Moody e Pasticceria Svizzera, dopo Fogliani quale futuro?

Genova – È notizia di pochi giorni fa che Gregorio Fogliani, l’imprenditore di Qui!Group, ha presentato al Tribunale di Genova istanza di fallimento per un’altra azienda che ruotava intorno al gruppo, e cioè Moody S.r.l. che, con i suoi 56 dipendenti, aggrava l’emorragia di posti di lavoro determinata dal dissesto dell’azienda famosa per i buoni pasto.
Moody S.r.l., infatti, gestisce anche il marchio Pasticceria Svizzera che solo pochi mesi fa è stato interessato da un’altra procedura di fallimento, quella di Svizzera Eventi S.r.l., che ha coinvolto altri 15 dipendenti impiegati in Svizzera Experience,  Svizzera Ricevimenti e Svizzera Wedding.

“Quello di Qui!Group è un fallimento molto importante – sottolinea Giancarlo Vinacci, Assessore allo Sviluppo e Promozione economica della città – per il quale, ad oggi, siamo a conoscenza di debiti per oltre per oltre 325 milioni di euro. Si tratta di un grande gruppo che aveva al suo interno anche i marchi Moody e Pasticceria Svizzera che, in realtà, non andavano male ma sono rimasti invischiati in questo fallimento perché la casa madre ha aperto una voragine“.

In effetti, il fallimento del gruppo Fogliani ha coinvolto fino ad oggi 600 lavoratori, 450 dei quali sono già a casa.
L’80% sono genovesi.
Quale futuro dunque in una città che è alla canna del gas?

“Quello che stiamo facendo come amministrazione pubblica è ascoltare tutte le parti – continua Vinacci -.  In questi giorni abbiamo sentito Qui Financial Services, che è stata acquisita da Sisal (vedi QUI), per capire cosa sarebbe successo visto che Sisal non ha una sede a Genova. Purtroppo non sono ancora in grado di garantire la non trasferibilità, ma cercano di restare qui e stanno valutando la possibilità di avvalersi del lavoro da casa”.

Quanto ai dipendenti diretti di QUI! Ticket, invece,stiamo prendendo contatto con il gruppo Pellegrino e con Ticket Restaurant per capire quali siano le possibilità, ma le sedi di queste aziende non sono a Genova. Forse sarebbe opportuno che alcune figure considerassero qualche settore analogo e attiguo perché ricollocarli nel loro settore specifico sarà difficile”, conclude Vinacci.

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