Omicidio di Giulio Regeni, Rifondazione: “4 anni senza verità né giustizia”

“Sono passati 4 anni dalla sparizione del ricercatore Giulio Regeni il cui corpo, orrendamente torturato, è stato ritrovato una settimana dopo il suo rapimento. Da 4 anni i genitori, il suo legale, Alessandra Ballerini, e una parte consistente di società italiana non si rassegna a questa morte, chiede alle autorità egiziane verità e giustizia”.

I documenti di Giulio Regeni rinvenuti dalla polizia egiziana il 24 marzo 2016

Comincia così il comunicato stampa di Maurizio Acerbo, Segretario nazionale di Rifondazione Comunista, col ricordo di una tragedia che ancora non ha colpevoli. Giulio Regeni, dottorando italiano dell’Università di Cambridge, venne rapito il 25 gennaio 2016, nel giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e poi ritrovato senza vita il 3 febbraio successivo in un fosso lungo l’autostrada per Alessandria, nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani. Si suppone che l’omicidio abbia a che fare con presunti legami di Regeni con il movimento sindacale che si opponeva al governo del generale al-Sīsī, ma nulla è stato provato.

Il regime di al-Sīsī continua a non rispondere – denuncia ancora  Acerbo -, mentre i rapporti diplomatici fra Italia ed Egitto, interrotti all’inizio della vicenda, sono ripresi quasi normalmente anche col pretesto dei venti di guerra che soffiano sui paesi del Nord Africa. Possibile che in nome della ragion di Stato, la vicenda di Giulio, come quella dei tanti desaparecidos egiziani, venga rimossa? Possibile che nonostante l’Egitto non sia un paese sicuro si continui a deportare dall’Italia persone che hanno compiuto il solo reato di fuggire?”.

Rinnoviamo la richiesta di ritirare l’ambasciatore italiano dall’Egitto – conclude Acerbo -, di interrompere le relazioni diplomatiche, di rompere gli accordi commerciali fino a quando non saranno resi noti esecutori e mandanti del brutale omicidio. Rinnoviamo la solidarietà politica e umana con la società civile egiziana che quotidianamente continua a pagare un tributo di sangue in nome degli interessi geopolitici imperialisti“.

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