Cantiere ponte Morandi, è confermato: la pila 8 giù con l’esplosivo in due secondi

Genova – È confermato: sabato 9 marzo, tra le 10:50 e le 11:15,  la pila 8 del moncone ovest di ponte Morandi verrà fatta brillare. 
Lo ribadisce questa mattina in Prefettura, al termine della terza riunione della Commissione Esplosivi, Danilo Coppe, titolare della società di esplosivistica civile che si occupa dell’abbattimento del viadotto.
“È un intervento semplice”, assicura Mister dinamite che poi precisa: “Con 250 microcariche, cioè 170 chili di esplosivo inserito nel cemento armato della torre, la pila sarà a terra in due secondi”.
Quanto alle preoccupazioni dei residenti, “non ci saranno problemi di sonorità perché le vibrazioni della caduta dureranno un quinto di secondo“, tranquillizza Coppe che spiega come le persone percepiranno un rumore “identico a quando un tir passa su un tombino”. 
Nessun problema, pare, nemmeno per le polveri in quanto “sono stati disposti impianti di nebulizzazione dell’acqua e comunque spariranno in un paio di minuti“, conclude Coppe.

NON C’È AMIANTO NELLA PILA 8
Le relazioni tecniche sulle carotature effettuate nella pila 8 escludono la presenza di fibre d’amianto.
La Prefettura ha comunque disposto ulteriori controlli anche sull’ambiente esterno e “non si procederà finché non si avranno le necessarie certezze richieste come prescrizione dalla prefettura alla struttura commissariale in tema di amianto”, commenta Gabriele Mercurio, dirigente della Asl3 genovese, che puntualizza: “Le analisi saranno completate entro giovedì”.

All’interno dei caseggiati, invece, è tutta un’altra storia perché l’amianto c’è eccome.
“Per quanto riguarda le case, l’amianto noto è quello che deriva dalle schede di auto notifica predisposte dagli amministratori di condominio”, dichiara il Direttore Generale della struttura commissariale, Roberto Tedeschi.
Tuttavia ci sarebbe una discrepanza tra i giorni necessari alla bonifica dichiarati dalla cordata dei demolitori, cioè 40, e quelli dichiarati dagli amministratori che parlano di “almeno 120”.   
“Quello che noi abbiamo messo a disposizione delle imprese è il censimento che è stato fornito”,
ribadisce Tedeschi che non esclude come “andando a fare delle visite puntuali all’interno degli edifici, non è escluso che possa saltar fuori qualche altra tubazione. È chiaro che il cronoprogramma si adeguerà alle nuove necessità e le case verranno giù solo dopo che tutto l’amianto presente negli edifici sarà stato rimosso”.

QUAL È L’AREA INTERESSATA
Le variazioni alla viabilità sono in corso di analisi. Si sa che ci saranno due punti di chiusura al traffico, presumibilmente via 30 Giugno e via Perlasca, ma non corso Perrone.

CHI È DANILO COPPE

Arriva un esperto di dinamite per il Morandi. O così pare…

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