Crack Fogliani: la Regione riparte dal “modello Ericsson”

Genova – Dieci giorni fa l’ultima manifestazione dei dipendenti QUI!Group davanti alle porte chiuse del Moody, appena dichiarato fallito.
Ennesima catastrofe legata al crack di Gregorio Fogliani che ha lasciato debiti per oltre 325 milioni di euro e ha coinvolto fino ad oggi 600 lavoratori, 450 dei quali sono già a casa.

Per trovare una soluzione a questo buco nero che ha svelato, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto Genova sia prigioniera delle sue lobby, che si spartiscono il territorio, che lo occupano e si perpetuano, i sindacati, ieri in un incontro congiunto in Regione, hanno chiesto garanzie e non “tavoli di ascolto fini a sé stessi, o confessionali istituzionali”.
CGIL, CISL e UIL hanno ottenuto la convocazione, prima di Pasqua, di un tavolo specifico sul commercio con un bando a favore del settore e un tavolo allargato sulla vertenza Qui Group, alla quale applicare il “modello Ericsson”.

Per il Moody, in particolare, le misure da mettere in atto prevedono la richiesta ai curatori fallimentari della disponibilità a ragionare su un affitto calmierato per la messa a gara dell’attività, e l’attivazione dei bonus assunzioni per rendere più appetibili questi lavoratori sospesi, che oggi sono a casa senza reddito ma non hanno ancora ricevuto le lettere di licenziamento.
“Valuteremo anche quali strumenti legislativi di sostegno mettere in campo – ha detto il Presidente Totidopo il fondo FAST da 1,3 milioni di euro, destinato ai licenziamenti collettivi e alla ricollocazione dei lavoratori”.

Intanto, questa mattina, dagli uffici dell’assessorato al lavoro è partita una lettera indirizzata al Ministro Di Maio per una riconvocazione urgente del tavolo nazionale da cui tutti, Istituzioni locali, lavoratori e Organizzazioni sindacali si attendono delle risposte concrete.