Solidarietà canaglia

Meno di una settimana fa un caro amico facebook, che si fregia di un qualche incarico politico di tutto rispetto nel centrodestra, obbiettava ad un mio lungo articolo- firmato con il mio nom de plume, cioe’ Paolo De Totero – dedicato al tema della solidarietà, cresciuta sino alle dimensioni di un’onda anomala nei confronti di alcuni rappresentanti della compagine di governo , ma anche no, imputati nel caso delle “spese pazze” in Regione, e arrivato, alfin,  a sentenza di primo grado con relative condanne, ha accusato di mancanza di coraggio i sostenitori della sinistra che razzolano come me sui social.
Motivando che nel lunghissimo elenco di politici incappati nella questione vi fossero rappresentanti di tutti i partiti dell’arco costituzionale e politico da sinistra a destra e da destra a sinistra.
Purtuttavia non aveva registrato un’analoga campagna. Quasi che i “compagni”, o quel che ne resta, non fossero in grado di sviluppare empatia fra loro. Gli avevo suggerito, a loro parziale giustificazione, che quali che fossero i nominativi, tutti quei soggetti evidentemente dimentichi della famigerata questione morale, al momento sono usciti dalla scena della politica attiva, per consunzione o in un sussulto estemporaneo di dignita’.
E che quindi essendoci in ballo un incarico di viceministro, poi consapevolmente rimesso nelle mani del proprio leader, ovvero un ruolo elettivo di consigliere regionale con conseguente interdizione dai pubblici uffici, al momento sub iudice, la cosiddetta empatia dei social non poteva funzionare allo stesso modo.


Epperò, ad appena qualche giorno dalla composta diatriba con l’esponente del centrodestra, mi capita l’occasione buona per smentirlo ulteriormente sulla presunta mancanza di solidarieta’ degli esponenti del centro sinistra. In questo caso sotto scacco non tanto da parte dei giudici, ma come spesso accade, incorsi negli strali degli avversari politici. Tanto che suggerirei una nuova ondata di “Io sto con” corredata della foto della malcapitata. Anche perché la vicenda nata da un post polemico rischia di farsi spessa. Con coda giudiziaria nei tribunali della Repubblica.

E parto dal fondo, tanto per non attenuare subito la suspense. E cito il post di stamattina di Cristina Lodi, capogruppo del Pd in consiglio comunale:
“Volevo rassicurare la maggioranza che controlla quando sono in spiaggia che ieri non ero in spiaggia. Valuterò a questo punto con il mio legale se ci sono in termini legali la eventuale diffamazione o denigrazione che colpisce la mia immagine pubblica perché sono davvero stufa. Io tengo sempre un profilo politico e amminstrativo ma quando qualcuno è messo all’ angolo non sa come difendersi. E usa attacchi personali che ora sono diventati inaccettabili per quanto riguarda il mio lavoro e la mia correttezza sempre. 
ps.  Aggiungo che a questa città manca un assessore alla protezione civile . Questo è il problema a cui nessuno da risposta . Questo è il problema”.
Così abbiamo pensato di farlo noi il post di solidarieta’ nei confronti della Lodi. Ovviamente ed assolutamente soltanto per celia in questo periodo di solidarieta’ esondante.
Magari non nei confronti dei richiedenti asilo, ma a sostenere i politici di turno a cui fanno riferimenti, di volta in volta, i fruitori dei social.
Beh, per quelli assolutamente sì. A maggior ragione se messi più o meno ingiustamente – esclusivamente a parer vostro – sotto tiro.


Dirò, tanto per corredare il quadro della questione speciosa, che rischia di finire nelle aule del palazzo di giustizia, che la querelle ha ai suoi margini due vicende che da qualche mese a questa parte hanno ingolosito i frequentatori dei social. Quella più lontana nel tempo riguarda il crollo con relativa tragedia del 14 agosto, la vigilia di ferragosto, del ponte Morandi. L’altra in ordine temporale  vicinissima l’approdo – proprio come il titolo della nuova serie di Gad Lerner in Rai, giornalista a cui a torto o ragione è stata cucita addosso l’immagine di comunista con il Rolex al polso – dei migranti nel porto della nostra città. Con quello striscione con lettere bianche in campo rosso con la scritta “Benvenuti” affisso alla Lanterna.
Immagine, solidale anziche’ no, a cui il solito buontempone di turno con il gusto della satira territoriale, ha voluto aggiungere, con l’ausilio di Photoshop, un’altra scritta virtuale, sempre bianca in campo rosso “eccetto milanesi”.
Perché l’approdo, e non poteva essere altrimenti,  ha scatenato, sin dal suo annuncio, altre polemiche a dismisura sui social e dibattiti e confronti in merito al senso di accoglienza.
Fra chi voleva dimostrare solidarieta’ senza se e senza ma e chi rispondeva “obbedisco” al diktat del vicepremier e ministro dell’interno leghista a patto che la citta’ di quel centinaio di poveracci, donne, donne incinte, bambini e uomini, soccorsi in mare dalla nave della Marina Cigala Fulgosi, non dovesse farsene carico.

