Estate rovente anche per AMT

Tempi di caldo record. Estate che si preannuncia tra le più afose di sempre. Tutto eccezionale e probabilmente frutto delle nefaste attività umane. I Governi Mondiali che fanno accordi farlocchi per combattere il riscaldamento globale, mentre USA, Russia e Cina se ne strafregano alla grande. L’Apocalisse è alle porte e non so se a noi basterà il Governo del Cambiamento.
Eppure in questo drammatico fermento una cosa resta cristallizzata, impassibile, granitica nella sua ineluttabile ripetitività, la mancanza di aria condizionata su gran parte dei mezzi di Amt (ma questa è condizione comune a gran parte el TPL nazionale). Vi chiederete come possa essere possibile, ma non dovevano arrivare 130 nuove vetture? Addirittura dei Mercedes? Sarebbero dovuti arrivare, ma non ce n’è traccia o quasi. Dei Rampini elettrici, che hanno già avuto qualche problemino, ne sono arrivati due su dieci, gli altri dovrebbero arrivare tutti tra settembre e novembre.
Mercedes se ne sono visti solo otto, anche questi, per problemi di elettronica, sono stati stoppati dalla casa madre, non come successe con le vetture serie 7000 che arrivarono con grossi problemi di frenata.
Così ci ritroviamo con le stesse vetture dell’anno scorso, moltissime vecchie, altre usate sicure (elvetiche, meneghine o trevigiane) e le famigerate 7000 che nonostante abbiano solo due anni ne dimostrano almeno il doppio e sono destinate ad un rapido decadimento.
Il parco mezzi, purtroppo per voi, ormai lo conoscete, trovare una vettura con l’aria condizionata funzionante è come ricevere un invito al ballo di fine anno dalla più carina della scuola. Purtroppo AMT senza un polo manutentivo, può solo rincorrere i problemi, le rimesse infatti non sono e non possono essere officine, mancano gli spazi e le corrette attrezzature. Serve un intervento concreto delle istituzioni, perché si tratta di salute dei passeggeri e del personale, viaggiare sui bus odierni senza A/C è impossibile e alcuni non potrebbero neppure circolare. 

Un tempo sui bus si avevano grosse porzioni di spazio apribili che permettevano un continuo ricambio d’aria, oggi invece i finestrini sono minuscoli perché le caratteristiche costruttive sono normate da precise direttive europee, i motori su moltissimi 18 metri sono a metà bus, praticamente si viaggia con una stufa accesa in piena estate. I medesimi problemi di ricarica li abbiamo anche negli impianti e nelle infrastrutture aziendali, uffici esclusi, che avrebbero bisogno di una accurata e continua manutenzione che ovviamente non viene assolutamente garantita né programmata con grande anticipo, nonostante sia in gran parte esternalizzata. Tanti colleghi e tanta utenza non se ne capacita, io che sono un gran curiosone, invece, vado ad analizzare le ragioni che portano a questa annuale disfatta, a questa continua Waterloo estiva, a questo avvitamento senza soluzione di continuità… la stessa problematica che si rivive sempre nello stesso periodo, un po’ come il giorno vissuto a ripetizione da Bill Murray in “Ricomincio da capo”.
E sapete che c’è? C’è che la cosa che più mi fa arrabbiare, è che nessun Governo si è mai preoccupato, ad esempio, di far riconoscere il posto guida del bus come il nostro luogo di lavoro! Incredibile dictu, passiamo quasi sette ore su quelle saune con le ruote, eppure il nostro luogo di lavoro è considerata la rimessa di appartenenza. Di conseguenza non esiste una normativa che tuteli la nostra sicurezza a bordo, che indichi in quale condizione ambientale dobbiamo lavorare. 

Il Sindacato Orsa Tpl Genova, uno dei pochi a farsi sentire in questi afosi giorni, in un comunicato stampa scrive: “Un’altra estate che comincia uguale alle precedenti. Nonostante le promesse di riorganizzazioni interne, di squadre di ricarica A/C, di arrivi di nuove vetture, tutto è ancora come l’anno prima e quello prima ancora e via così, un infernale loop che inizia ad essere una presa in giro non solo per chi questi mezzi li guida, ma anche per chi ne fa un uso quotidiano per spostarsi in città. Ignoriamo perché tutto questo continui ad accadere, però ancora una volta ci ritroviamo, dopo le innumerevoli promesse, a vivere la stessa terribile estate. Poche le vetture nuove e purtroppo quelle arrivate un paio d’anni fa, già mostrano segni di cedimento”.

Serve assolutamente un intervento concreto di AMT e delle istituzioni locali e nazionali, manca una politica concreta del governo, che si ricorda di sicurezza e diritti insieme alle OO.SS. confederali solo il primo di maggio.
Mancano le tutele di legge previste dalla costituzione, sia per i lavoratori che per gli utenti. Più volte si è chiesto un confronto con il Ministro dei Trasporti sul TPL, ma nonostante sia venuto a Genova più volte, ad oggi ancora nulla è stato fatto.
Un altro accorato allarme viene lanciato dai tecnici della Casa spagnola Seat che, in questi giorni di temperature record in tutta Europa, hanno diffuso i risultati di accurate ricerche effettuate assieme ad esperti del settore: “Quando è molto caldo, la gente di solito presta attenzione ai consigli quando deve andare fuori di casa e camminare per strada – avverte Angel Suarez, ingegnere presso il Centro Tecnico Seat a Martorell  – ma pochissimi sono consapevoli che è altrettanto importante seguire alcuni importanti regole durante la guida in condizioni di caldo intenso. Questo rischio – sottolinea Suarez – è equivalente alla guida con un tasso alcolemico di 0,5 grammi per litro di sangue”.
Un autista oltre a restare idratato, sobrio e riposato, deve anche fare attenzione all’ambiente esterno, che può essere ancor più subdolo perché non dipende da noi.
Seat è giunta alla conclusione che mettersi al volante in un abitacolo surriscaldato appanna le facoltà del guidatore in maniera paragonabile a quanto accade quando si oltrepassa il limite al di sopra del quale si viene considerati ‘in stato di ebrezza’, e i tranvieri, che sono dei professionisti della guida, questo proprio non possono permetterselo.
Secondo questo ed altri studi, infatti, questo effetto si manifesta al raggiungimento dei 35° C, un valore che viene superato tranquillamente nelle condizioni che possiamo trovare comunemente in Italia d’estate, si pensi che spesso sui bus si viaggia a 40° C.              
L’ing. Ángel Suárez, mette sull’avviso: “Occorre prestare particolare attenzione quando si guida con temperature estreme perché se la temperatura nell’abitacolo raggiunge i 35 gradi, il tempo di reazione del conducente è del 20% maggiore rispetto a quando si guida a 25 gradi”.                                                       
Quindi sappiate, cari utenti, che un gran numero di tranvieri guida come se si trovasse in un leggero stato di ebbrezza e questo nonostante i controlli che ci vengono fatti e la morigeratezza che contraddistingue ogni professionista. In attesa che qualcuno se ne preoccupi e di conseguenza se ne occupi, noi andremo avanti per tutta l’estate a solcare questi tremolanti e bollenti oceani di asfalto, nonostante ci siano stati già due casi di colleghi ricoverati al pronto soccorso, uno per intossicazione da bus arrostito e l‘altra per collasso da calore.

Nel frattempo                                                                                                                                                                  
 un abbraccio a tutti Voi                                                                                                                                                             
dal Vostro Autista Barnaba

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