La nascita di Corso Europa

Corso Europa era detta, nel dopoguerra, la strada “Pedemontana”, definita anche dai giornali strada fantasma, perché pur essendo progettata da tempo, solo alla fine degli anni ’50 del secolo scorso venne realizzata. La sua costruzione era già presente nel piano regolatore di Albaro nel 1914, in cui veniva definito il tracciato di una strada che collegasse San Martino a Sturla. Ci volle il 1959 perché venisse approntata questa nuova arteria che doveva decongestionare il traffico sull’Aurelia, che soprattutto nel tratto Sturla-Nervi era molto stretta.La situazione del traffico era talmente critica che il Prefetto vietò  la circolazione diurna dei mezzi pesanti, con intense proteste. Nel 1958 una frana nei pressi dell’Ospedale Gaslini isolò praticamente parte della città. Il primo tronco della “Pedemontana” iniziò nel 1955  e terminò nel 1958. Solo nell’anno 1965 Corso Europa raggiunse Nervi. Inizialmente vennero progettate due corsie per senso di marcia, ma presto si capì che l’opzione giusta era quella di tre corsie, visti anche gli edifici che stavano nascendo sulla strada. Un altro progetto rimase incompiuto: quello di raccordare, con un sistema di gallerie, Corso Europa e Via Cantore. L’arteria, lunga 6218 metri di cui 4780 in galleria, partendo da San Martino, doveva giungere in Corso Sardegna in galleria, poi proseguire fino a via Canevari in superficie, poi nuovamente in galleria fino a Via Bologna per poi giungere, in tratti in luce ed altri in galleria, in Via Cantore. Questa ipotesi venne tralasciata e si preferì dare luogo alla costruzione della sopraelevata, inaugurata nel settembre 1965.

Mauro Salucci

 

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Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia, collabora con diverse riviste e periodici. Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) . “Forti pulsioni” (2018) dedicato a Niccolò Paganini è del 2018 e l’ultima fatica riguarda i Sestieri di Genova