False attestazioni sui controlli dei viadotti: 9 misure cautelari e nuove perquisizioni della GdF genovese

CONTROLLI SUI VIADOTTI AUTOSTRADALI: REPORT AMMORBIDITI PER NASCONDERE LE CONDIZIONI REALI ED EVITARE MISURE PRECAUZIONALI. SECONDO GLI INQUIRENTI SI TRATTA DI COMPORTAMENTI REITERATI ANCHE SUCCESSIVAMENTE AL CROLLO DEL PONTE MORANDI

Genova – È di questi minuti la notizia che la Guardia di Finanza genovese sta eseguendo nove misure cautelari, firmate dal GIP Angela Nutini su richiesta del PM Walter Cotugno, nell’ambito dell’inchiesta bis relativa alle false attestazioni sui controlli dei viadotti autostradali, scaturita dall’indagine sul crollo di ponte Morandi.

I report sarebbero stati ammorbiditi per nascondere le reali condizioni di due viadotti gestiti da Autostrade per l’Italia: il Pecetti sulla A26, in Liguria, e il Paolillo sulla A16, in Puglia.

Ai domiciliari Massimiliano Giacobbe di Spea, la società del Gruppo Atlantia che si dovrebbe occupare delle manutenzioni, e poi Gianni Marrone e Lucio Torricelli Ferretti della direzione VIII tronco Bari.

Sospensione dai pubblici servizi per 12 mesi ai tecnici e funzionari: Maurizio Ceneri (supervisore di Spea), Andrea Indovino, Luigi Vastola (direttore VI tronco Cassino), Gaetano Di Mundo, Francesco D’antona e Angelo Salcuni.
Contestualmente, la GdF sta eseguendo nuove perquisizioni negli uffici dei soggetti colpiti.

Secondo gli investigatori, i manager delle due società “sorelle” Aspi e Spea, erano a conoscenza delle presunte falsificazioni e anzi, si ritiene che i report in alcuni casi fossero “routinari” e dunque non corrispondenti alle reali condizioni dei viadotti.

Non solo.
Dall’inchiesta sono emerse falsificazioni e omissioni concordate, finalizzate a occultare agli ispettori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti elementi rilevanti sulla condizione dei manufatti e il loro stato di conservazione – in occasioni di attività ispettive e nell’ambito della vigilanza ministeriale – che avrebbero comportato una verifica globale dell’opera e altre misure precauzionali.
Comportamenti reiterati anche successivamente al crollo di ponte Morandi.