Barnaba intervista Alessandro Nannini, tranviere di Firenze

INTERVISTA AD ALESSANDRO NANNINI SINDACALISTA COBAS COORDINATORE RSU ATAF FIRENZE
D: Cosa accadde in ATAF nel 2012?
R: Nel dicembre del 2012, noi di Ataf fummo i primi ad essere privatizzati. Su impulso del sindaco di allora, Matteo Renzi, la politica decise di uscire dal Tpl e di lasciarla in mano di BusItalia che nel 2016 disdettò gli accordi di secondo livello (l’accordo di 2° livello è una contrattazione siglata tra datore di lavoro e organizzazioni sindacali che permette di derogare ai CCNL.Consente, tra gli altri, di gestire più flessibilmente gli orari di lavoro, derogare al limite legale sui contratti a tempo determinato, ampliare la stagionalità, detassare i premi di produzione. La contrattazione di 2° livello è alla base del welfare aziendale che permette ulteriori risparmi fiscali e previdenziali per le aziende).
Successivamente alla privatizzazione, seguendo un po’ quanto successe a Genova nel 2013, bloccammo le rimesse per due giorni per poi ritrovarci a votare un nuovo accordo con un referendum, dove fu salvata la parte economica, ma perdemmo la parte normativa, vedendo peggiorare il nostro orario di lavoro e dilatarsi il del nastro lavorativo (per nastro lavorativo si intende la durata del turno di lavoro).
D: Invece per quanto riguarda l’aspetto manutentivo?
R: La nuova dirigenza ha progressivamente dismesso i poli manutentivi, acquisendo mezzi in full service. Oggi Ataf ha solo 8 operai per le piccole manutenzioni.
D: E per quanto riguarda le assunzioni?
R: Ataf non assume più, siamo passati dai 1280 dipendenti di sette anni fa a 880. Ad oggi  gli autisti giovani e in apprendistato, vengono direttamente assunti da BusItalia, con il loro contratto, che ovviamente è peggiorativo; assumono soprattutto al sud, per poi “distaccare” il personale nelle aziende di Tpl controllate, e rinnovando tale distacco di sei mesi in sei mesi. Ovviamente molti di loro, non avendo alcuna tutela, si ritrovano a guidare di più, con tempi di percorrenza impossibili e, non avendo contrattazione di secondo livello.  La retribuzione è di  150€ in meno rispetto ai colleghi assunti quando ancora Ataf era in mano pubblica.
D:Però BusItalia quest’anno ha chiuso con 3 mln di euro di attivo, è così?
R: Certamente, questo grazie essenzialmente a due cose: la prima abbassando il costo del lavoro dei dipendenti e la seconda tagliando il servizio. Ora se c’è bisogno anche solo di un bus in più per qualunque evenienza o evento particolare, il Comune deve pagare questo servizio.
In pratica Ataf non è più un’azienda che fa Tpl, ma fa solo trasporto per fare business.
D: E l’utenza è soddisfatta? Come reagiscono i cittadini?
R: L’utenza è esasperata dai disservizi, ma purtroppo, nonostante ci sia collaborazione tra sindacati e alcuni comitati di cittadinanza, molti passeggeri se la prendono con l’autista che è in prima linea.
Tenete presente che ci sono stati anche i lavori per la tranvia che hanno peggiorato di molto la scorrevolezza del traffico e ora i fiorentini hanno esaurito la pazienza.
D: Anche la tranvia è privata vero?
R: Esatto. Comune e Provincia sono totalmente usciti dai CdA delle aziende di trasporto, per questo i privati hanno vita facile.
Anche i colleghi su ferro, che sono gestiti da Ratp, hanno visto peggiorare di molto la propria situazione lavorativa e in più chi manifesta problemi fisici viene licenziato.
DTornando ad Ataf, qualcosa bolle nuovamente in pentola vero?
R:Esatto, abbiamo appena rigettato, tramite referendum, un nuovo accordo che prevedeva di percepire, una tantum,  una cifra di 200€ per 7 mesi, che ci sarebbero stati corrisposti se avessimo consentito nuove zone di cambio, che però avrebbero ulteriormente peggiorato le nostre condizioni di lavoro.
Inoltre i 225 colleghi assunti da BusItalia, cominciano a stancarsi delle condizioni di lavoro estremamente sfavorevoli e dell’incertezza derivante dal distacco ogni sei mesi, che non permette loro di poter vivere sereni, perché a rischio trasferimento in ogni momento.
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