Multe ai clochard, Garassino: “Se passo col rosso non mi chiedono il 730. La Polizia Locale ha l’obbligo di sanzionare chi commette un reato”.

Genova – Quanti clochard ha sanzionato la municipale genovese da luglio 2017? Quante le multe pagate? Quanto ci costano le procedure burocratiche per tentare di recuperare questi soldi?

Dopo le polemiche scoppiate in questi giorni per la multa da 200 euro data a un clochard in Piccapietra, oggi in Sala Rossa Cristina Lodi (PD) e Stefano Giordano (M5S) hanno interrogato l’Assessore alla Sicurezza e Polizia Locale, Stefano Garassino, che non ha potuto rispondere perché la seduta si è sciolta per mancanza del numero legale.

Per avere qualche chiarimento, abbiamo intercettato l’Assessore in uscita da Palazzo Tursi.

“Se passo col rosso non mi chiedono il 730 prima di farmi la multa”, precisa Garassino che aggiunge: “La Polizia Locale ha l’obbligo di multare i comportamenti contrari al Regolamento di Polizia Urbana“.
Poi, sul fatto che i costi delle procedure burocratiche ricadano nelle tasche dei genovesi, aggiunge: “Ci sono anche tante altre multe inevase. Se dovesse passare il messaggio che chi non può pagare non riceve una multa perché ci sarebbero delle spese, staremo freschi. Il costo è semplicemente quello di notifica”.
Quindi commenta con un po’ di veleno: “È assolutamente ideologico attaccarsi a questo. A me interessa avere una città come tutte le città turistiche d’Italia, dove nessuno si stupisce che non ci sia gente che bivacca davanti al Duomo di Firenze. Solo da noi ci sono questi eccentrici personaggi che si mettono a polemizzare“.

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