Pragmatismi visionari

A coglierlo in fallo – e consentitemi di osservare che mai parola potrebbe risultare più azzeccata – è stato un collega autorevole dalla solida fama. Quel Mario Paternostro, 72 anni,  che ha esordito come giornalista sulle pagine del quotidiano “Il Lavoro”. In seguito è diventato cronista politico per “Il Giornale” sotto la direzione di Indro Montanelli, ed è stato prima capocronista e poi vicedirettore del “Secolo XIX”. Infine e’ approdato a PrimoCanale prima come direttore, poi come direttore editoriale, infine, da sei anni a questa parte come presidente.

E proprio sul sito online delle emittente genovese si permette di fare, per così dire, le pulci al nostro amatissimo primo cittadino. Ovviamente lo fa con stile anglosassone come suggerisce la bandiera di San Giorgio, la croce rossa in campo bianco che il nostro sindaco Marco Bucci tanto ama. E lo fa da sapiente e consapevole cronista in un testo dove i fatti, ovviamente, come del resto prevedono le regole eterne del giornalismo anglosassone, prevalgono sulle opinioni. Percio’ il prologo, tanto per inquadrare il personaggio: “Il sindaco di Genova, Marco Bucci è un manager di scuola americana. Dice “vision” per indicare una visione progettuale. Quindi quell’idea che ha raccontato ieri a Tursi, durante l’anteprima della Biennale di Pisa dedicata alle città d’acqua potrebbe essere una delle sue “vision”. Di quelle che, estrapolate dal contesto, potrebbero far saltare sulla sedia”.
Poi cronaca.
Nel salone del vecchio consiglio comunale sono riuniti alcuni bei nomi dell’architettura europea e i sindaci delle città portuali, da Pisa a Venezia, da Amalfi a Trieste. Il tema è di stretta attualità: l’acqua e il tempo. Laddove l’acqua è quella del mare, quindi anche quella dei porti, cioè economia, trasporto, turismo, ma anche quella che provoca danni, come è successo troppo spesso a Genova. Acqua come bene e male. E’ acqua anche quella che dobbiamo urgentemente risparmiare, perché ne buttiamo via troppa e a volte già scarseggia. Argomento scottante , al quale noi scellerati pensiamo poco.

Parla Bucci e racconta con il solito entusiasmo di Genova e di quello che si sta facendo per ricostruire il ponte Morandi. Ma anche degli acquedotti, dei bacini, dell’acqua “portata via” a Piacenza con la realizzazione dell’invaso del Brugneto. Storie vecchie e storie nuove. Finché si arriva alle esperienze. Come quella di un paese del nord Europa – racconta il sindaco – dove per risparmiare fanno la prima pipì del mattino durante la doccia evitando l’uso del water e , di conseguenza il tiraggio dello sciacquone, con un grande consumo d’acqua. “Pensate quanta acqua si risparmierebbe se tutti la mattina facessero come i nostri amici nordici!”.

Infine le conclusioni, con un po’ di sano “mugugno” genovese, quello cugino stretto del maniman, tanto per far tornare “u scindecu cu cria” con i piedi per terra dopo il decollo per i suoi voli pindarici, magari a bordo di qualche drone: “La “vision” di Bucci è questa e magari sarebbe pure contento che i genovesi seguissero il suo pensiero peraltro genuinamente ecologista con l’azione concreta.

“Cittadini bisogna risparmiare acqua. Fate pipì sotto la doccia….”, Che sarebbe anche l’applicazione del modo di dire “due piccioni con una fava”.

La questione a questo punto sarebbe: ma quanti genovesi usano la doccia? E dato che siamo una popolazione con il record europeo di anziani, come facciamo con chi soffre di disturbi prostatici?”.

Insomma la sommessa riflessione di un esperto giornalista, per giunta settantaduenne rivolta ad un fresco sindaco sessantenne. La saggezza  di un cittadino di Genova con un occhio rivolto da anni alla sua città’, certamente non si può negare.

