Parlare di TPL è facile, fare scelte coraggiose è tutta un’altra cosa

Quando seguo dibattiti su mobilità e trasporto pubblico, come il recente “Trasporto Pubblico, dove stiamo andando”,  oppure come la terza tappa del “Mobility Innovation Tour” 2019, mi lascio sempre cogliere da un profondo senso di tenerezza, questo perché proprio non riesco a staccarmi dal mio cinismo di uomo della strada che troppa ne ha percorso per lasciarsi irretire.
Questi due appuntamenti quasi gemelli, mettono attorno ad un tavolo tecnici, cittadini, addetti ai lavori e politici locali ed entrambi, come per magia, portano a galla tutte le contraddizioni del nostro magnifico e perduto Paese.
L’Italia, in materia di mobilità sostenibile e di trasporto pubblico è, a confronto con la maggior parte delle realtà occidentali, ma anche asiatiche, molto arretrata.
Gli organizzatori e i tecnici  si sono prodigati per dipingere un futuro di sostenibilità e di sviluppo green, anche portando esempi concreti, ma purtroppo non riesco ad elevare la mia empatia a un livello superiore.
Genova, infatti, è l’emblema dell’Italia, un paese irriformabile e soffocato da compromessi e contraddizioni.
Comunque, per amor di cronaca, in questi due simposi, si è parlato di mobilità elettrica, filobus e tram, car e bike sharing, PUMS, Parcheggi di interscambio, di “green economy”, “smart cities”, “e-mobility”, “Compressed Natural Gas” e “Liquified Natural Gas”.
Tutto molto bello ma poi si finisce con con il doversi confrontare con la dura realtà, fatta di politica che non ha il coraggio di fare le scelte necessarie.
E così, dicevo, ci ritroviamo a vivere la dura realtà, in cui il 66% dei cittadini genovesi usano mezzi privati come auto e scooter, e non si cerca affatto di limitarli, anzi, si continuano a costruire posteggi in centro (l’ultimo apparirà  nella centralissima Piazza Dante), a creare micro parcheggi di interscambio, che alla fine, rischiano di diventare solo parcheggi per residenti.

Ne ho anche per la mia amata AMT che, contro ogni buon senso, continua ad acquistare la stragrande maggioranza di nuovi mezzi con motori a gasolio (senza contare i bus comprati usati e tutti quelli che ancora fanno parte della flotta vecchia), dimostrando di investire più che sull’innovazione, sul vintage futuribile, visto che saranno in attività fino al 2030.
Ulteriore nota dolente la complessa costruzione, nel canale di calma, di uno degli elementi del Progetto Integrato Prà Marina – Asse 3 (parte del Programma Operativo 2007-2013 della Regione Liguria), ovvero il pontile presso il quale sarebbe dovuta approdare la Navebus da/per il Porto antico.
La struttura galleggia lì, malinconica, alla mercé delle intemperie e del salino, mai entrata in funzione per la sua posizione non ideale, causa di problemi strutturali e di sicurezza.

Senza contare l’estremo malfunzionamento degli Impianti Speciali (in primis la Cremagliera di Granarolo) e del trenino Genova-Casella, per i quali, c’è da dire, il MIT ha destinato risorse per 18 milioni di euro,di cui circa 15 milioni destinati a interventi per la sicurezza su entrambe le ferrovie.
Sulla Genova-Casella i primi interventi riguarderanno la riqualificazione e l’adattamento degli impianti fissi esistenti e dei rotabili in esercizio: sarà attuato il revamping delle elettromotrici A1, A5, A6 e della vettura storica LOC29 per un importo stimato di circa 2,2 milioni di euro.
Sulla Genova Principe-Granarolo per la quale sono stati destinati circa 600 mila euro, oltre all’applicazione delle tecnologie per il miglioramento della sicurezza della circolazione ferroviaria e degli specifici sistemi automatici di sicurezza, si prevede la manutenzione straordinaria della vettura “1” che dovrà essere oggetto di interventi per il suo adeguamento con moderne caratteristiche funzionali, per un investimento di circa 300 mila euro.
Anche in questo caso vedremo.  Mi riservo di mantenere tutto il mio cinismo di navigato tranviere, perché il machiavellico Sistema Italia sta sempre in equilibrio tra dilettantismo, rapacità, collusione e improvvisazione, frustrando i pur tanti genietti davinciani costretti a chinare la testa in patria o a cercar fortuna altrove.

Nel frattempo
un abbraccio a tutti Voi                                                                                                                                                                
dal Vostro autista Barnaba

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*