AMT: “Situazione disperata ma non seria”

Il titolo si rifà chiaramente al film del 1965 di Gottfried Reinhardt che ha come trama la situazione surreale in cui vengono a trovarsi due soldati americani “prigionieri privati” di un bizzarro vecchietto tedesco  durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ma forse dovremmo cogliere al volo l’opportunità che adesso  il trenino di Casella dopo un Pub si trasformerà per Halloween anche nell’Hogwarts Express (per info e prenotazioni: 3404910024), per tentare di intercettareare il binario 9 e 3/4 della Stazione di Piazza Manin, saltare a bordo e cercare in quale carrozza stia viaggiando Harry Potter e la sua squadra di brillanti amici maghetti e convicerli, con le buone ovviamente, a scendere per fermarsi qualche giorno a Genova e aiutarci a risolvere con qualche tipo di sortilegio tutti i problemi del Tpl locale.

Abbiamo infatti vissuto, cari affezionati lettori, l’ennesima settimana di passione,  che si è aperta mercoledì con l’avviso di udienza preliminare per omicidio stradale ad un autista Amt, è proseguita giovedì con l’assemblea dei soci Atp e che si è conclusa venerdì con l’ennesima aggressione di un Vtv di Amt.

Ma andiamo per ordine, cominciamo dal giorno più drammatico per la mia categoria. Con atto del 25 settembre, a un anno dal tragico incidente costato la vita ad una ottantenne, e a conclusione delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero della Procura di Genova, Patrizia Petruzziello, titolare del procedimento penale per omicidio stradale, ha chiesto il rinvio a giudizio per i due indagati: l’autista 44enne dell’autobus su cui viaggiava la vittima, e un 33enne, conducente dell’auto coinvolta nell’incidente.  In relazione alla richiesta, il gip Cinzia Perroni, con avviso del 4 ottobre, ha fissato per il 15 novembre, nel palazzo di giustizia di piazza Portoria, l’udienza preliminare.
La faccio breve, per rispetto della vittima e del collega, il Sostituto Procuratore sostiene che un autista di bus non possa evitare un’auto che brucia uno stop scartandola e frenando come solo l’istinto ti possa far fare, perchè questo va contro l’articolo 140 e 145 del Codice della Strada.
Ora capisco il dramma e umanamente mi dispiace che la signora a bordo, a seguito di tale incidente, abbia perso la vita, però bisogna anche mettersi nei panni degli autisti che sulla strada passano la gran parte della propria vita. Suggerisco a periti e uomini di legge di provare a passare una mezza giornata a bordo di un bus di fianco al posto guida e resterebbero scolvolti dalle miriadi di situazioni al limite in cui veniamo quotidianamente coinvolti e che, proprio grazie alle nostre capacità, il più delle volte si risolvono senza incidenti o senza feriti.
Rendiamoci conto che da oggi la situazione è questa: se l’autista frena per evitare un incidente rischia grosso, se l’autista non frena ed entra in collisione rischia grosso. E’ chiaro che per la legge, come scrive in un comunicato Or.S.A. Tpl Genova, noi autisti siamo i veri agnelli sacrificali: Secondo l’articolo 140 del CDS, l’autista deve avere poteri di preveggenza per evitare incidenti in ogni condizione, ma facendo servizio nelle percorrenze che l’azienda fornisce da cartellino (basta andare su Google Maps per capirne la difficoltà). È follia. Senza contare poi che se l’autista va piano fa perdere tempo ai clienti che magari perdono le coincidenze o appuntamenti importanti, finendo per prendersela con lui. Se l’autista corre però è un criminale, “non trasporta mica pacchi o animali, sa?” e tutti di nuovo a lamentarsi con l’autista. Viaggiare su di un bus non è semplice, molte volte l’utenza viaggia stipata e non riesce a raggiungere un sostegno; se il bus procede con calma i passeggeri si sentono sicuri e molti nemmeno si tengono, leggono il giornale o compulsano lo smartphone, ma in caso di frenata improvvisa rischiano di cadere tutti in terra. Per assurdo se l’andatura è briosa si tengono tutti ben stretti e in caso di imprevisto per terra ci saranno meno persone. Ora noi di Or.S.A Tpl Genova sono anni che chiediamo semplicemente di rivedere le percorrenze che rispecchino le direttive del Codice della Strada, perché se non è semplice viaggiare su di un bus è ancora più difficile guidarlo, specialmente in una città come Genova dalle strade strette e ostaggio delle auto in doppia fila. Servirebbero più autisti e più bus e, a nostro avviso, non andrebbe guardato solamente il mero aspetto economico, ma anche la qualità del viaggiare e soprattutto la SICUREZZA. Le nuove vetture presentano dispositivi di sicurezza (e meno male che ci sono) e nuove tipologie di porte che rallentano il servizio e quindi per compensare si deve “migliorare” l’andatura. Questa Amministrazione in uno dei tanti confronti ci disse che avrebbero lavorato per migliorare questo aspetto e noi siamo da sempre disponibili a sederci per trovare le giuste soluzioni. Il collega indagato non ha solo l’appoggio del suo sindacato, ha il sostegno di tutta la categoria. Restiamo, come è giusto, in attesa della sentenza così da far mettere nero su bianco, dalla Giustizia Italiana, su quale deve essere la velocità e la metodologia di guida migliori per ottemperare sempre all’articolo 140 del CdS. In assenza di questo, chiederemo l’obbligo di far viaggiare tutti seduti e allacciati con la cintura di sicurezza come per l’auto, visto che il codice vale per entrambe le tipologie di veicoli. La sicurezza prima di tutto, ma anche rispetto per chi lavora con dedizione e onestà in condizioni al limite dell’assurdo!“.

