Chi è Carmen Perrotta, il nuovo Prefetto di Genova esperta della lotta alle infiltrazioni mafiose negli enti locali

CARMEN PERROTTA È IL NUOVO PREFETTO DI GENOVA, IERI LA DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Roma – Carmen Perrotta è il nuovo Prefetto di Genova, nominata al posto di Fiamma Spena che è andata in pensione a fine luglio. Il Consiglio dei Ministri lo ha deliberato ieri pomeriggio, su proposta del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Laureata in giurisprudenza e abilitata alla professione forense, Carmen Perrotta è iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti.
Ex dirigente al Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale nonché Direttrice della Direzione centrale per gli Uffici territoriali del Governo e per le Autonomie locali, il nuovo Prefetto è stata componente del Comitato di sostegno e monitoraggio delle commissioni straordinarie negli enti locali sciolti per infiltrazioni mafiose e proprio sugli enti locali e le infiltrazioni, nel 2016 durante il convegno internazionale “Le infiltrazioni mafiose negli enti locali” all’École Française di Roma,  ha detto parole inequivocabili definendo l’influenza della criminalità organizzata sulla politica locale una “patologia”, per poi aggiungere che l’azione di contrasto e prevenzione prevista della normativa deve essere messa in atto “valutando anche quelle circostanze che hanno una configurazione indiziaria. Può avere rilievo ai fini dello scioglimento anche una circostanza che non ha determinato l’avvio di un’azione penale ma che consente di rilevare che da quella stessa circostanza, da quei fatti, emerge il rapporto di collegamento tra la criminalità organizzata e l’amministratore locale“. 

Visto il carattere centrale del prefetto nelle procedure di scioglimento, e infatti senza la sua richiesta al Ministro dell’Interno tutto il sistema si blocca, sono parole che fanno ben sperare per il futuro della nostra regione, dove le evidenze processuali hanno ormai ufficializzato la capacità della mafia – la ‘ndrangheta su tutte – di controllare la politica, succhiare le risorse pubbliche e falsare l’economia, anche qui al Nord.

I COMUNI SCIOLTI PER MAFIA DAL 1991 A OGGI[1]
Dal 1991, data di entrata in vigore dell’istituto che prevede le “Misure urgenti per lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali e degli organi di altri enti locali, in seguito a fenomeni di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso”, sono stati 534 i decreti ex articolo 143 emanati dal Presidente della Repubblica fino ad oggi.

Per 202 si tratta di proroghe di provvedimenti precedenti, mentre 332 sono nuovi decreti.
All’elenco si aggiungono 65 amministrazioni colpite negli anni più di una volta, alcune anche tre.

Su 25 decreti è scattato l’annullamento del Consiglio di Stato. I giudici amministrativi sono intervenuti anche sui provvedimenti liguri: per Bordighera nel 2013 e per Ventimiglia nel 2016. Da segnalare che nei casi di Bordighera e Ventimiglia, il cui scioglimento è stato disposto rispettivamente a marzo 2011 e a febbraio 2012, non è entrata in gioco “La Svolta”, l’indagine del dicembre 2012 che ha certificato la presenza della ‘ndrangheta nel Ponente.
Sempre per la Liguria, nel 2016 si registra l’archiviazione del procedimento per il Comune di Diano Marina. Resta in piedi lo scioglimento di Lavagna, disposto con DPR del 2017.

23 gli scioglimenti decisi nel 2018 e 13 nei primi nove mesi del 2019. Si tratta dei Comuni di Careri (Reggio Calabria, sciolto una prima volta nel 2012), Pachino (Siracusa), San Cataldo (Caltanissetta), Mistretta (Messina), Palizzi (Reggio Calabria), Stilo (Reggio Calabria), Arzano (Napoli, al terzo scioglimento, dopo quelli del 2008 e del 2015), San Cipirello (Palermo), Sinopoli (Reggio Calabria, già sciolto nel 1997), Torretta (Palermo, sottoposto a scioglimento nel 2005, archiviato nel 2014), Misterbianco (Catania, già tra i primi enti sciolti nel 1991) dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria (sciolta anche nel 2008) e dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.

Mentre scriviamo, sono 40 i Municipi dove al posto di sindaco e assessori è insediata una commissione nominata dal prefetto.

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Note:
[1]Dal rapporto Lo scioglimento dei Comuni per mafia. Analisi e proposte”a cura di Simona Melario  per Avviso Pubblico.
QUI il curriculum vitae del nuovo Prefetto.

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