Tumore al seno, Mattarella cita lo studio del Galliera di Genova

“I GIORNI DELLA RICERCA AL QUIRINALE”: LO STUDIO DEL GALLIERA SUGLI EFFETTI DEL TAMOXIFENE NELLA RIDUZIONE DELLA RECIDIVA DEL TUMORE AL SENO NEL DISCORSO DI MATTARELLA

Roma – In occasione della cerimonia di celebrazione de “I giorni della ricerca”, ieri al Quirinale, il Presidente Mattarella ha citato lo studio del Galliera sul Tamoxifene come uno dei più importanti sulla ricerca oncologica.

“Tra gli studi più recenti finanziati da AIRC – ha detto il Presidente -, ricordo quello sull’efficacia dei farmaci epigenetici nell’immunoterapia, condotto nel Policlinico Santa Maria delle Scotte di Siena. Quello sugli effetti collaterali delle terapie per il tumore al seno, nell’Ospedale Galliera di Genova. E ancora gli studi finalizzati ad approcci personalizzati nella cura delle recidive, realizzati presso l’Ospedale San Raffaele di Milano. Siamo grati a queste e ad altre équipe anche per la cultura che esse testimoniano“.

In particolare, lo studio del Galliera – Randomized Placebo Controlled Trial of Low-Dose Tamoxifen to Prevent Local and Contralateral Recurrence in Breast Intraepithelial Neoplasia” – ha dimostrato che bastano 5 milligrammi al giorno del farmaco per tre anni per ridurre del 50% circa il rischio di recidiva della malattia, senza effetti collaterali importanti.
A provarlo sono i risultati di uno studio clinico condotto in 14 centri italiani, pubblicati sul Journal of Clinical Oncology da un gruppo di ricerca coordinato dal direttore dell’Oncologia medica dell’Ospedale Galliera di Genova e consulente scientifico dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, Andrea De Censi.

“Sapevamo già che il tamoxifene ad alte dosi, cioè 20 milligrammi al giorno per cinque anni, protegge dalle recidive del tumore della mammella, ma questa terapia preventiva non era di fatto utilizzabile per via di alcuni effetti collaterali come l’aumento del rischio di tumore all’endometrio e di tromboembolia o la comparsa di sintomi della menopausa e di disturbi ginecologici e sessuali” , spiega De Censi. I risultati della nuova sperimentazione, però, hanno mostrato che il tamoxifene è efficace anche a dosi molto più basse – 5 milligrammi al giorno – somministrate per tre anni, con effetti collaterali più tollerabili.

Allo studio hanno preso parte 500 donne con tumore della mammella non invasivo, già trattato con intervento chirurgico ed eventuale radioterapia. Una metà delle pazienti ha ricevuto per tre anni una terapia con basse dosi di tamoxifene, l’altra un placebo; tutte le partecipanti sono poi state seguite per altri cinque anni.
“Abbiamo osservato che il Baby Tam (tamoxifene a basse dosi) riduce del 50% circa il rischio di recidiva del tumore e del 75 per cento quello di comparsa di un nuovo tumore all’altra mammella, con minimi effetti collaterali”, 
riassume De Censi.
Un’ulteriore analisi dei dati presentata ai primi di giugno al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology ha permesso di chiarire ancora meglio chi beneficia di più del regime a basse dosi: “Il rischio di recidiva si abbatte del 70% circa per donne già in menopausa e del 90% per donne che hanno vampate di calore prima di iniziare la cura. Al contrario, abbiamo verificato che le fumatrici non ricevono benefici, probabilmente per un’interferenza dei prodotti del tabacco con il recettore degli estrogeni sul quale agisce il farmaco”, conclude De Censis.