E comunque nulla di particolarmente innovativo sotto al sole. Anche se il problema delle minzioni en plein  air, speci tra i vicoli, ma non solo, da tempo assilla i cittadini genovesi. Comunque già tre anni fa il sito di Radio 105 offriva un articolo dal titolo “La pipì? Dovresti farla nella doccia. Parola di scienza. Ti scappa appena entri in doccia? Non trattenerla: fa bene a te e all’ambiente!”

E fra l’altro si diceva: “ Dite la verità. Chi di voi non ha mai fatto la pipì una volta entrati nella doccia? Sì, ok, ad ammetterlo si prova un po’ di vergogna… un po’ di meno se pensate che c’è chi ha fatto degli studi a riguardo che hanno messo in luce quanto invece far diventare questo piccolo vizio una abitudine sarebbe addirittura positivo, per l’ambiente e per la nostra salute e per la nostra vita sessuale.

Quanta acqua risparmi?

Partiamo dall’ambiente. L’agenzia di Protezione dell’Ambiente ha dichiarato che fare la pipì nel Wc come di consueto comporterebbe un consumo di acqua di circa cinque litri ogni qual volta scarichiamo. Uno spreco considerevole di acqua se pensate che questo gesto è compiuto più volte al giorno da tutti i componenti di una famiglia! In doccia, capite bene, lo scarico non è necessario!”. Fino ad arrivare a parlare di una migliore attività sessuale: “L’altro beneficio riguarda invece l’attività sessuale, momento in cui entrano in gioco i nostri muscoli. Cosa c’entra fare la pipi con la vita sessuale? C’entra, eccome. Fare la pipì in piedi consente di allenare i muscoli interessati che sono compresi nell’area tra i due muscoli pubo-coccigei. Questa zona muscolare interessa anche l’orgasmo femminile. Insomma fare pipì in piedi sarebbe un buon allenamento! Il beneficio in questo caso è tratto solo dalle donne!”.

Arrivando, infine a ipotizzare il beneficio di un disinfettante alternativo: “Infine da non dimenticare l’effetto disinfettante dell’urina, cosicché fare pipì sotto la doccia aiuterebbe nel caso in cui avessimo delle piccole ferite. Inoltre i tessuti si rilassano!”.

E così la conclusione è, più o meno, la stessa del nostro Sindaco:  “Insomma, fare la pipì in doccia non dovrebbe poi essere un tale tabu se consideriamo i benefici che si traggono. E comunque se è una cosa che fate spesso… potete continuare a farla. Tanto non lo sa nessuno!”.

A meno che il Bucci non venga a spiarvi e poi si glori delle sue capacità’ di convincimento. Comunque mi sembra che il riconosciuto pragmatismo visionario del nostro sindaco Marco Bucci ancora una volta abbia finito per sorprenderci. Ma probabilmente Lui è fatto così, passa con disinvoltura estrema da problemi di straordinaria complessità come quelli che ha dovuto affrontare da commissario per la ricostruzione del ponte Morandi a sottigliezze di questo genere sull’ambientalismo. Come dire dall’accumulo di macerie potenzialmente pericolose a consigli da buona casalinga per risparmiare l’acqua.

Video di Genowa

Una sorta di fregoli che una ne fa e cento ne pensa. Solo pochi giorni fa un gustoso filmato postato in seguito all’ordinanza Euro 0 e Euro 1 che limita i, traffico delle vespe in centro lo faceva volare sui tetti di Genova appeso ad un ombrello come una Mary Poppins qualunque. Con montaggio e scene prese si’ da Mary Poppins, ma anche da “Miracolo a Milano. Tanto che Bucci, oltre a pubblicarlo sul suo profilo istituzionale,  spiegava: “Mi fanno volare su #Genova come Mary Poppins per evitare i divieti imposti dall’ordinanza Euro 0 e Euro 1 (tuttavia necessaria e giusta). L’ironia, la simpatia, l’umorismo e l’originalità dei ragazzi di G e n o w a è sempre ben accetta, contiamo che altri in città seguano la vostra visione!

Complimenti per i vostri post mai banali!”. Il tutto condito da qualche commento non proprio in linea con le scelte dell’Amministrazione, e non tanto per la decisone di limitare il traffico, ma per le vie del centro in cui far valere il divieto.

