Genova in ginocchio: tra caos autostrade e portuali in sciopero, la città si scioglie sotto la pioggia. Maledizione a chi non si è mai occupato del territorio

Genova strangolata dal traffico. Se non fosse bastato il crollo del Morandi, ora si aggiungono l’A7 a singhiozzo e lo sciopero dei portuali del Psa di Pra’. Stabilito quindici giorni fa, prima dell’ultima tragica decisione di Autostrade, e non revocato nonostante tutto, è lo specchio di una società che se ne frega del bene comune.
Genova coi negozi che chiudono. Che certi personaggi falliti, amici di tutti i politici, portano i soldi in Brasile e chi s’è visto s’è visto.
Genova bombardata. Ne sanno qualcosa i motociclisti che ogni giorno per loro è un Camel Trophy tra buche profonde come la fossa delle Marianne. Con due gocce di pioggia salta l’asfalto… figuriamoci sotto l’allerta. Maledizione a chi non si è mai occupato del territorio.
Genova che va a piedi. Che gli autobus passano ogni morte di Papa e alla fermata fai la muffa. Che gli autobus si incendiano. Che la metropolitana è uno sputo ma noi pensiamo alle Grandi Opere.
Genova che si scioglie sotto la pioggia. Che affonda nel dissesto mentre stendiamo tappeti rossi e montiamo ombrellini colorati.
Genova che pensa solo al centro e dimentica le periferie. Ma cosa dico. È policentrica!
Genova in ginocchio. E basta sentirsi dire che dobbiamo difenderne l’immagine a ogni costo. Genova Meravigliosa è morta soffocata dal fango, dal traffico, dalla mediocrità del dibattito politico di ogni Giunta nefasta che si è alternata al governo della città.
Maledizione a chi non si è mai occupato del territorio.

Simona Tarzia