Domani festa in musica per Disco Club

Che Gian Balduzzi, il poliedrico gestore/titolare di Disco club, negozio di musica per antonomasia, da 54 anni ad oggi, sia un personaggio controcorrente – pervicacemente in direzione ostinata e contraria, per dirla alla Faber – lo attesta gran parte della sua vita.
Per dire: anni Sessanta, quelli in cui anche la “Meglio gioventu’” aspirava al posto fisso, magari in banca, per potersi sposare e mettere su famiglia. E sfornare una nidiata di bambini. E a quell’epoca finito il liceo classico, al D’oria, per una fortunata combinazione, lui in banca ci era anche finito. Pero’ aveva capito che non era il massimo per le sue ambizioni. Percio’ lascia tutto e si getta in questa avventura, un po’ folle. Si mette a lavorare in questo negozio che vende vinili – allora erano vinili e quarantacinque giri – che poi rileva. E da quel periodo è invecchiato, almeno un po’, ma ne ha viste tante. Per esempio il passaggio dal vinile al cd, e poi ancora…tante.
Tante,  perche’ i negozi- moltissimi se non tutti – dello stesso genere di “Disco Club” con la crisi hanno chiuso. E, comunque, le grandi catene hanno fatto il resto. Disco Club, con Gian e Dario, resiste, per Genova. Dopo 54 anni. E per i cultori della musica è diventato essenziale. Magari non insostituibile, ma quasi. Luogo di ritrovo, quasi un club, a cui si accostano i neofiti dove presto o tardi si finisce per conoscersi quasi tutti. Catalogati, più per gusti musicali che per fisiognomica

E Gian è commerciante controcorrente. Da buon genovese non corteggia ne’ compiace il cliente. Anzi appena puo’ lo dileggia con ironia. Vi basti, per provare, a dargli una telefonata. Vi risponderà sbrigativo, vi taglierà chirurgicamente, vi farà capire, sin dal tono della voce, che se volete passare sarete persino ben accetti, ma che in quel preciso momento, al di la’ del banco, lui c’ha un po’ daffare.

 E poi ama scrivere, talmente tanto da aver inquadrato in un suo diario, che è stata anche una buona operazione editoriale, tutta la clientela/fauna tipo di Disco Club.
Personaggio interessante Gian, e come dicevo…controcorrente.
Talmente controcorrente da aver fissato la festa per il cinquantaquattresimo,compleanno del suo negozio – anticipandola pure – domani alle 16, quasi in contemporanea con l’accensione dell’albero in piazza De Ferrari e con le proiezioni, un po’ piu’ tardi – quando sara’ buio-  sulle facciate dei palazzi che fanno da cornice alla piazza.

E insomma, quasi fosse un testa a testa, o, magari, un sondaggio elettorale in vista delle prossime amministrative. Da una parte Toti e Bucci che, con uno spot hanno lanciato la loro festa…. tutta luci e palline e, dall’altra, Gian, Dario e il loro partito di ex teen ager e musicofili. Ah, avvertenza, se volete ingraziarvelo e vorrete evitare di essere espulsi, mai fare richiesta di un cd…chessò… di Gigi D’Alessio, per non correre il rischio di essere messi alla porta, invitati ad uscire con ignominia. Anche perché, comunque fosse, vi sentireste voi stessi di troppo. Gelati, a quel punto, dal sussiego dei presenti.
Comunque domani, per chi volesse partecipare alla kermesse musicale evitando la calca di De Ferrari e i ricchi premi e cotillon di Toti e di “sono il sindaco, veda un po’ lei” che di coppia pigerà sul pulsante di accensione delle luci dell’albero e delle luminarie, fra gli oh, ohh, ohhh stupiti dei genovesi, ecco il programma. Quello di Gian e Dario e di Disco Club

Inizio festa ore 16 davanti al negozio che si trova in via San Vincenzo 20/r con Roberta Barabino. Scrive di lei Carlo Cabona “Con la sua musica delicata e fuori da qualsiasi si logica di mercato sembra una ninfa dei boschi”. Aggiunge più prosaicamente Gian: “Da noi detiene un record, il suo primo disco e’ stato il più venduto in negozio tra gli artisti genovesi, più di 70 copie! Speriamo di replicare con questo nuovo”.

 Alle 17 sarà Andrea Tich a esibirsi, protagonista della scena alternativa musicale milanese insieme a Franco Battiato, Claudio Rocchi, Eugenio Finardi  e Alberto Camerini. Il mondo del pop, dei festival, la rottura di forme e contenuti della musica italiana. Parte da li’, poi la sua rottura con la musica tradizionale e troppo commerciale evolve.

A chiudere Massimo Di Via, anche lui genovese…che si descrive così è ci parla del suo senso musicale: “Io sono un cantante armonicista, un po’ rocker, un po’ alla cazzo. Amo Neil Young e l’ho visto dirigere un’orchestra. Vedo Allegri e giuro che non capisco un’emerita minchia di direzione orchestrale…. ma a differenza del vecchio Canadese, le mani, il “presbitero” nazionale le muove come cazzo gli viene?  Cioè, a me, se lo guardo, viene di andare fuori tempo. Ma sicuramente è una mia ignoranza, ai più dotti l’ardua sentenza”. 

Poi ci sara anche Massimo Pannocchia che non canta, non suona…. ma farà suonare le sue penne. E “quando venite da Disco club potrete finire sul nostro diario”, avverte Gian. E aggiunge “Da noi porta un po’ delle sue opere che ritraggono i grandi del rock”. Insomma domani alle 16, sotto i portici, all’esterno di “Disco club” via San Vincenzo 20 r. Un appuntamento a cui non mancare.

Che per l’albero e le luminarie ci sarà,  nei prossimi giorni, sempre il tempo per una passeggiata… a Deffe, e perche’ Gian replica. Ma solo il prossimo anno.

Paolo De Totero

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