Coronavirus, aggiornamento della task force regionale: “Raccomandazioni per chi ha soggiornato in Cina negli ultimi 14 giorni e occhio alle fake news”

Genova – Si è riunita oggi in Alisa, la task force regionale per un aggiornamento sull’evoluzione del quadro epidemiologico relativo all’infezione da nuovo coronavirus (2019-nCov), alla luce delle ultime indicazioni ministeriali (QUI il link del Ministero della Salute).

“Il sistema sanitario regionale è operativo per seguire in modo appropriato l’evoluzione della situazione – fa sapere Alisa in una nota – non ci sono, ad oggi, motivi di allarme per la popolazione ligure in quanto il sistema è monitorato e sotto controllo. 
Nella riunione tecnica di oggi, sono stati aggiornati, in particolare, la definizione di “caso” da sottoporre a sorveglianza e aggiornato il percorso che prevede come riferimento, per l’età pediatrica, l’Istituto Giannina Gaslini.
La più importante raccomandazione emersa riguarda l’identificazione di caso: chi ha soggiornato in Cina negli ultimi 14 giorni e che presenta febbre superiore a 38°, accompagnata da sintomi respiratori, deve rimanere a casa e contattare il NUE 112, dal quale riceverà le indicazioni e il supporto necessario”.

Un’altra importante precisazione arriva ancora da Alisa dopo le false notizie e gli allarmi che stanno circolando in queste ore attraverso social network: “Si raccomanda – ribadisce la nota – di seguire le sole indicazioni provenienti dal Ministero della Salute e dalle autorità regionali competenti in materia sanitaria”.

“Il sistema sanitario ligure è pronto per affrontare eventuali casi sospetti di nuovo coronavirus ma, fino ad ora, non vi è motivo per generare inutili allarmismi – sottolinea Sonia Viale, Vicepresidente della Regione e Assessore alla Sanità -. Raccomando, per ogni dubbio o necessità, di rivolgersi al 118 o al proprio medico curante. Ricordo infine, che il Ministero della Salute ha potenziato il numero 1500 per rispondere alle domande, anche sul tema del coronavirus».

Non ci sono inoltre, al momento, limitazioni o restrizioni al consumo di cibo proveniente direttamente dalla Cina: con richiamo alle indicazioni ministeriali, si raccomanda comunque di seguire pratiche alimentari sicure quali evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e bevande non imbottigliate.