Urla, bestemmie, rutti e qualche calcio alle porte. La notte di un autista AMT

È estate e si moltiplicano i casi di violenza sui bus, un vero e proprio bollettino che ci accompagner  à per almeno tre mesi, replicando le solite problematiche di sovraffollamento e ubriachezza molesta, soprattutto nelle linee di trasporto serali e notturne, in particolare quelle che collegano le varie zone della città  con i luoghi della “movida”. In poche ore la cronaca cittadina ci ha riportato tre eventi e lo scorso 5 Luglio sarà  ricordato come la giornata folle di Amt.

Ed  proprio vero che il buon giorno si vede dal mattino.
Tutto, infatti, comincia a mezzanotte, come in ogni horror che si rispetti, in zona Brignole, quando corsa del bus 606 viene interrotta da una maxi rissa scoppiata tra alcuni ragazzi, anche minorenni, a una delle fermate di piazza Verdi. Lo scontro avvenuto tra una ventina di giovani ubriachi che si sono scagliati contro il mezzo pubblico forzandone le porte e spaccandole.Poi hanno cominciato a prendere a pallonate chi passava con auto, moto e scooter, rischiando di provocare degli incidenti. Dopo aver discusso con un uomo e aver preso a schiaffi un motociclista, finalmente giungevano sul posto cinque volanti della polizia a sedare la follia e alla fine fermavano due  minorenni. Un diciassettenne stato portato in Questura e denunciato per interruzione di pubblico servizio e danneggiamento aggravato.

Passata la notte ecco arrivare il mattino.Un Addetto al Controllo del Traffico Amt (quelli conosciuti come ADT), rimasto ferito intorno alle 10, in via Cantore mentre si trovava sul bordo della strada per verificare eventuali infrazioni, stato quasi investito da un uomo, che alla guida della sua auto, gli si scagliato contro, riuscendo poi a dileguarsi.

L’addetto è riuscito a scansarsi venendo solo sfiorato dalla vettura, stato comunque portato in codice verde al pronto soccorso di Villa Scassi.

Ma non finisce qua. Eccoci al rovente pomeriggio: alle ore 14:00, in zona Corso Sardegna, i verificatori di Titoli di Viaggio (VTV) di Amt, mentre stavano controllando una coppia appena scesa dal bus, alla richiesta di esibire il biglietto, solo la donna ne era provvista, l’uomo negava di averlo e si rifiutava di mostrare il documento di identità. Allontanandosi veniva seguito dai Verificatori come da regolamento e invitato a fornire le generalità a questo punto il soggetto si faceva più aggressivo, spintonando i Verificatori che salivano su un bus in sosta per proteggersi in attesa della volante della polizia. L’uomo, fuori di sè, li seguiva continuando l’aggressione. L’arrivo della volante ha scongiurato il peggio. L’uomo è stato denunciato per aggressione, lesioni, oltraggio e interruzione di pubblico servizio.I Verificatori al pronto soccorso di San Martino sono stati dimessi con quattro giorni di prognosi.

Il giorno folle si è chiuso senza altri incidenti degni di nota, ma è chiaro quanto serva un intervento concreto del Governo, per permettere ai lavoratori di operare in sicurezza. Per chi si espone a questi rischi ci dovrebbe essere una corretta dotazione, opportune qualifiche e tutela legale, ma al momento nulla di tutto ciò esiste.

Questi tre eventi accaduti nel giro di una mezza giornata, segnalano un problema che ormai presente nel nostro tessuto sociale da ormai troppo tempo. Se nel caso degli adulti violenti la spiegazione potrebbe, ad esempio essere inquadrata nella tragicomica figura di William Foster nel film “Un giorno di ordinaria follia”, per i giovani la cosa è più complessa e in un certo senso più dolorosa, e non sono poi così certo che si possa liquidare addossando le colpe a famiglia e scuola. C’è qualcosa di più profondo che ribolle nel sotterraneo, tipo il liquido verdastro contenuto nel cilindro del carpenteriano ‘Il Signore del Male”.
Mi soffermerei piuttosto sul risultato di una ricerca americana: secondo i ricercatori della Facoltà  di Comunicazione della Ohio State University, che hanno pubblicato tempo fa uno studio sul Journal of Public Healt – The Contagious Spread of Violence Among US Adolescents Through Social Networks -, la tendenza a comportamenti violenti può essere in qualche misura trasmessa dalle persone che si frequentano. Questo accade a maggior ragione in un’età come l’adolescenza, in cui si è particolarmente influenzabili. I ricercatori lo chiamano l’effetto clustering (aggregazione), in pratica la violenza si propaga tra come un virus. Scrivono i ricercatori che “gli adolescenti erano più inclini a comportarsi in modo violento se i loro amici facevano lo stesso, e il contagio della violenza si estendeva oltre gli amici diretti, agli amici degli amici”

Ma come si può fermare questa sorta di “epidemia”?
È nel mio ultimo turno serale che ho ricevuto la risposta, come fosse una formidabile catarsi aristotelica: ultimo giro, niente di particolarmente nuovo, urla, bestemmie, canti sguaiati, rutti, qualche calcio alle porte, qualche manata ai finestrini. Poi l’ultima fermata e il gregge che rumoroso scende, e prima che potessi chiudere le porte per l’ultima volta quella notte odo un flebile: “Ci scusi tanto”.
Guardo negli occhi quel ragazzetto che con un sorriso tirato e uno sguardo dispiaciuto, mi porge le scuse, per colpe non sue, ma del gruppo a cui, volente o nolente, appartiene. E mi rendo conto solo in quel momento, che alle due di notte ancora devo infilarmi nel mio letto, che quelle scuse erano richieste, me le aspettavo come lavoratore. E sono arrivate nel modo migliore, perché nell’evidente disagio di quel giovane, ho intravisto la speranza in una gioventù migliore, che certamente esiste, certamente la maggioranza, ma che resta silenziosa al cospetto di una minoranza urlante, tendenzialmente violenta e che sembra essere sempre più incontrollabile.
La violenza pare infettare sempre di più le nostre vite e forse dovremo aprire gli occhi e guardare la realtà  per quello che è, un magma di sentimenti crudeli che ribollono, pompati da mille input di origine diversa e che ci rendono sempre più simili ad animali selvaggi che popolano sterminate giungle d’asfalto.

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi
dal Vostro autista Barnaba

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