Immigrazione clandestina e corruzione: arrestati anche 3 dipendenti del Comune di Roma. Video con intercettazioni

GUARDIA DI FINANZA: ESEGUITI 10 ARRESTI PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, CORRUZIONE, FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA E FALSO. COINVOLTI TRE DIPENDENTI DELL’UFFICIO DEMOGRAFICO CAPITOLINO.

Roma – Nella mattinata odierna il Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di finanza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, sta dando esecuzione a un’ordinanzaemessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino impositiva della misura cautelare personalenei confronti di tredici persone (quattro in carcere, sei agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria), gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso.

Le indagini hanno consentito di far emergere l’operatività su Roma (in particolare, presso la circoscrizione del V Municipio) di uno strutturato e collaudato sodalizio criminale, composto da soggetti di nazionalità bangladese, finalizzato a favorire – a scopo di profitto – la permanenza illegale sul territorio italiano per lo più di propri connazionali, violando i presupposti giuridici per il rilascio e/o il rinnovo dei permessi di soggiorno.

In estrema sintesi, il sistema illecito ricostruito dai finanzieri – anche attraverso attività di intercettazioni telefoniche ed ambientali, appostamenti ed osservazione  ha permesso di individuare specifici ruoli e responsabilità.

La compiacenza di tre dipendenti dell’Anagrafe capitolina che, dietro compensi variabili generalmente tra i 50 e i 100 euro per ogni pratica evasa, emettevano certificati di residenza falsi o rilasciavano (anche in bianco, da utilizzare a seconda delle necessità) prenotazioni per appuntamenti in assenza di ragioni di urgenza. Peraltro, una dipendente del Municipio ha proseguito nell’attività corruttiva, anche se trasferita ad altro incarico, mantenendo contatti con gli organizzatori al di fuori

È emerso anche il coinvolgimento di due italiani (M.P., classe ’28 e M.S., classe ’72), proprietari di immobili (nelle zone di via di Tor de Schiavi e nel quartiere Casal Monastero), disponibili a redigere contratti d’affitto o di comodato d’uso con persone che poi effettivamente non vi dimorano, ovvero ad attestare simulatamente dichiarazioni di ospitalità. In un caso, l’appartamento di via Tor de’ Schiavi è stato locato a n. 17 cittadini extra-comunitari, con offerte di ospitalità dell’alloggio ad altri n. 32 cittadini stranieri. I proprietari degli immobili venivano spesso “istruiti” sulle dichiarazioni da rendere al vigile urbano in caso di controllo.

I pagamenti illeciti all’organizzazione per le “pratiche” evase avvenivano per lo più in denaro contante oppure attraverso ricariche su carte postpay.