La confusione del TPL ligure: tra sky, filobus da 24 metri e monorotaie

La Primavera porta con la sua prepotente voglia di vita anche tutta la confusione che tale esplosione comporta, pure nel Tpl Ligure, che è parte integrante della nostra vita. Altrimenti come potremmo definire tutta la recente querelle attorno a due snodi importanti come il PUMS e la Bigliettazione Elettronica?
Sono questi due aspetti fondamentali nel trasporto del futuro, perché il primo gli dà una direttiva sostenibile e la seconda una regolarità fondamentale.
Per quanto riguarda il primo aspetto, secondo il prof. Musso, coordinatore del gruppo di lavoro preposto alla stesura del PUMS, occorre “spendere dei gran soldi” per ottenere buoni risultati nel trasporto sostenibile e individuava il caro vecchio tram come veicolo del futuro: “Non solo in termini di minore traffico e di minore congestione, ma di migliore qualità della vita, di vivibilità della città, di flussi turistici, di imprese che si insediano in un territorio dove diventa piacevole stare”.
Poi, inspiegabile, è arrivata la confusione che dapprima ha tramutato il tram in ‘light’, ovvero in un filobus lungo 24 metri, con tutti i problemi di omologazione del caso, fino alla versione ‘sky’ di Stefano Balleari, Assessore alla Mobilità e TPL, ovvero una monorotaia su piloni che costa 350 milioni e che sarebbe un grande smacco nei confronti di Gardaland.
Dunque discorso chiuso, il Tram sarebbe un mezzo superato? “Niente affatto – spiega Giovanni Scarone amministratore delegato di Teb, la società che gestisce la tranvia di Bergamo – non solo per la nostra esperienza. L’industria ferrotranviaria sta producendo soluzioni sempre migliori. Ci sono esperienze in altri Paesi europei come la Francia, dove la realizzazione di sistemi tranviari in città come Nantes e Nizza ha portato una grande innovazione anche di tipo urbanistico nelle città”.
In dieci anni il tram T1, che riprende il tracciato storico di 11 chilometri tra Bergamo e Albino in val Seriana, ha trasportato 33,5 milioni di passeggeri. Una situazione simile alla Valbisagno, dove la domanda sarebbe ancora più alta. “Bisogna avere un approccio non ideologico ma basato su valutazioni tecniche, bisogna individuare la domanda acquisibile dai vari sistemi nei vari contesti e in base a quello scegliere la soluzione tecnologica. Oggi il tram garantisce qualità del servizio, frequenza, velocità, accessibilità”, aggiunge Scarfone.
Ma nonostante tali brillanti argomentazioni, a Genova pare si voglia scegliere il minor costo di realizzazione quando si parla di filobus… però poi si tirano in ballo le monorotaie e allora caschiamo nuovamente in una “Land of Confusion” come canterebbero i Genesis.
Ma siccome non voglio pensar male citerò il caro Henry Miller, il quale scrisse che “la confusione è parola inventata per indicare un ordine che non si capisce”. E certamente nella testa della nostra amministrazione ci sarà sicuramente un ordine che ancora non ci è dato di capire, forse perché “È Primavera… Che confusione…” come cantavano i Ricchi e Poveri.

Ed ora arriviamo alla seconda fonte di confusione, siamo nel 2017 e l’Assessore Regionale ai Trasporti Gianni Berrino, annuncia trionfante che entro la fine del 2018 la Regione Liguria introdurrà il sistema di bigliettazione elettronica per il trasporto pubblico locale ligure. “L’operazione vede un investimento di oltre 22,5 milioni di Euro da parte della Regione”, e dopo l’approvazione, in Giunta, del progetto ‘Smart ticket’ di bigliettazione elettronica e relativo cronoprogramma, la realizzazione sarà affidata a Liguria Digitale.
“Il sistema di bigliettazione elettronica – spiega l’assessore Berrino – dovrà poter operare con il sistema di Trenitalia e quello delle regioni limitrofe
: in tal senso abbiamo già avviato un percorso di collaborazione col Piemonte. Nell’ottica della piena condivisione del progetto, abbiamo provveduto a predisporre un protocollo d’intesa con le aziende di trasporto pubblico locale, che poi indicheranno tre esperti per istituire un tavolo tecnico a cui sarà affidato il compito di esaminare ogni aspetto del progetto”. Tra gli obiettivi dello Smart ticket: la tariffazione integrata dei diversi sistemi di TPL sulla rete di trasporto attraverso l’intermodalità e interoperabilità fra i diversi sistemi aziendali, la registrazione di percorsi e orari per la pianificazione dell’offerta in base alla domanda reale, l’introduzione di uno strumento per le aziende di TPL per la gestione e redistribuzione degli introiti da tariffa in base all’effettivo trasportato.

