Aspettando l’apertura del nuovo cantiere in piazza Dante, Barnaba ci parla del PUMS visto dal suo autobus

Negli ultimi mesi, colto da una chiara crisi tafazzista, ho preso a seguire i file audio sul sito del Comune inerenti ai lavori della Commissione Consiliare sul PUMS, ovvero il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile ideato dal CIELI, l’istituto diretto da Enrico Musso.
Un piano decennale che, abbinato al finanziamento contenuto nel Decreto Genova e con la volontà di mantenere il Tpl in house, dovrebbe dare la straordinaria opportunità alla città di Genova di avere finalmente un trasporto pubblico moderno e funzionale.
In una parola ‘smart’.

Almeno questa è la mia speranza, messa, invero, a durissima prova negli ultimi anni di addetto ai lavori, ma come dice Andy Dufresne (Tim Robbins) ne “Le ali della libertà”: “C’è qualcosa dentro di te che nessuno ti può toccare né togliere, se tu non vuoi. Si chiama speranza!”.   
Insomma qua il gioco si fa interessante, come si sa, sono sei gli assi di intervento: trasporto pubblico, interconnessione, circolazione privata, mobilità dolce, movimento delle merci, cultura della mobilità. Mantenendo un occhio ai finanziamenti, con la proposta di costituire un fondo di sviluppo urbano, come sta accadendo in altre città del mondo. Lo sviluppo della mobilità della città di Genova per i prossimi 10 anni almeno, passa attraverso 4 linee di forza (Ponente, Levante, Centro e Val Bisagno) più la Metropolitana, compresi i parcheggi di interscambio.
Un piano creato ad hoc per rendere appetibile l’uso del mezzo pubblico. Così aristotelicamente mi sono messo a sognare ad occhi aperti, sperando di udire nelle parole di consiglieri e assessori quel barlume di speranza in un futuro della mobilità che vada oltre il Terzo Mondo.
Ho ascoltato attentamente tutti gli interventi e tra un: “Sviluppiamo la Metropolitana!”, un: “Evitiamo che i parcheggi di interscambio diventino dei futuri parcheggi per camper” e un: “Manteniamo in vita la Navebus”, mi sono reso conto che forse il buon prof. Enrico Musso, uomo profondamente ragionevole, forse ha mirato troppo in alto, per il materiale umano a disposizione.
Anche se, come dice Don Chisciotte, “la ragionevolezza può essere una follia”

Lungi da me la volontà di dare del folle utopico al bravo Musso, anzi, obiettivamente il folle sono io che, per continuare a citare Cervantes, mi ostino “a vedere la vita così com’è e non come dovrebbe essere”.
Ma la realtà, purtroppo per me, è lì a portata di mano, basta poco, non bisogna far altro che darsi un’occhiata in giro, mentre si guida l’autobus.
Il Ponente è nel caos. Basta un incidente, un’allerta meteo, che tutto si blocca, da Corso Quadrio fino alla Guido Rossa, da Via Borzoli a Via 30 giugno.
In centro siamo in ostaggio del Cantiere dello scolmatore del Bisagno, impresa iniziata nel lontano 2007 e non ancora ultimata.

Un’altra cosa che salta agli occhi è la progressiva cancellazione delle corsie riservate al bus, l’ultimo caso è quello di via Buozzi, dove le corsie gialle hanno ceduto il passo a una pista ciclabile, così come  sono sparite anche in via Fillak, via Canepari, via Cornigliano. L’elenco è lungo: svanite in via Siffredi direzione centro, via di Francia in entrambe le direzioni, via Revel e piazza Verdi, dove hanno fatto un’altra pista ciclabile, in via Filippo Casoni, nella parte finale di Galleria Nino Bixio, e in via Cantore.
Quelle che restano sono sempre più invisibili, come ad esempio in via Torti. 
Ad oggi l’unica corsia sfruttata è quella di Corso Europa. Per il resto sono state trasformate in parcheggio a pagamento, o sono vittima di sosta-intralcio anche nelle ore in cui sarebbe vietato posteggiare, e le auto non vengono rimosse. La Polizia Locale, nonostante gli sforzi del nuovo comandante, continua a vivere una vita schizofrenica, combattuta tra il dover far rispettare il CdS, Sindaco permettendo, e il chiudere un occhio per il quieto vivere. Tutto ciò concorre a rendere troppo alta la velocità commerciale dei mezzi genovesi. A dimostrazione di quanto la politica ci tenga al trasporto pubblico, a breve inizierà il cantiere per i nuovi posteggi interrati in P.zza Dante.

Gli impianti Speciali poi sono una vera e propria odissea quotidiana. Spesso sono fermi per manutenzione, quando non diventano un vero caso di emergenza cronica come l’ascensore di Villa Scassi.

Insomma PUMS o meno, su questo tema la politica non è mai cambiata, nemmeno con questa giunta. Si continua a privilegiare il mezzo privato a scapito del pubblico. Con buona pace di ipotetiche Assi protette, Corsie Filobus o Tranvia, temo proprio che il percorso per una mobilità sostenibile sarà parecchio accidentato!
Poi mi faccio forza e tra una fermata e l’altra mi ripeto come un mantra quella massima di Seneca, che grossomodo recita così: “Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli la speranza”; mentre al capolinea seguo sul mio smartphone, con quel misto di preoccupazione, timore e speranza, le vicende del grande Ponte Morente, e mi vengono in mente le parole di Peter Gabriel in ‘Don’t give up’:

Gonna stand on that bridge                                                                                                                                       
(Sarò su quel ponte)

Keep my eyes down below                                                                                                                               
(Guarderò di sotto)

Whatever may come                                                                                                                                      
(Qualunque cosa possa venire)

And whatever may go                                                                                                                                                    
(E comunque possa andare)

That river’s flowing                                                                                                                                                       
(Quel fiume scorre)

That river’s flowing                                                                                                                                                     
(Quel fiume scorre)

 

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi dal Vostro autista Barnaba                                                                                                                                                               

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