Il De Profundis del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Quello tra Lega e M5S doveva essere solo un contratto di governo, una collaborazione per dare una svolta a questa benedetta Italia avvolta dalla mala politica, dagli amici degli amici, dai favori ai soliti noti. Questo esperimento politico, che francamente assomigliava un po’ troppo a un progetto posticcio, sta per tramontare definitivamente e come sottofondo musicale è accompagnato da un “pepepepepe” con tanto di trenino sulla spiaggia.

Mentre la compagine pentastellata si affannava a governare, a volte con scivoloni disastrosi, Matteo Salvini faceva le “sue” cose e portava a casa consensi. Questa in breve e senza tanti fronzoli la storia del Governo Conte nata nel marzo del 2018. Dopo qualche tentennamento all’inizio del mandato, il Presidente Conte ha acquisito una certa autorevolezza, mai sopra le righe, presenze in pubblico misurate e un aplomb che, ad onor del vero, lo ha ampiamente distinto da una compagine di governo che troppo spesso è parsa poco preparata. Ma un altro aspetto, che a noi appassiona poco dovendo parlare di politica e di governo del paese, ma che invece ha visto confronti serrati sulla rete, è il confronto tra due sistemi nell’uso delle strategie retoriche e mediatiche per acquisire consenso. Inutile dire che il Ministro degli Interni ha surclassato il Movimento e i risultati sembrano evidenti.
Il discorso che il Presidente Conte ha fatto stasera è stato durissimo nei confronti di Matteo Salvini che già ieri aveva paventato la possibilità di voler far cadere il governo. In un linguaggio diretto e asciutto il Presidente Conte ha sottolineato che il Governo era al suo posto la lavorare e non in spiaggia, e che in questi mesi ha parlato poco e lavorato molto.
Ma le parole di Conte sono tardive, doveva richiamare i suoi Ministri a una maggior sobrietà prima che si arrivasse a questo punto.
Quasi certamente cadrà il governo e se andremo a elezioni a ottobre probabilmente prenderà vita il primo governo verde monocolore ma soprattutto rientrerà in pista Società Autostrade e la sua concessione che sembrava traballare sotto la spinta del M5S.

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