda, si deve essere barricato all’interno. Al caldo delle coperte e del suo lettino. Il Nostro avrebbe potuto optare, comprensibilmente per i più, per una diplomatica ritirata politica con una successiva ricomparsa sulla scena con tanto di ramanzina al custode renitente condita con l’esternazione tanto cara al nostro Sindaco Marco Bucci “Sono un consigliere comunale nell’esercizio delle sue funzioni”…… “Veda un po’ lei”.

Ma quella voce ossessiva “Esci i cani, esci i cani” gli dava il tormento. Come se “Macaron” il genio malefico dell’italiano maccheronico si fosse impadronito improvvisamente della sua mente. Così su due piedi e semicongelato ha deciso di seguire il motto dei Navy SEALs “L’unico giorno facile era ieri”. E con perfetto “ventrale” alla Dick Fosbury ha scavalcato la recinzione.

Il resto è cosa nota con tanto di video e articoli di giornale. E polemiche. Con la successiva ulteriore delusione di un chiarimento dell’Accademia della Crusca che ha rettificato le notizie giornalistiche e non. “Esci i cani” e “Siedi i bambini” si potrà anche dire, soprattutto nel fantasmagorico linguaggio dei nostri nuovi politici, ma lessicalmente resta un errore da matita blu. Men che meno “Esci i cani e pisciali”, sottolineava, sagacemente,un mio amico Facebook. 

Al riguardo il presidente degli accademici fiorentini Claudio Marazzini ha sentenziato sulla querelle nata con una nota pubblicata l’11 gennaio da uno degli accademici, Vittorio Coletti. Molti lettori chiedevano se fosse lecito costruire il verbo sedere con l’oggetto diretto di persona: ad esempio “siedi il bambino”. E la risposta si è prestata a molti fraintendimenti. Spiega  Claudio Marazzini presidente dell’Accademia della Crusca “Diciamo che sedere, come altri verbi di moto, ammette in usi regionali e popolari sempre più estesi anche l’oggetto diretto e che in questa costruzione ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali. Naturalmente se viene trasportato nella grammatica della scuola nascono dei problemi perché l’insegnante sarà comunque chiamato a correggere quelle forme nell’italiano scritto e formale”. Prendere nota, please.

Per l’aspirante Neavy SEALs, per il quale comunque oggi più che mai “L’unico giorno facile  era ieri”, momenti di gloria, insieme ad una possibile futuribile menzione per una laurea ad honorem fra gli accademici della Crusca.

Giona