Mimmo Lucano torna a Riace per la chiusura della campagna elettorale: “Riace ha trasmesso al mondo un messaggio di umanità”

Reggio Calabria“La ricchezza più straordinaria che Riace ha potuto trasmettere al mondo è un messaggio di umanità. E sarà così per sempre”.

Ha gli occhi lucidi Mimmo Lucano, il Sindaco sospeso che ieri sera è tornato a Riace per il comizio di chiusura della campagna elettorale che lo vede candidato consigliere comunale nella lista “Il cielo sopra Riace”, guidata da Maria Spanò.
Tre ore di permesso concesse dal Tribunale di Locri contro il parere del PM titolare dell’inchiesta, Michele Permunian, che aveva detto no alle richieste dei suoi legali.
Tre ore di permesso per parlare alla sua Riace dopo otto mesi di assenza, da quando il GIP di Locri aveva deciso per lui la misura cautelare di divieto di dimora.

Prima di tutto vi volevo ringraziare e questo grazie non è retorica ma viene dal profondo del cuore. Grazie per questo viaggio durato quindici anni, un viaggio lungo una vita“, ricorda Lucano che sente anche il bisogno di chiedere scusa: Vi chiedo scusa per i  miei errori, che mi vengono in mente a distanza di tempo. Errori non solo tecnici ma anche di presunzione. Tutti i cittadini possiamo sbagliare e magari ce ne accorgiamo dopo, quando è troppo tardi”. 

Non si sottrae alle sue responsabilità il Sindaco sospeso che, anzi, sottolinea di voler ricominciare daccapo, dalla carica di consigliere comunale, e di aver rifiutato tutte le candidature che gli sono state offerte per il Parlamento Europeo: “Sono indagato e sarà il processo a stabilire se sarò innocente o colpevole. Di certo non voglio avere alibi. Potevo farlo perché in tanti hanno cercato di coinvolgermi nelle elezioni europee e avrei potuto sfruttare questa notorietà per avere l’immunità parlamentare, ma non l’ho fatto. Non l’ho fatto per una questione di orgoglio, perché per me ragionare di politica significa non avere secondi fini”.

Poi  torna a raccontare il suo progetto di comunità globale e ricorda cheRiace stava raccontando al mondo che l’immigrazione non è un dramma socialee che, forse, è stato proprio questo messaggio la causa della sua distruzione: Questa equazione sulla quale sono state costruite anche le fortune dell’attuale Governo, questa equazione Riace l’ha dissolta“.
Gli applausi della folla, che lo ha aspettato tutta la sera seduta sugli scalini della piazza di Riace Marina, lo interrompono.

“C’è un’alternativa alla barbarie. C’è un’alternativa all’alzare i muri. C’è un’alternativa all’odio”. Mimmo Lucano, Sindaco di Riace

È un uomo appassionato, Mimmo Lucano, e profondamente integro: “Qui ci conosciamo tutti, vita e miracoli”, si scalda a un certo punto, “e sapete che io non ho fatto nessuna azione per creare un’opportunità per me o per la mia famiglia. Io me ne vado da questo ruolo a testa alta“.
La gente grida “Bravo!” ora che il filo dei suoi pensieri si spezza per l’emozione.

Riace è tornato un paese fantasma. I rifugiati sono stati allontanati e adesso lo spettro del silenzio si aggira di nuovo tra i vicoli e le case. Una comunità è stata distrutta. Cosa farà lo Stato oggi?”, si chiede Lucano con amarezza per poi rimarcare come prima “la convivenza a Riace fosse così spontanea da far incantare il mondo. Ecco, è questa l’opera pubblica più straordinaria che abbiamo potuto fare”.

Il tempo passa veloce e arriva inesorabile il momento del silenzio elettorale. Il comizio si conclude tra gli abbracci mentre le casse cantano “Bella ciao”.
Ora non resta che aspettare il voto di domenica.

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