Sua grevità

 

Sono stato colto da un dubbio persistente sullo spesso inespresso,  sull’eleganza del non detto, sulle arguzie del velato, sul tacitamente compreso e addirittura sull’intelligenza dell’ambiguo e sull’ambiguità intelligente. E mi sono persino scervellato per dare una risposta alla mia domanda: se sia meglio il “dritto per dritto” oppure indirizzare alla meta dopo una serie infinita di sponde e rimpalli. E il pensiero mi ha colto subdolamente nel mezzo della sfilata del gay Pride, quando ho accolto, pur favorevolmente la visita/presenza del nostro mastro Bucci da Nervi. Che poi è il sindaco, ma personalmente preferisco chiamarlo Bucci e basta che, come ha confidato lui durante l’ultima intervista a PrimoCanale in compagnia della sua signora, è il suo Nickname. Dunque Bucci e basta. A cui aggiungerò quel mastro in segno di rispetto.

Dicevo pur favorevolmente, perché alla fin fine, non ho potuto fare a meno di pensare ad una retromarcia, e magari non tanto per essersi ravveduto, e nemmeno per senso di opportunita’, ma per ragioni di opportunismo politico. Aveva sentenziato l’anno scorso che il mancato patrocinio del comune alla manifestazione era giustificato dal fatto che si trattasse di una manifestazione divisiva. Aveva negato appena qualche mese fa la possibilità che il municipio VII ponente patrocinasse l’evento diffidandolo. E ieri si è fatto trovare puntuale all’inizio della manifestazione cercando di sopravvivere e traghettarsi su sponde più sicure. Bravo seppur un po’ anacronistico nel contestare le ragioni degli organizzatori che gli hanno ricordato come il comune si sia opposto facendo appello ad una sentenza del tribunale che impone all’anagrafe comunale di registrare entrambi i genitori dello stesso sesso, e fa ricorso contro la sentenza di primo grado costringendo le famiglie a una costosa battaglia legale. Insomma mentre qualcuno gli chiedeva, ieri, un atteggiamento politico è emerso tutto il burocratino che si porta dentro. E comunque ha ripetuto i suoi slogan, nei quali magari crede…. “Sono qui perché sono il sindaco di tutti” e ci ha messo la faccia. Anche se qualcuno ha rilanciato provocatoriamente  nei commenti social: “che faccia, Giggia, che faccia”. Comunque faccia o non faccia l’espressione è rimasta imperturbabile anche di fronte alle obiezioni degli organizzatori con lezioni di diritto. Tanto che qualcuno ha avuto l’idea della provocazione. Provocazione dell’uomo delle istituzioni. Fra il non detto, l’abbozzato e il “dritto per dritto”: “È passato davanti al trenino con un pelo sullo stomaco alto così, fregandosene dei nostri bambini. Non li ha neanche guardati in faccia”. Racconta una delle organizzatrici stupita e un po’ piccata per quella presenza. Ecco, perché a volte ci vuole.

Ma per l’uomo che ambisce essere il sindaco di tutti e che di nikename fa Bucci sono tempi difficili, c’è il teorema del ponte con l’abbattimento dei piloni e lo smaltimento dei detriti, e si avvicina il 6 luglio la data della costituente de “Italia  in crescita!”. E lui ci sara’. Ha deciso di esserci pur essendo in vacanza. Con un videomessaggio dalla sua barca a vela. Come se la banalità di essere sulla stessa barca o di navigare a vista non fosse abbastanza sfruttata.

Anche lui, magari prima o poi impallinato dal fuoco amico come sta succedendo al suo “maestro”, il governatore Giovanni Toti. Perché lui vuole essere il sindaco di…. Toti.
No, no…. di Tutti.

