Bufera in Sala Rossa, i Comitati della Valpolcevera minacciano di abbandonare l’aula: “Qui si calpesta la democrazia”

Genova – È bufera in Sala Rossa, con la Commissione V “Territorio e Promozione delle Vallate” che funziona a singhiozzo.
A scatenare la bagarre è la consigliera di maggioranza Fontana, in quota Lega, che tenta di escludere dalla discussione gli auditi, cioè il Coordinamento Comitati Valpolcevera: “Questo è un intervento di attacco politico, strumentale, che non c’entra niente con il tema di oggi”.
Seguono urla e strepiti mentre il Coordinamento minaccia: “Se non ci permettete di parlare abbandoniamo l’aula. È questa la democrazia?”.

Poi in difesa del Comitato interviene la minoranza. 
Così il capogruppo M5S Pirondini che accusa: “Qui si deve smettere di interrompere le persone. Se si invitano, vanno lasciate parlare. Se non travalicano i confini del codice civile o penale, possono dire quello che vogliono“.
Gli fa eco il consigliere PD Terrile: “Le mozioni d’ordine si fanno dopo che uno ha finito di parlare e non prima. Gli auditi sono qui per portare i loro contributi e non potete mettere un filtro su quello che vogliono dire“.

Qualcuno tra gli auditi prende e se ne va.

Interviene la presidente della Commissione, Marta Brusoni, che cerca di riportare la calma in aula ma la situazione peggiora: “Sono delusa da questi comportamenti, da queste litigate in aula e mi dispiace perché come presidente avevo dato al Coordinamento la possibilità di parlare in aula. Mi dispiace che un argomento importante che ha portato anche delle vittime si tramuti in questa bagarre”.

A questo punto parte Crivello, capogruppo Lista Crivello, che perde la pazienza e rimprovera alla consigliera Fontana di avere “una bella fantasia per affermare che le dichiarazioni dei comitati sono fuori luogo”, e poi le lancia una frecciata: “Dico che ci vuole fantasia perché non oso pensare che il suo intervento sia strumentale. Se lei non ha avuto tempo glielo faccio vedere io il video con le dichiarazioni fatte sotto il ponte Morandi, dove ci sono state le 43 vittime. Glielo faccio vedere io e poi vedrà se è strumentale quanto affermano i comitati”.

Tutto è partito, infatti, dalle affermazioni sentite sabato scorso durante la visita del Ministro degli Interni Salvini al cantiere del Morandi (vedi QUI): giudicate denigratorie, hanno fatto infuriare i comitati e li hanno portati in Sala Rossa a richiedere delle scuse ufficiali.

Si riprende ma con il Coordinamento insoddisfatto che attacca il Sindaco: La mancanza di rispetto per i comitati è un attacco a tutte le minoranze che in questa città esistono. Anche lei, Sindaco, durante una seduta del Consiglio Comunale, ci ha esposti pubblicamente solo perché, nell’unico interesse di tutelare la salute della popolazione, abbiamo deciso di presentare un esposto per interdire l’uso di esplosivi. Chiediamo che non vengano più utilizzate le istituzioni per denigrare e offendere chi non è allineato o chi chiede garanzie”.

Torna alla carica la presidente, che toglie la parola al Coordinamento e riaccende la polveriera:L’intervento non mi sembra adeguato al tema che stiamo trattando, se lei necessita di una commissione dedicata al valore dei comitati, sarà il primo ad essere invitato”.
Il Coordinamento consegna una lettera indirizzata al Sindaco e abbandona l’aula mentre la seduta va avanti con le considerazioni del consigliere Maresca, Vince Genova, che ribadisce l’idea che i comitati siano strumentalizzati da determinare forze politiche e punta sui numeri per rafforzare la sua teoria: “Questa non è un’opinione mia ma di un gruppo di persone in cui ci sono 10.000 persone ed è un’opinione che hanno seguito tante altre persone”. Si riferisce a un gruppo Facebook?
Continua: “Se vogliamo mettere il bavaglio a 10.000 persone, mettiamolo pure ma nessun comitato potrà mai mettere il bavaglio ai cittadini genovesi che vogliono il loro ponte. Io in futuro sarò sempre libero, come lo saranno tutti i cittadini, di esprimere le mie opinioni su Facebook”. Sì, parlava dei social…

Interviene il consigliere M5S Ceraudo che tenta di rifare il punto: “Bisogna riportare la democrazia all’interno di quest’aula e far parlare gli auditi. Probabilmente tutte queste domande e incertezze vengono dal fatto che le commissioni che dovevano essere calendarizzate molto prima, non lo sono state” e poi ribadisce la necessità che anche Autostrade si presenti in aula, cosa che non è accaduta nemmeno ieri.
“Non possiamo fare delle commissioni senza qualcuno che è parte attiva del disastro sul nostro territorio”, conclude.

La commissione si aggiorna. Noi, come i cittadini, i comitati e i consiglieri di municipio, usciamo da una seduta fiume senza aver  avuto nemmeno una risposta.

Simona Tarzia