Caduto il Morandi resta la polvere

Genova – Sparisce il ponte Morandi e resta la polvere.
La nube sospinta da un vento Sud-Sud Ovest e intercettata alle 9:20 dalle centraline indipendenti di automonitoraggio della rete civica “Che aria tira?”, ha fatto registrare picchi elevati di polveri fini in “via Ristori”, zona Brin, dove la concentrazione di PM10 ha raggiunto i 769 µg/m³ mentre quella di PM2,5 i 172 µg/m³, collocando questa fascia del quartiere in una sorta di zona nera.
Valori elevati anche in “via Canepari” con PM10 e PM2,5 rispettivamente a 276 e 82 microgrammi per metro cubo.
“Argine Polcevera 1”, invece, è quella che ha segnato i numeri più bassi, con valori massimi di PM10 e PM2,5 pari a 39 µg/m³.

LA POSIZIONE DELLE CENTRALINE

Quanto alle medie orarie, la rete di automonitoraggio ha registrato in “via Ristori” una media importante di PM10, pari a 71,78 microgrammi per metro cubo. “Via Canepari”, invece, ha segnato concentrazioni pari 45,66 µg/m³, restando poco al di sotto del limite giornaliero imposto per legge.

LE SLIDE CON I DATI DI PM10 E PM2,5

Alle 10:16 tutto sembra essere tornato ai valori ante esplosione, che comunque in questi giorni erano mediamente più alti rispetto alla media oraria delle settimane scorse.

Da notare che le centraline ufficiali sono state accese soltanto 15 minuti dopo l’esplosione, scelta che renderà praticamente impossibile vedere i picchi di polveri sottili e ultra sottili e che inficia la media oraria legata all’esplosione.

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Nota sui dati di PM10 e PM2,5:

La media giornaliera di PM2,5 non è regolamentata dalla legge italiana. È l’OMS – l’Organizzazione Mondiale della Sanità – a stabilire quale soglia di sicurezza una media giornaliera di 25 μg/m3.

Sul PM10, invece, sia la legge italiana che l’OMS stabiliscono come soglia di sicurezza una media giornaliera di 50 μg/m3.

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