Smog: Italia prima in UE per morti da biossido azoto

ITALIA PRIMO PAESE DELL’UE PER MORTI PREMATURE DA BIOSSIDO DI AZOTO (NO2) E TRA QUELLI CHE SFORANO SISTEMATICAMENTE I LIMITI DI LEGGE PER I PRINCIPALI INQUINANTI ATMOSFERICI: AD OGGI SONO 20 I CAPOLUOGHI CHE HANNO GIÀ SUPERATO IL LIMITE ANNUALE DI 35 GIORNI DEI LIVELLI DI PM10

“In Italia – dichiara il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafanil’emergenza smog è sempre più cronica e a pagarne lo scotto, in termini di salute, di qualità di vita e di soldi, sono sempre di più i cittadini. I dati diffusi oggi dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (Aea), con l’Italia al primo posto in UE per morti premature da biossido azoto e nel gruppo di quelli che sforano sistematicamente i limiti di legge per i principali inquinanti atmosferici, dimostrano ancora volta come il nostro Paese sia in ritardo nel fronteggiare il problema dell’inquinamento atmosferico e che deve fare molto di più in termini di misure e interventi strutturali per fronteggiare questa emergenza, a partire da una efficace ed integrata strategia antismog”.

Secondo il report dell’AEA, infatti, la nostra penisola ha il valore più alto dell’Ue di decessi prematuri per biossido di azoto (NO2, 14.600), ozono (O3, 3.000) e il secondo per il particolato fine (PM2,5  58.600).

“È fondamentale definire un Piano Nazionale contro l’inquinamento – aggiunge Ciafani –, riducendo il traffico motorizzato privato, investendo sulla mobilità urbana sostenibile di persone e merci, potenziando e incentivando il trasporto pubblico locale, pendolare e su ferro, quello intermodale, e riducendo le emissioni agricole, industriali e quelle prodotte dalle centrali elettriche a fonti fossili e dal riscaldamento degli edifici. Le azioni green previste nel decreto clima non sono sufficienti così come non bastano gli appelli di buon senso. Occorre ripensare le città per le persone, non per le auto dando ai cittadini una valida alternativa al trasporto privato. Non dimentichiamo inoltre che ad oggi l’Italia non ha ancora presentato il programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico (NAPCP), secondo quanto previsto dalla direttiva sui limiti nazionali di emissione entrata in vigore alla fine del 2016, per questo  nei giorni scorsi, insieme all’Eeb e ai Cittadini per l’aria, abbiamo inviato una lettera al Ministero dell’ambiente per far presente la questione e per chiedere al Governo di impegnarsi concretamente per depositare il programma nazionale per il controllo dell’inquinamento atmosferico entro l’8 novembre 2019, in assenza del quale presenteremo un formale reclamo alla Commissione Europea per l’inadempienza del nostro Paese”.

Per quanto riguarda le polveri sottili, l’associazione ambientalista ricorda che ad oggi sono già 20 le città capoluogo fuorilegge per il superamento del limite annuale previsto per le polveri sottili (35 giorni con una media giornaliera di Pm10 maggiore a 50 microgrammi a metro cubo). Tra le città soffocate dallo smog al primo posto Milano (centralina Marche) con 56 giorni, seguita da Torino (grassi) 55, Pavia (P.zza Minerva) 54.

ECCO LA TABELLA DEI SUPERAMENTI DA GENNAIO 2019

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