Continuiamo l’analisi di questa scioccante settimana con un argomento solo in apparenza più leggero, partendo proprio da quel privato, Autoguidovie, inserito a forza dal Marchese Doria in Atp, quel privato ridotto al 4% nella futura azienda di Tpl nata dalla fusione delle due aziende del genovesato. Ecco quel privato che doveva essere messo all’angolo, ha fatto sentire eccome la sua voce, mandando a monte, per ora, proprio quella fusione, inviando il proprio legale all’assemblea dei soci di Atp a sparigliare le carte e a rovinare la giornata al Sindaco Bucci, che già pregustava il mantenimento di una delle sue promesse elettorali, ovvero la creazione di un’unica azienda di trasporto pubblico metropolitano gestita in house. Ora si deve iniziare nuovamente la tarantella da capo, dopo che la fusione era stata votata a stragrande maggioranza dal Consiglio Comunale e da quello Metropolitano e dopo che era stato trovato un accordo, in vero deboluccio, con i sindacati firmatari. Francamente questa mossa ci ha destabilizzato un pò a tutti, noi addetti ai lavori, tanto che non ne capiamo la ratio.

Ma come! Il privato ha l’occasione di entrare in un’azienda unica, mettersi buono in un angolo ed aspettare il momento opportuno, che in Italia arriva sempre, per poi uscire allo scoperto e prendersi una bella fetta della torta, e invece fa saltare il piatto?
Cosa vuole, portare la barca sempre più vicino al baratro (il contratto di servizio scade a dicembre) per vedere se il suo bluff di alzare la posta costringe la politica a rivedere l’accordo? Oppure non è interessata all’intero piatto e si accontenta di restare in un Atp che va gara, convinta di poter partecipare e vincere a mani basse come in Brianza e Oltrepò Pavese dove, a parere degli addetti ai lavori,  sta facendo più danni dell’orso?
Forse alla fine bisognerebbe vedere questo strano colpo di coda come una inaspettata opportunità di rivedere la fusione, chiedere una proproga della data di scadenza del contratto di servizio, ottenere ancora un annetto di tempo e cercare di risolvere con calma quello che rischia di essere l’ennesimo ‘Pasticciaccio Brutto di Palazzo Tursi‘.
Cercare la fusione tra Amt, Atp e magari Genova Parcheggi ma senza l’ingombrante presenza del privato in pancia, come chiede da sempre la sigla sindacale Or.S.A. Tpl Genova, potrebbe essere la soluzione vincente.

Dopo il dramma di inizio settimana e il colpo di scena shakespeariano avvenuto a metà della stessa, ecco l’ennesima brutta replica tratta dal telefilm C.S.I.; venerdì nuova aggressione nei confronti dei Controllori (VtV), intorno alle 14 sulla linea 1 in zona Cornigliano. I Verificatori Amt chiedevano il biglietto ad un uomo sui 50 anni e questo soggetto in tutta risposta scendeva dal mezzo insultando e minacciando il personale. Questi lo seguivano rimanendo a distanza e invitandolo a fornire le generalità. Per farla breve sono intervenuti i Carabinieri che fermavano a fatica l’uomo.
Ma mentre tutto sembrava ristabilito e si procedeva a verbalizzare, l’uomo improvvisamente cercava di aggredire un Vtv, costringendo i militari ad arrestarlo per aggressione e minacce a pubblico ufficiale e a trasferilo a San Giuliano dove veniva processato per direttissima. Ancora un problema di sicurezza, ancora una soluzione che si fatica a trovare, nonostante buoni suggerimenti di dotare i Vtv di ‘Bodycam’, che potrebbe fungere da deterrente a questa spirale di violenza senza fine.

Ci chiediamo increduli cosa altro debba accadere per  prendere sul serio il Tpl in questo Paese dei Balocchi e nell’attesa delle prossime puntate di questa pessima fiction, che si chiama realtà, resto al mio posto guida con le chiappe sempre un pò più strette.

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi dal Vostro autista Barnaba