Il Premier Conte a Norcia contestato dai terremotati

Arriva a Norcia quasi con un’ora di ritardo il Premier Giuseppe Conte  e inizialmente pare non gradire la presenza dei molti cittadini presenti con i loro ormai celeberrimi lenzuoli. Dopo qualche attimo di nervosismo che tradisce la scarsa voglia di confronto con i cittadini,  l’atteggiamento del Presidente cambia e decide di avvicinarsi  ai rappresentanti dei Comitati dei paesi terremotati  (e fa bene considerato tutti i voti che ha preso il partito che lo ha voluto Presidente del Consiglio).
Ascolta un po’ tutti e tutti raccontano la stessa storia, una ricostruzione che non parte, spopolamento, delocalizzazione, imprese in ginocchio.
Inizia l’incontro istituzionale con i Sindaci di Norcia, Accumuli, Leonessa, Teramo, Amatrice, Acquasanta, Preci, Scheggino, Vallo di Nera, Arquata e Cascia e Conte pretende che siano presenti i rappresentanti dei Comitati come se si fosse reso conto, solo in quel momento, della realtà che lo circonda.  Le case con le finestre sbarrate, i cumuli di macerie, le chiese crollate. I Sindaci, lo stesso Sindaco di Norcia, non vorrebbero al tavolo istituzionale anche i comitati ma il Premier la spunta. È chiaro che  i rappresentanti delle amministrazioni locali hanno perso la fiducia dei propri cittadini, e in effetti in tre anni quasi nulla è stato fatto, in pratica siamo ancora alla fase di messa in sicurezza. La tensione è alta e Conte ascolta con attenzione. Al termine dell’incontro torna a parlare con la gente, ammette di non aver capito la gravità della situazione, i report ricevuti parlavano di una ricostruzione già partita, nulla di più lontano dalla realtà. Promette di tornare. Speriamo che non siano promesse elettorali, questa gente ha bisogno di serietà, la merita dopo tanta sofferenza.

M.M.