Già Toti che comunque pur restando – al momento – in società con il Cavaliere rivendica un ruolo da segretario di partito, come se non sapesse che all’ombra di Berlusconi può crescere soltanto una monarchia, con un regnante e un cerchio magico. Toti ospitato da Bruno Vespa in collegamento da San Pietroburgo con l’audio che andava e veniva. E in difficoltà quando è stato messo a confronto in studio con il senatore cinquantenne Massimo Mallegni, vicecoordinatore regionale di Forza Italia ed ex sindaco di Pietrasanta per una dozzina d’anni, presentatosi come un amico di Toti e l’ufficiale di stato civile che lo ha unito in matrimonio con Siria Magri.
Cosi Mallegni  l’ha trattato come un beneficiato dal padre con poca gratitudine. A distanza di qualche giorno poi Berlusconi l’ha gelato “L’ho nominato io… E chiede la democrazia un nominatissimo?”. Detto, non detto, velato, tacitamente compreso, ambiguo intelligente o intelligenza nell’ambiguità. Oppure “dritto per dritto” e colpito  e affondato?

Perche’ Toti e le sue pruderie scissioniste al momento vengono guardate e intercettate con favore dagli altri alleati del centrodestra ma fanno litigare eccome all’interno di Forza Italia. Prendete il coordinatore regionale e senatore Sandro Biasotti, berlusconiano sin dall’inizio della sua avventura politica come predecessore di Toti in Regione, poi parlamentare di lungo corso, che si è scosso dopo tanti tiramenti per la giacchetta. Autore di una lettera indirizzata al capo supremo chiedendogli di autorizzare il cambiamento e di elevarsi nel ruolo di creatore guardando dall’alto le questioni dei suoi sudditi, pare che non solo non abbia ottenuto risposta ma che corra il rischio di vedersi espulso come un alimento rancido, per aver messo in discussione l’attuale cerchio magico. Fino a riciclarli nel gruppo nascente del Governatore. Voci su voci.

Mentre le liti aumentano. E intenderei proporvi un fitto carteggio via social che contrappone un forzisti genovese della prima ora Paolo Binazzi Tiberi e il nipotino di Bruno Vespa Andrea Ruggieri, deputato di Forza Italia e compagno della bella Anna Falchi. Carteggio fitto iniziato dal Binazzi Tiberi con la pubblicazione sul suo profilo di un articolo de “il Foglio” sui rampolli e figli dei potenti in parlamento con post al vetriolo “Andrea Ruggieri nominato da Silvio Berlusconi perché è il nipote di Bruno Vespa e il compagno di Anna Falchi non si permetta di criticare Giovanni Toti non ha le capacità oggettive per farlo ma soprattutto la classe… I nominati devono stare zitti e andare a casa, candidarsi e prendere i voti senza raccomandazioni dal capo ma sul territorio come li ha presi Giovanni… Queste barbe finte non prenderebbero neanche i voti dei parenti… Giovanni ha preso 226.603 voti dai liguri e personalmente per diventare governatore!!!”.
Ed è l’inizio della fine. Nel senso che Ruggieri risponde per le rime. E Binazzi Tiberi risponde alla risposta. Eccovi l’intero epistolario : “IL NIPOTE DI VESPA MI RISPONDE… E IO ANCHE…

(Andrea Ruggeri)

Ciao scemotto. Ma secondo te, avere come zio Bruno Vespa e fidanzata Anna Falchi, è un difetto? Ti riduci a pubblicare roba del Fatto Quotidiano. Che tristezza, povero… Comunque, da liberale quale sono, voglio contribuire alla crescita di questa tua fallimentare pagina Facebook. 

1) Io non parlo mica per antipatia verso Toti. Con lui ho un ottimo rapporto e lo considero un ottimo politico. Ma dimmi un’idea di Giovanni, per favore. Zero. Non ne propone. E chi vuol cambiare Forza Italia, come pure secondo me si deve fare, deve proporre idee nuove. 

Gli italiani non vivono di pane e primarie, sai? 

2) Toti si è sempre opposto al rinnovamento che io per primo, a ridosso di Berlusconi, chiedevo. Difendeva i vecchi colonnelli. Candidava gente del Pd. Quanto ai congressi, sono roba superata. Dove si fanno, sono tutti falsati dal commercio di tessere, e non portano un voto in più al partito. Aggiornati. 

