Ricorso delle assicurazioni contro il risarcimento per Lorefice, finalmente arriva la presa di posizione del Capo del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco

RICORSO CONTRO LA SENTENZA DI RISARCIMENTO PER LA MORTE DEL VIGILE DEL FUOCO GIORGIO LOREFICE NEL 2005 A GENOVA: MOTIVAZIONI DI UNA DELLE PARTI OFFENSIVE PER LA DIGNITÀ DI TUTTI I VIGILI DEL FUOCO

Genova – Tutto nasce dal ricorso presentato dalla compagnia assicurativa HDI che ha definito “comportamento negligente” l’intervento dei Vigili del Fuoco a Serra Riccò, nel 2005, dove perse la vita il caposquadra Giorgio Lorefice. Questa la reazione di Fabio Dattilo, Capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

“Quale fu la condotta che tenne Giorgio Lorefice nell’affrontare l’incendio nel quale perse la vita il 26 gennaio 2005 a Serra Riccò, è testimoniata dalla medaglia d’oro al valor civile riconosciuta dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Nessun dubbio, dunque, che il nostro caposquadra affrontò la situazione nel migliore dei modi, com’era stato addestrato a fare e come la lunga esperienza gli aveva insegnato.
A quindici anni di distanza dalla tragica scomparsa, apprendere le motivazioni del ricorso promosso da una delle parti condannata al risarcimento, rinnova nei familiari e in tutti noi un senso di grande dolore. Sostenere dopo quindici anni che in quell’intervento i vigili del fuoco “avrebbero dovuto allontanarsi per la loro incolumità” e che la causa dell’esplosione “sarebbe una loro colpa” è offensivo nei confronti di Giorgio e degli altri vigili del fuoco che rimasero feriti nell’esplosione del serbatoio di GPL. Non solo, è irrispettoso anche per il lavoro degli oltre trentamila vigili del fuoco italiani che tutti i giorni affrontano pericoli per salvaguardare la vita delle persone e i loro beni e che per compiere il proprio dovere si avvicinano alle fiamme com’è necessario per spegnerle, senza allontanarsi come li inviterebbe a fare chi ricorre contro la sentenza di primo grado. È la richiesta di una delle parti in causa chiamata a risarcire il danno, non certo la sentenza del giudice, ma sentiamo la posizione espressa come un oltraggio alla nostra dignità di servitori dello Stato e alla memoria di chi ha perso la vita”.  

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