Crack Fogliani: il Sindaco non risponde sui finanziamenti elettorali. Pirondini (M5S): “Aula omertosa”

Genova – Si scatena la polemica in Consiglio Comunale.
Al centro della questione il crack Fogliani e gli arresti di giovedì scorso, protagonisti di un articolo 54 a firma M5S modificato dagli uffici di Palazzo Tursi.
L’interrogazione presentata in origine dal gruppo consiliare pentastellato, infatti, prevedeva due quesiti a risposta immediata rivolti al Sindaco:
– se avesse ricevuto, attraverso la Fondazione Change, dei finanziamenti da Fogliani per la campagna elettorale delle amministrative 2017,
– se il Comune abbia intenzione di costituirsi parte civile nel processo Fogliani per i danni economici e d’immagine subiti dalla città.

Due domande facili. O forse no.
Il fatto è che l’interrogazione è stata accolta solo nella parte in cui si chiede se il Comune si costituirà parte civile. Il resto è stato stralciato.
Non solo.
A rispondere in aula non è il Sindaco ma l’assessore al Bilancio e Patrimonio, Politiche della casa e Housing sociale, Pietro Piciocchi.
È un peccato che certi interrogativi galleggino nel vuoto.
Sia la campagna elettorale di Bucci del 2017 che quella di Toti del 2015 si sono concluse al Moody, il locale di Piccapietra che faceva parte della galassia Fogliani, e dunque un chiarimento sarebbe stato apprezzato…

Marco Bucci pare essere stato l’unico candidato Sindaco della campagna delle amministrative 2017 ad essere invitato negli uffici di Qui!Group per fare propaganda elettorale tra i dipendenti“, incalza il capogruppo M5S, Luca Pirondini,che poi aggiunge con un po’ di veleno: “Vogliamo  delle risposte, altro che Gregorio super saggio“.

“Non ci sono i presupposti perché il Comune risponda sulla fondazione Ghange e sui finanziamenti – precisa Piciocchiperché si tratta di un ente di diritto privato e la Giunta non ha competenza né il Comune è in possesso dei dati”.
Quindi, sulla costituzione di parte civile, aggiunge: “È prematuro perché non c’è stata ancora la formulazione dei capi d’accusa e non sappiamo se si configurino reati contro la PA”.

“Quest’aula omertosa si deve vergognare”, insiste furioso Pirondini che poi aspetta l’ingresso del Sindaco in Sala Rossa per sbattergli in faccia le contestazioni ma la seduta viene momentaneamente sospesa. Dalla politica nessuna risposta.

st

 

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