25 aprile: fascisti di nuovo battuti da una lezione di civiltà

E alla fine i fascisti sono venuti fuori.
Ieri a Milano, con uno striscione inneggiante a Mussolini e le braccia tese di contorno. Come se i milioni di morti, i deportati, le leggi razziali e un’altra vagonata di schifezze non fossero bastati. 

Ma oggi è una giornata di festa, per chi vuole festeggiare e anche per chi, grazie alla libertà conquistata 74 anni fa, decide che non lo vuole fare. 
E il Sindaco ha dovuto fare retromarcia e, per non essere divisivo, ha abbandonato l’idea di chiudere la festa del 25 aprile all’interno del Carlo Felice. Anche perché, là dentro, tutte quelle persone non ci sarebbero state. 

Oggi qualche amministratore nostalgico si dovrà chiudere nella sua buia stanzetta e parlare con il mezzobusto del duce, triste feticcio che portò in Italia  morte e disperazione. E vi va bene che questa Repubblica, con i suoi molti difetti e i suoi pochi pregi, sia così tanto libera da permettervi di esprimere il vostro odio verso la vita. 
Fatevene una ragione.

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