Di fasciatoi, pannolini, virilità e antifascismo

Diego Fusaro

Ragazzi, finalmente abbiamo svoltato.
Anche perché, per essere franchi non se ne poteva veramente più’ di concionare su libertà di espressione, articolo 21 della Costituzione repubblicana, saloni del libro, fascismi di un dì… e di ritorno, antifascismo, di un dì…. e di ritorno, cerimonie di rimembranza e targhe oscurate, apologie varie e terroristi scrittori.

E perciò, meno male che Fusaro c’è. A riportarci tutti alla nostra quotidiana banalita’. Diego Fusaro, filosofo, saggista, opinionista, editorialista e docente italiano. Torinese trentacinquenne che per sua stessa ammissione “si considera un allievo indipendente di Hegel e di Marx. Ritiene Gramsci e Gentile i due più grandi filosofi italiani  del Novecento, che nella modernità predilige – con Hegel e Marx – Spinoza e Fichte”.
Gia’ quel Diego Fusaro, con una fidanzata giornalista, tal Aurora Pepa, che nell’ottobre dello scorso anno aveva confidato, forse immalinconita, di essere ancora illibata, perché lui, il filosofo era particolarmente impegnato in cose meno terrene… “È sempre impegnato a leggere”, aveva rivelato. Trovata pubblicitaria, probabilmente, visto che alla fine del febbraio di quest’anno il filosofo ci aveva rassicurato confessando ad Huffpost, che in un efflato di recondita maturità’, insieme ad Aurora si stavano  preparando a diventare mamma e papa’. Con tanto di giochino sui possibili nomi per l’infante:  “Fusaro ha già voluto dare un’anticipazione sul nome del futuro” combattente del turbocapitalismo. Avra’ certamente un nome patriottico. Oscillo tra un nome ad alto tasso filosofico come Giorgio Guglielmo Federico, oppure Goffredo come Leibniz, oppure ispirato all’amata patria come Vittorio. Fosse femmina potrebbe andare Vittoria. O anche Patria, potrebbe essere un bel nome. Anche Italia”.


E si, perché poi, al di là delle ritualita’ anagrafiche e di amor di patria, la paternità, più o meno consapevole, ha le sue gioie, i suoi rischi e le sue responsabilità. Dalle notti insonni ai biberon, dai ciucci alle preparazioni dei pasti sino ai pannolini. Perché, come sempre un conto è la teoria ed altra cosa e’ la pratica; che tra il dire e il fare, come è noto, c’è di mezzo il mare.

Comunque meno male che Fusaro c’è. A riportarci tutti con i piedi per terra. Al termine di una settimana social vissuta pericolosamente in bilico fra dichiararsi antifascisti e al contrario dimostrarsi fascisti.

Per farci superare d’un sol balzo l’annosa querelle il filosofo marxista-sovranista questa volta si è scagliato contro la campagna social #iocambio, che promuove l’inserimento di fasciatoi anche nei bagni pubblici per uomini e diffonde immagini che ritraggono uomini intenti a cambiare i pannolini dei loro figli.

Scrive fusaro su Twitter commentando l’immagine di un giovane padre che aderisce alla campagna #iocambio: “Prosegue la campagna di svirilizzazione dell’uomo da parte del turbocapitalismo, che ci vuole tutti femminilizzati. E voi siete così pazzi da pensare che il problema sia la cultura islamica? Il problema è il suicidio ridicolo dell’occidente». Insomma anche la filosofia si occupa di cacca, che come diceva De Andre’: “Dai diamanti non nasce niente e dal letame nascono i fior”.

Lode a Fusaro, comunque che ha risvegliato il nostro popfilosofo Simone Regazzoni in tutt’altro affaccendato, da editore, dopo aver detto la sua sul Salone del Libro e su episodi di razzismo vario, fra corse seriali di allenamento, festival filosofici, presentazioni di libri, visioni di film sulle arti marziali. Regazzoni con il senso polemico che lo contraddistingue è sceso in campo per malmenare dialetticamente, si intende, il povero Fusaro con il quale, sempre dialetticamente, in passato si era confrontato per la gioia del pubblico.

