Chiusura di 7 uffici postali genovesi, la protesta dei cittadini arriva in Sala Rossa

Genova – Sono 7 gli uffici postali genovesi per i quali Poste Italiane, nel suo piano nazionale di riorganizzazione ormai in dirittura d’arrivo, ha previsto la chiusura. Il 10% degli uffici della città!
Si tratta di una sforbiciata ai servizi che toccherà le sedi di Apparizione, del Lagaccio, di Sestri Ponente in via Ambrogio Negrone, di Campi, di Sampierdarena in via Rinaldo Rigola, di Caricamento in piazzetta Jacopo da Varagine, più lo sportello multietnico di piazza Dante.

Per questo i cittadini di San Bartolomeo del Fossato, uno dei quartieri in allarme e zona molto popolosa e con utenti anziani, durante l’ordine del giorno fuori sacco di oggi che ha riguardato proprio la riorganizzazione prevista da Poste Italiane, si sono presentati in Sala Rossa con tanto di manifesti per dire NO alla cessazione dell’attività in via Rigola, prevista per il 17 febbraio.
Gli animi si sono scaldati quando il presidente Alessio Piana ha chiarito che i cittadini sarebbero stati ricevuti in conferenza capigruppo, ma solo dopo la fine dei lavori del consiglio. Questo ha scatenato le proteste degli anziani ed è intervenuta la municipale per invitarli a sedere e mettere via i cartelli.

Nel frattempo anche l’ordine del giorno fuori sacco è stato approvato all’unanimità, impegnando il Sindaco e la Giunta ad attivarsi presso Poste Italiane affinché sia rivisto il piano per Genova, “anche alla luce della situazione in cui versa il territorio dopo la tragedia del Morandi”, e ad aprire un tavolo di confronto con il Governo – Poste Italiane è partecipata dal MISE e Cassa Depositi e Prestiti -, la Regione e le organizzazioni sindacali.

Enrico Pignone (Lista Crivello) sulla chiusura dell’ufficio di Sestri Ponente via Negrone

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Simona Tarzia