Crisi di governo ed elezioni anticipate: il punto sul consenso se si votasse ora

LEGA SOLISTA, LEGA PIÙ FRATELLI D’ITALIA, LEGA IN VERSIONE “POLITICHE 2018”: QUALI RISULTATI SE SI VOTASSE ORA? ECCO GLI SCENARI ELABORATI DA AGI/YOUTREND SULL’ULTIMA “SUPERMEDIA”[1] DEL 1 AGOSTO

Lega alla riscossa in ciascuno dei tre scenari elaborati da YouTrend in base all’ultimo sondaggio sul consenso ai partiti che la vede a quota 36,8%, seguita dal PD col 21,7%, quindi dal M5S al 17,6%, Forza Italia al 7,3%, Fratelli d’Italia al 6,4%, +Europa al 2,9%, i Verdi al 2,3%, e La Sinistra al 2%.

Un consenso che resta alto quello per il Capitano ma che non gli è sufficiente per governare da solo, almeno guardano al sistema del Rosatellum dove i collegi uninominali assegnano di fatto oltre 1/3 dei seggi – il 36% – e risultano decisivi per la formazione di una maggioranza di governo.

Se il leader della Lega volesse correre in autonomia, infatti, con il 37% dei consensi sarebbe sì il primo partito – e parliamo di 283 seggi su 618 alla Camera e di 143 su 309 al Senato -, ma non avrebbe i numeri per raggiungere i 2/3 richiesti dalla nuova legge elettorale per formare la maggioranza.

Altra incognita del viaggio in solitaria è il Sud dove molti collegi tornerebbero contendibili: non è trascurabile il dato delle ultime europee che ha visto il Movimento primo partito del Mezzogiorno, né il fatto che Napoli, ad esempio, sia una roccaforte storica dei pentastellati.
Dichiara Lorenzo Pregliasco, direttore di YouTrend, che con i sondaggi attuali la Lega “riuscirebbe a conquistare la grandissima parte dei collegi nel Nord e nel Centro Italia, ma il Sud diventerebbe un campo di battaglia dove il M5S potrebbe dire la sua dividendosi con la Lega i collegi uninominali in Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna“.

Questo è dunque lo scenario più dubbio anche perché, ricorda sempre Pregliasco, “è impossibile stimare, al momento, quanto inciderà il voto utile all’interno del centrodestra: una parte degli elettori di FdI e FI potrebbe decidere di appoggiare l’unico partito di area in grado di competere per la maggioranza dei seggi, cioè la Lega”.

Stesse incertezze se il Carroccio decide di allearsi con FDI per formare una “coalizione sovranista” lasciando fuori Forza Italia.
Il risultato sarebbe un consenso ampio ma ancora una volta inferiore ai 2/3 necessari per governare: nel dettaglio, le proiezioni ci parlano di 353 seggi alla camera e 181 al Senato.

All’opposizione tre gruppi in entrambe le camere: Centro Sinistra con 131 deputati e 61 senatori, M5S con 102 deputati e 50 senatori, e Forza Italia con 30 deputati e 15 senatori.

In questo caso, nonostante la mappa del consenso nel Paese veda i sovranisti in netto stacco sia al Nord che in larga parte del Centro-Sud, diventano contendibili alcuni collegi tra Calabria e Basilicata, mentre buona parte della Campania e della Sicilia andrebbero al Movimento. In bilico anche i collegi intorno a Roma e quelli tra Toscana ed Emilia Romagna.

Ad oggi il vero asso pigliatutto è Il Centro Destra unito, nella versione “Politiche 2018” che, spiega Pregliasco “stando alle nostre stime, avrebbe l’opportunità di vincere (o meglio: stravincere) anche nella quasi totalità dei collegi meridionali”.
In questo caso la coalizione avrebbe una maggioranza schiacciante sia alla Camera, con 416 seggi su 618, che al Senato, con 210 seggi su 309.

Qui il gruppo di opposizione più consistente sarebbe quello di Centro Sinistra, con 119 seggi alla Camera e 57 al Senato, capitanato dal PD con oltre il 3% dei voti. Il M5S, invece, eleggerebbe solo 81 deputati e 40 senatori.

Naturalmente stiamo parlando di simulazioni, di scenari fondati sugli ultimi sondaggi realizzati prima della crisi di governo dell’8 agosto, quando Lega e Movimento erano alleati di governo a tutti gli effetti.
Restano anche gli interrogativi sui candidati premier del PD e del M5S, nonché la variabile Salvini che parlerà di alleanze solo quando sarà ufficiale la data delle 
elezioni.

st

[1]”Supermedia” mette insieme le rilevazioni di cinque diversi istituti di statistica: Demopolis, Euromedia, Ipsos, SWG e Tecnè.