3) A differenza di Giovanni, io non ho campato professionalmente SOLO sulle spalle di Berlusconi. E Toti è sempre stato super-nominato da Berlusconi. Molto più di me. Prima nominato come consigliere, poi come candidato in Liguria. Come mai non chiedeva primarie ai tempi? Gli andava bene essere cooptato e imposto su Rixi? Mi sa di si. E credi che i voti di cui parli, alle elezioni in Liguria, Toti se li sia procurati da solo? O glieli ha portati il partito, Berlusconi in primis? Mi sa che di politica capisci pochino. Guardati i dati. 

4) Quanto a me, secondo te Berlusconi ha bisogno di candidare il nipote di Vespa? Guarda che non gli serve, eh. Non ci guadagna nulla. E comunque sempre meglio essere nipoti di Vespa che figli di puttana (non alludo a Giovanni, ovviamente, ma a tanti altri): Vespa la politica la conosce assai bene. È un’ottima scuola, credimi. Farebbe bene anche a Toti frequentarlo un pò. Quanto ad Anna Falchi, beh… che dire: ognuno ha la compagna che si merita. La mia a me va molto bene e credo andrebbe bene a tantissimi altri. Non mi sembra un difetto, insomma, essere fidanzati con anna falchi.

5) Ti dico come funziona oggi secondo me: agli elettori frega cazzi se siamo nominati, eletti o pescati nel bussolotto. Gliene frega che siamo nuovi, capaci di comunicare, che abbiamo idee concrete utili a risolvere i loro bisogni, e che siamo determinati a realizzarle. Delle primarie gliene frega zero; dei congressi ancora meno. I politici devono saper scegliere i candidati. Non organizzare gazebo inutili. Berlusconi scelse Toti e per me fu un’ottima scelta. Poi però ognuno di noi deve avere coscienza dei propri limiti: Toti non ha il quid per essere l’erede di Berlusconi. Tutto qui. 

6) Quanti voti prendo io, lo vedremo quando qualcuno mi imporrà alla presidenza di qualche regione. Come accaduto a Giovanni, super nominato candidato e eletto con i voti del Capo (peraltro, ai tempi, FI era al 17 e la Lega al 10. Giovanni riuscì a far fare 12 a FI e 20 alla Lega, fai un pò tu le conclusioni). Dopo di che, potrai parlare. 

Buona giornata. E se sei così appassionato di Forza Italia, proponici qualche idea. Sempre che tu ne abbia. Se invece devi copiarle dal Fatto Quotidiano, il tuo partito è il Movimento Cinque Stelle, non Forza Italia”.

Con risposta sullo stesso tono

“ ( Io rispondo)

Caro ragazzotto ti devo fare i complimenti perché almeno ci metti la faccia e ciò non è poco…mi dispiace che dici cose sbagliate dimostrando che non conosci la storia, Giovanni Toti venne candidato per volontà di Berlusconi alle Europee insieme alla Comi e alla badante di sua madre Licia Ronzulli ai quali io feci campagna elettorale nel 2014 e GIOVANNI che era stato per tre mesi dal caro amico Mario MANTOVANI che gli aveva fatto un corso accelerato di scienza politica e Lara Comi furono eletti…la Ronzulli che doveva essere riconfermata perché eletta già nel 2009 fu trombata…(giustamente)

GIOVANNI fu il più votato con 148.291 voti perciò i tuoi dati sono fasulli come te che pensi di sapere e non sai una beata mazza soprattutto sulla candidatura a Governatore della Liguria… Berlusconi non c’entra nulla in quanto aveva candidato FEDERICO GARAVENTA che non era gradito ne a Salvini ne a Rixi che proposero loro GIOVANNI Toti stupendo tutti…

Berlusconi nonostante tutto anche se seccato che gli avevano trombato il suo candidato, obtorto collo diede la sua benedizione e facemmo una campagna lacrime e sangue e in pochi credevamo nella vittoria che arrivò in maniera eclatante, con 226.603 voti, perciò Berlusconi in questo non ha nessun merito se non di essere venuto l’ultimo giorno per la chiusura della campagna elettorale… perciò prima di dire minchiate informatevi ma soprattutto informatevi di chi avete come interlocutore che non è un osservatore ma un addetto ai lavori… stai sereno e salutami lo zio e la tua bella compagna e se pensi che anche io faccio parte dei figli di puttana detto da te che sei un’esperto è veramente un onore!!!”. 

