Caos trasporto pubblico: un taglio di 4 milioni di euro alla Liguria. A Genova nuovi autisti senza abilitazioni ai 18 metri e ai filobus

Mentre l’amministrazione genovese, con in testa il professor Enrico Musso fresco di nomina, prosegue la sua narrazione su un Tpl all’avanguardia, proiettato nel futuro, fatto di assi di forza in Valbisagno, Centro, Levante e Ponente, di monorotaie agli Erzelli, di sky tram in Valbisagno, di prolungamenti della Metropolitana, parcheggi d’interscambio, corsie riservate, lotta all’evasione tariffaria, tecnologia e mezzi green, a noi comuni mortali tocca l’ingrato compito di riportare tutti con i piedi per terra.

Stefano Balleari

L’ex assessore al Tpl, Stefano Balleari, nonostante abbia fatto un discreto lavoro nell’affrontare i disagi post Morandi, non è riuscito a lasciare alcun segno nel caos che da sempre regna nelle aziende del trasporto pubblico genovese, tanto è vero che la sua delega è passata a Matteo Campora, a cui facciamo gli auguri.

Matteo Campora

Certo con i soldi del Decreto Genova sono arrivati 130 nuovi bus, ma su un parco macchine di 700 unità non è poi una gran rivoluzione. Poi ci sono i fondi della famosa ‘Cura del ferro’ – il potenziamento della rete ferroviaria italiana eredità del ministro renziano Del Rio – che potrebbero effettivamente portare a un certo sviluppo del comparto mobilità (vedi PUMS), ma andrebbero usati davvero saggiamente.
Insomma, nella confusione sul futuro della gestione delle aziende genovesi, l’unica “quasi certezza” è  che a fine anno si potrà portare Amt in regime di ‘in house’. Ma quanto può essere realmente utile, ai fini di una fusione fondamentale per migliorare l’efficienza del comparto, se non si riesce a fare altrettanto con Atp?

Cerchiamo di essere sinceri, qui si naviga a vista e da vecchio tranviere vedo i problemi nodali sul tavolo sempre irrisolti, anzi direi quasi cronici.
La dirigenza è sempre la stessa dai tempi della Vincenzi, i sindacati firmatari da tempo hanno smesso di interessarsi ai diritti dei lavoratori concentrandosi esclusivamente sulla propria gestione del potere di casta, le strade fanno schifo, sulle linee collinari il verde invade le carreggiate. Le vetture si rompono creando difficoltà nel garantire la copertura del servizio, l’evasione è al 20% e non si riesce a recuperare il dovuto delle multe evase. Irrisolto anche il nodo del polo manutentivo e manca un’efficiente organizzazione per quanto riguarda gli acquisti dei pezzi di ricambio.

Se non bastasse, sul 50% dei bus non funziona l’aria condizionata e i nuovi bus in arrivo, oltre ad  accumulare ritardo nelle consegne, hanno mostrato problematiche che vanno risolte per evitare le cantonate già prese tre anni fa con le “7000” prodotte dalla IIA.
La sicurezza latita perchè non si è mai fatto un intervento massiccio per le aggressioni ad autisti e verificatori e le soluzioni a questo problema, come la chiusura del posto guida, o la videosorveglianza interna ed esterna, o il potenziamento normativo delle figure professionali, non sono state affrontate con la necessaria attenzione.
Le nuove assunzioni di autisti non sono sufficienti a coprire il servizio e con l’arrivo di lavoratori in regime di Contratto Formazione Lavoro e la diminuzione degli autisti più anziani, si stanno creando scompensi all’interno delle varie turnazioni. Succede, infatti, che manchino le patenti e le abilitazioni necessarie per guidare, ad esempio,  i diciotto metri e i filobus, e dunque tutti i giorni si assiste alla  migrazione di colleghi da una rimessa all’altra cercando di sopperire a questi sbilanciamenti.

Questo elenco è funzionale a rendere una disordinata idea di quella che è la realtà.
In più, come possiamo anche solo parlare di crescita del servizio quando ci troviamo di fronte all’ennesimo taglio dei finanziamenti da parte di Roma? E per la Liguria stiamo parlando di 4 milioni di euro: 2 divisi equamente tra ferro e gomma, gli altri 2 che si abbatteranno invece sui contributi Inail per la malattia.

Finché il ruolo del trasporto pubblico non verrà totalmente ripensato, soprattutto a livello nazionale, e si assegneranno le risorse necessarie per un deciso efficientamento, i problemi che dovremo affrontare saranno sempre gli stessi. Ma, come abbiamo detto spesso, questo compete alla politica.

Nel frattempo  un abbraccio a tutti Voi dal Vostro autista Barnaba