‘Ndrangheta: sequestrato il patrimonio milionario di un imprenditore edile vicino al clan Piromalli, i padroni di Gioia Tauro

LA GUARDIA DI FINANZA DI REGGIO CALABRIA E LO SCICO SOTTOPONGONO A SEQUESTRO L’INTERO PATRIMONIO DI UN NOTO IMPRENDITORE CONTIGUO ALLA ‘NDRANGHETA DELLA PIANA DI GIOIA TAURO. SEI MILIONI DI EURO, IL VALORE DEI BENI OGGETTO DELLA MISURA PATRIMONIALE

Reggio Calabria – Si chiama Giorgio Morabito, classe ’74, l’imprenditore edile di San Giorgio Morgeto (RC) che questa mattina è stato oggetto della misura di sequestro patrimoniale per un valore di 6 milioni di euro.

Noto alle forze dell’ordine, Morabito è stato destinatario nel 2017 di misura cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Cumbertazione”, condotta dal G.I.C.O. del Nucleo di PoliziaEconomico – Finanziaria di Reggio Calabria nei confronti di un sodalizio criminoso che, negli anni, ha sistematicamente turbato – o tentato di turbare – numerose gare d’appalto indette daplurime stazioni appaltanti, attraverso la presentazione di offerte precedentementeconcordate, tali da determinare l’aggiudicazione degli incanti ad una delle imprese della cordata e conclusa nel 2017 con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali neiconfronti di ventisette soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere aggravata dall’art. 7 L. 203/1991, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso ideologico in atti pubblici – tra cui il proposto – nonché di provvedimenti reali cautelari su 44 imprese, per un valore complessivo pari a 224 milioni di euro.
In tale contesto, al predetto, promotore e coordinatore del delineato sistema fraudolento, è stata contestata sia la partecipazione alla cosca di ‘ndrangheta “Piromalli”, operante nella Piana di Gioia Tauro, sia l’associazione semplice finalizzata alla commissione di plurimi delitti in materia di corruzione, turbativa d’asta e falso, tutti aggravati dalla finalità di agevolare la predetta cosca.
Attualmente iMorabito risulta rinviato a giudizio in relazione alle imputazioni ascritte.

Alla luce di tali risultanze, la locale DDA, delegava ai citati Reparti della Guardia di Finanza, apposite indagini a carattere economico-patrimoniale finalizzate all’emissione di una misura di prevenzione personale e patrimoniale.

Dopo aver delineato il profilo di pericolosità sociale del Morabito, anche valorizzando le risultanze delle pregresse indagini, l’attività investigativa è stata indirizzata alla ricostruzione delle acquisizioni patrimoniali – dirette o indirette – effettuate nell’ultimo ventennio, accertando, attraverso una complessa e articolata attività di accertamento e riscontro documentale – i patrimoni dei quali il medesimo risultava disporre e il cui valore era decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi, nonché le fonti illecitedalle quali il proposto aveva tratto le risorse per la loro acquisizione.
In quest’ambito, le indagini hanno rivelato le condotte delittuose poste in essere, le frequentazioni, i legami parentali, i precedenti giudiziarie gli altri elementi ritenuti fondamentali per la formulazione, ai sensi della normativa antimafia, da parte della competente A.G., del prescritto giudizio prognostico sulla pericolosità sociale.

Alla luce di quanto sopra, il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, diretta dal Presidente Ornella Pastore – su richiesta della DDA, con il provvedimento in esecuzione ha riconosciuto la pericolosità sociale qualificata esistenziale” del Morabito, indiziato di associazione per delinquere di stampo mafioso e di molteplici reati fine contro la pubblica amministrazioneposti in essere al fine di agevolare l’infiltrazione della cosca “Piromalli nel tessuto economico.
Non solo. È stato disposto il sequestro dell’ingente patrimonio suo e del nucleo familiare – costituito da plurime unità immobiliari, imprese commerciali, rapporti finanziari e assicurativi, disponibilità finanziarie, per un valore complessivo stimato in circa 6 milioni di euro – ed è stata sottoposta a sequestro, poiché di provenienza illecita, la cospicua somma di denaro in contanti, pari a € 131.150,00, rinvenuta presso l’abitazione del Morabito nel corso delle perquisizioni.