Insomma tra figli di…,  e ragazzotti, tra imbucati e nominati proprio come si usa dire…noblesse oblige. Ma il momento è solenne, e non potrebbe essere altrimenti. Del resto questo signor Ruggieri e la sua compagna, ultimamente, erano saliti all’onore della cronaca per un’incauta dichiarazione nel corso di un’ospitata a rairadiouno nel programma “Un giorno da Pecora”. 

Tocco’ alla Falchi aprire qualche varco sulle sue intimità familiari. Tanto da farne scrivere a Libero.it : “Rivelazioni da matti, da parte di Anna Falchi, che si è lasciata andare a Un giorno da pecora, il programma di Rai Radio 1. “Il mio fidanzato Andrea Ruggieri in questo momento sta un po’ acciaccato, è febbricitante, oggi gli ho cucinato un bel brodino, gli ho misurato la febbre e gli ho messo anche la supposta. Che immagine romantica!”, ha rivelato come se nulla fosse. Insomma, ad “applicare” la supposta al fidanzato ci ha pensato lei in prima persona. Dunque, Anna Falchi ha anche commentato l’archiviazione di Fausto Brizzi per il caso molestie: “Giusto così, giustizia è stata fatta evidentemente. Ogni caso va preso a se ma ci sono anche tante donne consenzienti, non solo gli orchi, sappiamo tutti come vanno le cose”. Dunque viene chiesto alla Falchi chi restituirà a Brizzi l’anno terribile che ha passato? “A quanto ne so Luca Barbareschi, che gli ha fatto un buon contratto per tre film. Si rimetterà in pista”, ha concluso la showgirl”

E tanto per capire sull’eleganza del non detto, qualche settimana dopo il prode Ruggieri ha potuto godere di un’ospitata ancora a “Un giorno da pecora” per ragguagliarci sugli ultimi sviluppi di quello che è passato alla storia per “il Supposta gate”.
Scrive Velvet al capitolo gossip “Il compagno Andrea Ruggieri ha affermato che Anna aveva fatto solo una battuta: “E’ stata una cosa del tutto inventata, non mi farei mai mettere una supposta dalla mia fidanzata. Ha voluto fare una battuta sulla mia pelle, anzi sulle mie chiappe!”, ha sentenziato Ruggieri a Rai Radio1.

Ma il giorno dopo alla Camera i commessi si davano di gomito e ridevano. Quella frase è stata presa sul serio proprio da tutti. “Si vede che la supposta ti ha fatto effetto, visto che sei già guarito…”, ha detto il suo collega Anzaldi.

Ruggieri è nipote di Bruno Vespa e la Falchi ha dichiarato che l’ultimo libro scritto dallo zio sarebbe stato usato come fermaporte. Ma Ruggieri controbatte. “Io invece le sue opere le leggo sempre, naturalmente. Il mio compleanno cade a fine novembre, e mio zio mi regala sempre una copia in anteprima. A casa Vespa non comanda Bruno ma la moglie, è lei la padrona indiscussa della casa. E lui se ne sta muto e rassegnato”, ha detto Ruggieri in modo non troppo scherzoso”.

E, insomma cosi’ il quadro mi sembra completo. Ah, i miei dubbi circa allo spesso inespresso, sull’eleganza del non detto, sulle arguzie del velato, sul tacitamente compreso e addirittura sull’intelligenza dell’ambiguo e sull’ambiguità intelligente, beh, quelli drammaticamente persistono

Giona

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