Camorra e affari: confisca di 300 milioni di euro a un imprenditore napoletano

GUARDIA DI FINANZA: CONFISCATI, TRA LE REGIONI EMILIA-ROMAGNA, CAMPANIA, LAZIO E SARDEGNA, BENI DEL VALORE DI 300 MILIONI DI EURO RICONDUCIBILI AD UN “IMPRENDITORE” OPERANTE NEL SETTORE IMMOBILIARE CONTIGUO AI CLAN CAMORRISTICI.

Oggi i finanzieri del Comando Provinciale di Bologna e del Comando Provinciale di Napoli, hanno sottoposto a confisca un ingente patrimonio del valore di circa 300.000.000 di euro all’immobiliarista Antonio Passarelli, in esecuzione di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria napoletana, già condannato nell’ambito della nota operazione “Omphalos” per i reati di esercizio abusivo del credito ed intestazione fittizia di quote societarie e di beni, quest’ultimo con l’aggravante del  “metodo mafioso” per aver agevolato vari clan camorristici.

La confisca riguarda 628 tra fabbricati e terreni distribuiti in  sette province (Ravenna, Bologna, Napoli, Caserta, Sassari, Latina e Benevento),  16 autovetture, rapporti bancari e molte partecipazioni societarie. In Emilia-Romagna si tratta di 77 immobili e di una società immobiliare  che aveva diversi immobili in proprietà.

L’odierno provvedimento costituisce un primo epilogo delle complesse indagini di polizia giudiziaria e di polizia economico-finanziaria condotte in stretta collaborazione dalle Fiamme Gialle felsinee e campane, in particolare dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna e Napoli, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia partenopea, che avevano portato, nel mese di luglio del 2017, all’arresto di 17 persone ed al sequestro di di beni del valorecomplessivo di 700.000.000 di euro.

Le attività investigative (sviluppate tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e attività di osservazione e appostamenti), le approfondite e sofisticate ricostruzioni dei flussi bancari e analisi societarie nonché le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia hanno consentito di ricostruire l’operatività di un articolato gruppo criminale legato a diversi clan camorristici (clan MALLARDO, clan DI LAURO, clan degli SCISSIONISTI, clan PUCA, clan AVERSANO, clan VERDE e clan PERFETTO).

L’organizzazione, operante in diverse regioni italiane – quali Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Lombardia – ma con base prevalente in Campania era risultata attiva in diversi settori illeciti, quali le truffe alle assicurazioni, l’esercizio abusivo del credito, gli investimenti immobiliari e l’intestazione fittizia di beni, effettuando in questo modo un’attività di reimpiegosistematico di enormi somme di denaro di provenienza illecita.

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