“Il ticket elettronico – aggiunge l’assessore Berrino – è un tassello fondamentale nel progetto più complessivo di riordino e ottimizzazione dei servizi di trasporto pubblico sul territorio regionale: potrà essere un utile strumento sia di rilevazione del reale utilizzo dei mezzi e delle linee, su cui effettuare scelte e pianificazioni, oltreché di abbattimento del dannoso e incivile fenomeno del ‘portoghesismo’ perché consentirà un recupero sull’evasione in un range tra il 5 e il 20%”…
Però noi siamo in Italia, e quindi lasciamo perdere la precisione del cronoprogramma e un anno dopo posticipiamo la scadenza: “Se non ci saranno ricorsi entro il 2019 partirà sul trasporto pubblico di Genova la bigliettazione elettronica”. È la nuova previsione dell’assessore Berrino.
La gara per attivare il servizio è stata bandita da Liguria Digitale ed è in corso l’aggiudicazione definitiva. “Con una carta molto bella si potrà viaggiare sui treni, sugli autobus di Amt e Atp, e poi sui mezzi delle altre tre aziende che operano nel trasporto su gomma in Regione. Oltre al biglietto elettronico saranno disponibili altri metodi di pagamento via telefonino, questo ci permetterà di sapere in modo preciso quanti sono i genovesi che prendono solo il bus o entrambi i mezzi, che tratte fanno, per dare un valore vero al biglietto integrato”.
Poi, per una sorta di strana coerenza italica, ecco il nuovo slittamento all’inizio del 2020 (ad oggi l’appalto non è ancora stato assegnato definitivamente). È evidente la confusione inerente all’introduzione di un sistema di ticket elettronici unificato in tutta la Liguria, così come pare evidente che sia destinato a partire chissà quando, forse perché dietro c’è la macumba del vecchio Assessore ‘burlandiano’ Vesco che con il suo inutile e costoso progetto Belt, costato quasi cinque milioni di euro, aveva già fallito clamorosamente nel tentativo.
Peccato perché il progetto Sibit (Standard Italiano Bigliettazione Trasporti), di cui il confuso Comune di Genova dovrebbe essere il capofila (così come la confusa Regione Liguria), è molto interessante e si pone l’obiettivo di realizzare uno standard comune nazionale di bigliettazione elettronica dei trasporti partendo dal ‘Bip’, il Biglietto Integrato Piemonte. Questo sistema dovrebbe consentire agli utilizzatori del trasporto pubblico regionale di spostarsi all’interno dei territori coinvolti validando un titolo di viaggio che sarà acquistabile anche attraverso nuovi canali di vendita (applicazione mobile, carta di credito, sito web) e che sarà validabile mediante differenti dispositivi (smart card, smartphone, carta di credito, o carta di debito). Gli utenti avranno più facilità di reperire i titoli di viaggio, verrà applicata sempre la migliore tariffa disponibile, non avranno bisogno di titoli di viaggio diversi a seconda dell’operatore che gestisce il servizio, beneficeranno di una maggiore flessibilità di utilizzo grazie al credito trasporti, mentre per le aziende il vantaggio consisterà nella fornitura di un servizio maggiormente tarato sulle esigenze degli utilizzatori, nuove e più efficaci opportunità di marketing, il recupero dell’evasione, una gestione del magazzino più semplice e una maggiore supervisione sui turni di controllo. E questo non sarebbe altro che la punta dell’iceberg, che in gergo si chiama MaaS – Mobility as a Service, ovvero un sistema di concepire la mobilità come la messa a sistema di tutte le tipologie di trasporto alternative all’auto privata (bus, taxi, car sharing, bike sharing, ecc…) e che sia maggiormente rispondente alle esigenze di una mobilità sempre più smart.

Dunque amministratori liguri e genovesi smettete di essere confusi come dei camaleonti in una vasca di smarties e diradate le nebbie sul Tpl.

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi dal Vostro autista Barnaba