Un lungo post, quello di Regazzoni, in cui da padre rivendica la gioia di essere e dimostrarsi papà premuroso. E si’ anche di cambiare il pannolino e accudire la pargola. Corredato da una splendida fotografia di un Regazzoni d’antan sbarbato che si occupa del pasto della sua piccola Julia.



Spiega il popfilosofo al filosofo marxista e sovranista “CARO “VIRILE” FUSARO, CHE NE DICI DI UN PO’ DI LOTTA CON UNA MAMMOLA COME ME? 

Il filosofo Diego Fusaro attacca la campagna che promuove i fasciatoi nei bagni pubblici maschili perché produrrebbero “svirilizzazione”.

È chiaro: Fusaro si sente un maschio alfa, virilissimo, duro, maschio. 

Roba da far tremare i polsi alle mammole come me. Io ho cambiato centinaia di pannolini, e mi vantavo di essere uno dei più veloci cambiatori di pannolini al mondo. Ho allattato con latte artificiale, girato per la città con borsa per il ricambio contenete cremine, salviette, ciuccio, porta ciuccio…

Giudico sacrosanta l’introduzione dei fasciatoi nei bagni degli uomini: perché spesso ho avuto il problema di dover usare il bagno delle donne per cambiare Julia.

C’è rischio di svirilizzazione? Se c’è io mi sono sicuramente svirilizzato, sono diventato una pappa molle, una femminuccia debole debole, una mammolina.

Caro Diego visto che abbiamo già avuto un pubblico confronto filosofico cosa ne dici di un confronto in una maschia e virile palestra per una lotta maschia alla maniera di Platone? Se hai ragione tu io ne uscirò distrutto, altrimenti…”

E, gia’ perché, poi al di la’ di quanto potrebbe apparire nella nostra società’, ancora suddivisa in categorie più o meno contrapposte,il problema risulta complesso. Con il rischio di contrapposizioni e di machismo latente. Ricordo la querelle di qualche tempo fa con un altro mio amico social, Paolo Vanni messo sotto accusa per aver intimato ad una giovane mamma che allattava in pubblico il suo pargolo davanti al suo locale di spostarsi un po’ più’ in la’.
Con schiere di mamme irritate. Mi piacerebbe sapere insomma che cosa pensa di fasciatoi e di cambi di pannolini delegati ai padri l’altra metà del cielo. Mi sono limitato comunque a un post femminile ma super partes.
Ho colto all’uopo, e come fior da fiore, solo il commento di un’altra mia amica social, Barbara Barattani, che all’indirizzo di Regazzoni, o del solo Fusaro – di più’ non mi è dato sapere – in poche parole mette una sorta di pietra tombale al problema: “L’uomo svirilizzato no…dai, molto meglio il decerebrato”. Insomma una contrapposizione di muscoli, oppure di cervello.

Elisa Isoardi

E, tanto per rimetterla di nuovo in caciara, getto li’ una pietra. Mi piacerebbe sapere che cosa pensa al riguardo tal Francesco Polacchi, fondatore della casa editrice Altaforte vicina a CasaPound e al centro delle polemiche per la sua partecipazione – poi mancata – al Salone del Libro in cui presenterà un libro intervista sul vice premier Matteo Salvini, intellettuale contro il quale Chiara Appendino e Sergio Chiamparino hanno presentato un esposto alla magistratura accusandolo di apologia di fascismo.
E mi farebbe piacere conoscere, a tal proposito, il pensiero del vicepremier sopra citato sul concetto di virilita’. Per apprendere, magari, che biberon e pannolini sono ammessi. Ma solo per i pargoli italiani. Svirilizzati, o forse anche no. Sempre che non si tratti di stirarsi le camicie. Attendo. Con una certa consapevole trepidazione.

E comunque, tra pannolini, ciucci, biberon, fasciatoi e assi da stiro… buona festa della mamma. Facendo perennemente i conti con quel mito ferito della virilita’…. visto che “Gli uomini reggono il mondo. Le madri reggono l’eterno, che regge il mondo e gli uomini”. Frase di Christian Bobin, scrittore francese contemporaneo e di nicchia. Autore fra gli altri di “Elogio del nulla” che è vera sinfonia per questi tempi di social.  Cioe’ un elogio del nulla che si oppone all’esaltazione del troppo, del superfluo, dell’esibizione inutile. 

Giona