Ho visto cose…

Scena: Sotto una pioggia torrenziale Barnaba (che ha dimenticato l’ombrello sul bus) dopo il ventesimo giro di 20/, guarda un utente che con aria incredula lo ascolta, preoccupato e un po’ impaurito.

“Io ne ho viste (ne vedo e ne vedrò) cose che voi pedoni, utenti e autisti non professionisti non potreste immaginarvi:
autobus da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Corso Europa,
e ho visto quanto spesso gli indicatori di direzione delle auto non vengano inserite nelle svolte e i motorini con le loro marmitte scoppiettanti balenare nel buio, sfreccianti fuori mano, vicino alle porte di Piazza Vittorio Veneto. Ho visto furgoni sostare in terza fila e macchine bruciare ogni tipo di semaforo non intelligente. Ho visto pedoni attraversare la strada guardando esclusivamente lo smartphone, arrabbiarsi con l’autista perché hanno preso paura a causa della sua improvvisa frenata. Ho sopportato stoicamente novelli kamikaze che, superando da destra e da manca, mi indicavano con il dito medio la direzione che avrei dovuto prendere, solo perché gli strombazzavo la mia disapprovazione. Ho dovuto zigzagare nelle corsie gialle, che più che al bus erano riservate alla sosta selvaggia. Ho visto Suv entrare sulle spiagge per grigliate notturne stile Isola di Amity de ‘Lo squalo’ e gente lamentarsi con i cantunè pur essendo nel torto più marcio.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia, se non si aiuterà il Comandante di PL Giurato. Dunque ben vengano nuove assunzioni di agenti e la loro maggior presenza sulla strada (dietro agli autovelox) e nuove installazioni di semafori intelligenti, che è comprovato dai Dati Istat quanto le strade genovesi siano perigliose.
Credo sia meglio mettere da parte i piagnistei e di chiedere migliori manutenzioni stradali e una legislazione chiara, certa e dura che tuteli i giusti e i professionisti e che colpisca gli assassini…
È tempo di partire”.

Barnaba abbassa con sconforto la testa, mentre dei piccioni gli svolazzano intorno. In quel momento il cielo si comincia ad aprire e, innondato dai rinnovati raggi solari, l’utente gli chiede: “Mi scusi ma dove va questo autobus che non l’ho ancora capito?”.

 

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