Bus stracolmi, aria condizionata in tilt, corse tagliate. La dura vita del trasporto pubblico

Questa settimana abbiamo avuto due input da parte di Amt e Comune di Genova:
Uno, sotto pressione del Comitato Liberi Cittadini di Certosa, la volontà di istituire una navetta Dinegro-Ospedale Villa Scassi, che dovrebbe transitare in una via in cui già si incrociano con difficoltà la linea 165, la 59 e l’HS. Se già questo è un problema, un’altra domanda sorge spontanea: dove si vuole prende la vettura per creare questa navetta? Forse da un’altra linea, come già facciamo per l’HS? Ad oggi, a seguito della mancanza di vetture piccole, ogni maledetto giorno, tagliamo le corse sul 381, 383, 470, 479, 481, 385, 82, 39 e 40 solo per il centro levante, senza contare il Ponente. Hanno, tra tutti, una vaga idea di come stia messa l’azienda, per quanto riguarda il parco macchine?
Stesso cortocircuito tra amministrazioni, utenza e cittadinanza si è avuto nella gestione della navetta che da Rimassa collega Cadorna (creata a causa dei lavori di copertura del Bisagno e della limitazione della linea filoviaria 20 a Cadorna). Fin da subito, alcuni addetti ai lavori tra i quali i sindacalisti di Orsa, avevano detto che il percorso non andava bene, ma qualcuno ha insistito e il risultato è stato un disastro totale, gente che aspetta oltre 15 minuti un bus stracolmo e magari dal lato sbagliato della strada. Ora pare che da lunedì 29 la navetta sarà allungata fino a De Ferrari per agevolare l’interscambio con le linee di superficie.

Due, l’apertura della Metropolitana fino all’una di notte. Bello, ma come si intende gestire la manutenzione dei treni che nell’ultimo anno sono stati messi a dura prova dall’uso massiccio a seguito dei problemi di viabilità del ponente?

A questi due dilemmi si somma anche il problema dell’aria condizionata sui bus che nel giungo scorso ha mandato al pronto soccorso un autista del 18.

Che fare?
Solo una cosa potrà permettere all’amministrazione di mettere ordine e programmare per bene il Tpl genovese: un’area in cui si possa ricostruire un Polo Manutentivo, che permetta di convogliare i mezzi su gomma e quelli su ferro, per riprendere, come succedeva con la Guglielmetti, la manutenzione ordinaria, oltre che straordinaria.
Un’area di oltre 40.000 mq come quella di Terralba, di proprietà delle ferrovie, sarebbe un’occasione da non perdere per il Comune di Genova, e permetterebbe finalmente il rilancio del trasporto pubblico locale.
L’area, infatti, potrebbe consentire non solo la creazione di un polo manutentivo, ma anche di un nuovo deposito, nonché di un parcheggio di interscambio in una zona logisticamente perfetta, e la creazione di un anello di collaudo per la metropolitana che porterebbe ulteriori vantaggi in termini di costi e di gestione.
Ad oggi i treni della metropolitana, che necessitano di prove e collaudi continui, vengono testati sulla linea, di notte quando non c’è servizio, ma i tempi sono fortemente limitati.
Di più. In caso di urgenza in AMT i treni vengono provati anche durante il giorno, inserendo corse prova tra quelle di servizio passeggeri, con il rischio di rallentare o addirittura bloccare il servizio.
Al contrario, nelle altre realtà aziendali, esistono “percorsi o anelli dedicati”.
Quest’area e l’arrivo dei nuovi bus – i Mercedes da dieci e diciotto metri che aspettiamo per la fine di luglio – permetterebbe di riorganizzare tutto il grande lavoro manutentivo di AMT, compresa la ricarica e la riparazione degli impianti di aria condizionata.

Nel frattempo
un saluto a tutti Voi

dal Vostro autista Barnaba

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