Crack QUI!Group: liberi tutti!

Genova – Scaduti i termini della custodia cautelare torna a casa Gregorio Fogliani, il re dei buoni pasto in carcere dal luglio scorso per il crack da oltre 350 milioni delle aziende della galassia QUI!Group. Con lui da oggi sono liberi anche la moglie, le figlie e i manager finiti ai domiciliari. Così ha deciso il GIP Claudio Siclari, che non ha accolto la richiesta della Procura di una proroga di tre mesi della carcerazione preventiva di Fogliani, perché non sussisterebbe il pericolo concreto e attuale di reiterazione del reato.

L’inchiesta, esplosa con gli arresti della scorsa estate, aveva evidenziato a carico degli indagati reiterati episodi di bancarotta realizzati attraverso l’omessa contabilizzazione di somme da pagare per oltre  179 milioni  di euro, l’esposizione in bilancio di utili fittizi per oltre 3 milioni di euro che venivano poi distribuiti ai soci,  il dirottamento di oltre 40 milioni di euro a favore di altre società riconducibili alla famiglia Fogliani, e l’acquisto di un immobile di pregio a Forte dei Marmi per quasi 5 milioni di euro.
A questo si aggiungevano i reati di “truffa aggravata” per 6 milioni di euro nei confronti di un investitore americano – la Felctor Luc Holding 2 -, e di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per oltre 1 milione di euro.

Il diagramma delle aziende aperte e chiuse dal trasformista dei fallimenti

Ma non è ancora finita.
Dalle indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria genovese diretto dal colonnello Maurizio Cintura, emergevano episodi di “riciclaggio”, “autoriciclaggio” e “impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, commessi dagli indagati che avrebbero movimentato sui conti correnti bancari le somme provento dei reati commessi, anziché destinarle al pagamento delle obbligazioni assunte.
Di più: sotto la lente degli inquirenti finivano anche alcuni flussi di denaro partiti dall’Italia verso QUI! Group Brasil sa, la succursale brasiliana dove, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati distratti i fondi delle aziende fallite.

Per non parlare del matrimonio da nababbi per Chiara Fogliani, celebrato a giugno 2018 quando la nave stava già affondando: 200.000 euro il costo, esclusi buffet, dolci e torta – fatturati da Pasticceria Svizzera -, ed esclusi gli abiti della sposa che pare fossero quattro, due acquistati a Parigi e due a Napoli.
200.000 euro messi a bilancio di un gruppo agonizzante come “spese di rappresentanza”.

Simona Tarzia

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