A margine, polemica nella polemica, strumentale o no, il rilievo che sul molo a porgere il benvenuto e la solidarieta’ delle istituzioni a quel centinaio di disperati, non vi fossero presenti nè il presidente della Regione Giovanni Toti nè il nostro sindaco Marco Bucci. Con difesa d’ufficio perché in loro aiuto era stato impiegato sia il personale sanitario sia il rappresentante della Protezione Civile del Comune. E tanto di distinguo sulle specificità di competenze e servizio delle ASL e della protezione civile. Qualcuno, magari banalmente, avrebbe gratificato tutta la storia, visto l’ambiente marinaro delle location, con l’etichetta della classica tempesta in un bicchier d’acqua.

Epperò, tra comunicazione e polemica si è andati avanti. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Antonino Sergio Gambino che ha ricevuto dal sindaco la delega alla protezione civile, probabilmente innervosito per gli attacchi di alcuni esponenti del centrosinistra al centro destra e ai suoi due maggiori referenti non ha potuto fare a meno di replicare, ampliando – a mio modo di vedere – tutti i confini della polemica  e impropriamente puntando sul personale. Naturalmente con un post sul suo profilo social “ La collega Lodi il 15 di agosto pontificava da una spiaggia in Sardegna. Ieri da che spiaggia lo faceva?”.
Risposta più o meno impropria visto che il post del capogruppo del Pd a palazzo Tursi al quale Gambino intendeva dar risposta è screenshottato sotto al suo diceva, eventualmente intendeva sostenere fra le righe una sua eventuale nomina ad assessore.
Scriveva la Lodi: ”Predisposizione piani per la valorizzazione ed implementazione delle sinergie tra le strutture comunali del volontariato ed enti esterni in materia di protezione civile” questa è la delega del consigliere Gambino che non ha nulla a che fare con ciò che sta svolgendo per l’arrivo dei richiedenti asilo a Genova. Non essendoci un assessore alla protezione civile a dirigere le azioni per il Comune dovrebbe esserci il Sindaco o l’assessore ai servizi sociali. La loro non presenza parla più della ipotetica presenza”.
Insomma, secondo la Lodi, che ne fa una questione di competenze, si sarebbe addirittura trattato di un assist al povero Gambino che non l’avrebbe compreso o voluto cogliere. Questione di competenze insomma, tese soprattutto a far notare l’assenza del primo cittadino o in subordine dell’assessore alle Politiche educative e dell’istruzione, alle Politiche socio-sanitarie e alla Casa, Francesca Fassio.


Naturalmente Gambino ha attaccato l’avversaria politica “dritto per dritto” e sul piano personale facendo leva su una passata querelle in cui alcuni esponenti del centrodestra imputavano alla povera Lodi di trovarsi in vacanza il 14 di agosto con la famiglia e di aver partecipato tuttavia via social al dibattito sull’emergenza e politico a seguito del tragico crollo di Ponte Morandi. Anche quello, a mio modesto avviso, un attacco strumentale anziché sul merito.
Lei ipotizza addirittura discriminazioni di genere, visto che nessuno ha risposto per le rime si suoi colleghi della sinistra Gianni Crivello e Pippo Sergio Rossetti – entrambi appartenenti al sesso forte – autori di post egualmente polemici per l’assenza del sindaco.

E comunque così sono i social, così va la comunicazione politica e la propaganda.
Virtuale o reale che sia. Del resto Antonino Sergio Gambino non sembrerebbe aver sempre chiaro il limite della sua delega.
Valga per tutti il caso della fascia tricolore indossata in occasione della commemorazione dei caduti della Repubblica Sociale che ha creato polemiche a iosa sui confini fra fascismo e antifascismo. Con evidente imbarazzo anche di Marco Bucci.

Naturalmente Cristina Lodi ha totalizzato sul suo profilo social una sessantina di commenti e alcune condivisioni. Un pienone di solidarietà da parte degli amici con alcuni che le consigliavano di adire a vie legali e altri che ipotizzavano addirittura il reato di stalking nei suoi confronti. Mentre sulla pagina di Gambino alcuni amici del centrodestra e lo stesso Gambino invitavano ad essere prudenti sul tenore dei commenti.
Insomma così vanno i social in questo momento, fra solidarietà esondante e pericolo di cause in tribunale. Magari non per stalking…. ma per diffamazione sì.
Incauti che a digiuno di qualsiasi elemento giurisprudenziale vi apprestate a postare o commentare…. sappiatelo.

Giona

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