Fegino sott’acqua, una storia già scritta.

GenovaCi sono i “comitati, i comitatini e i comitatetti”. Così disse il Governatore Giovanni Toti a margine di una conferenza stampa in Regione dove lamentava l’eccessiva presenza di comitati di quartiere che rallentavano la velocità di ricostruzione del Morandi. Anche a Fegino c’è un comitato che si batte da sempre contro l’inquinamento provocato da Iplom ma anche contro il degrado in cui vengono tenuti certi quartieri considerati un po’ marginali nel grande disegno strategico del politico di turno. Insomma i soldi ci sono, ce ne sono tanti, se si tratta di costruire infrastrutture faraoniche, a volte di dubbia utilità. Ma se si tratta di investire sulla salute dei cittadini spendendo qualche quattrino in più, allora nascono i problemi. È il caso di via Militare di Borzoli, dove alcuni genovesi sono costretti a convivere con i mezzi pesanti a un palmo dalla porta di casa perchè non è stata fatta una variante che avrebbe risolto il problema.
Ma ci sono interventi che sarebbero anche poco onerosi e avrebbero risolto i problemi che si sono verificati stanotte. Scavando l’alveo del rio Fegino si eviterebbero le esondazioni, e i cosiddetti “pontini” non  costituirebbero più un così grave problema al deflusso delle acque. Certo, nell’alveo, da sempre, ci sono i tubi di Iplom e quindi mica si può andare a disturbare un’azienda petrolifera. Per cui l’alveo rimane a quella quota e il rio esonda. Ma ci sono lavori promessi e mai fatti, e di questo qualcuno ne risponderà. O forse no.

 

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