E però, mai  banali ne’ i post ne’ il nostro Bucci, nemmeno quando ha deciso di occuparsi di ambiente, altro argomento su cui ha voluto spendersi da par suo. Visto che il tema era quanto mai di moda.

Tanto che in occasione dello sciopero dei giovani studenti per l’ambiente annotava sempre sul suo profilo istituzionale “Ho salutato con piacere i giovani di #FridaysforFuture che stanno sfilando per le strade della città. Sono tantissimi e lanciano un messaggio di speranza a favore dell’ambiente che vogliamo raccogliere in pieno.

L’amministrazione comunale sta lavorando su tanti fronti per migliorare la qualità della vita nella nostra #Genova su tematiche ambientali: gli incentivi per auto e scooter elettrici, il miglioramento del sistema di raccolta differenziata, lo sviluppo di una rete di piste ciclabili, il progetto per rendere #plasticfree tutti gli uffici di pertinenza comunale sono solo alcuni delle azioni che abbiamo lanciato o stiamo lanciando. Adesso è indispensabile la collaborazione di tutti i genovesi! 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 🌳 ♻”.

Perciò, nell’occasione della proposta della prima minzione mattutina nella doccia che ha suscitato qualche perplessità e qualche  osservazione velenosa Lui non si è lasciato prendere dal suo abituale cipiglio e, anzi, ancora una volta ha sorriso di fronte al meme che riproponeva la sua  ormai storica risposta alla malcapitata giornalista che non l’aveva riconosciuto. Stessa scena, solo che la domanda che la giornalista gli rivolge è “ Scusi lei fa pipì nella doccia?”, con risposta da copione “Sono il sindaco. Veda lei”. Così si è limitato a osservare che qualcuno forse si era lasciato un po’ prendere la mano:  “L’acqua potabile è un bene prezioso, così – durante un convegno sull’argomento – ho proposto di seguire ai genovesi quello che si fa regolarmente nei paesi nordici: risparmiare l’acqua dello sciacquone facendo pipì sotto la doccia. La situazione sembra essere scappata di mano… come testimonia il meme che gira sul web….

L’ironia vince sempre….😂😂😂”.

Vero, poi magari sara’ persino il caso di smantellare l’avvertenza dettata dal buon senso di non farla contro vento  o l’ammonimento similare di non mingere sulla cenere.

E comunque, parallelamente c’è il problema di quei cani che in quanto a bisogni prevederebbero l’uso della bottiglietta. Anche in quel caso acqua sprecata. Anche per loro forse sarebbe consigliabile l’uso della doccia. Con tanto di indicazione postuma dell’Accademia della Crusca per i verbi d’azione. In modo da utilizzare il celeberrimo “esci il cane”…. e…. piscialo, variandolo in “entra il cane (nella doccia) e piscialo. Con evidenti riscontri per la pulizia dei viottoli e delle aiuole cittadine. Infine c’è, come suggeriva l’esperto Paternostro,  l’evidente problema dei vecchi e dei prostatici, in una  citta’ come la nostra in tutta evidenza di vecchi e per vecchi. Anche in questo caso se il problema è quello di risparmiare sull’uso e abuso dell’acqua potabile la soluzione ci sarebbe. Quella di far loro indossare i pannoloni da incontinenti. E prima o poi finirà che qualcuno ci penserà. Iva e generi di lusso permettendo. Perche’ alla fine, magari siamo un po’ stufi di continuare a martirizzarci con il complesso di colpa tipico degli anziani di aver rubato il futuro alle generazioni giovani. Percio’, probabilmente qualcuno ci penserà a imporre i pannolini agli anziani. Allo scopo di risparmiare l’acqua dello sciacquone. In una città dove la raccolta differenziata funziona come funziona in fondo occorre recuperare in qualche modo.

Del resto in un Paese in cui anche l’ex ministro del lavoro e attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio finisce per autodefinirsi statista non ci è più permesso neppure il lusso di sorprenderci.

Giona