Autoparco a Bombrini, dopo la diffida parte la protesta: appuntamento con le Donne di Cornigliano sabato 15 ai giardini Melis

Genova –  Dopo la diffida contro l’autoparco a villa Bombrini presentata nei gironi scorsi dalle Donne di Cornigliano che si ribellano all’ultimo diktat di palazzo Tursi, la protesta si allarga e diventa un flash mob. L’appuntamento per dire no alla modifica dell’Accordo di Programma è per domani alle 15, ai giardini Melis.

LA DIFFIDA E LE DIMISSIONI
Il 12 febbraio scorso, esasperate dall’idea che ancora una volta fossero la polvere e il cemento ad avere la meglio sul quartiere, le Donne di Cornigliano hanno presentato una diffida al Comune di Genova contro il trasferimento dell’autoparco a villa Bombrini, nell’area cosiddetta A5, dove l’Accordo di Programma sulla dismissione dell’area siderurgica a caldo vieta espressamente la funzione logistica e, anzi, definisce la destinazione della zona a “sport e tempo libero”.

“Una proposta illegittima e lesiva di pubblici interessi di natura ambientale ed economica”, si legge nelle carte consegnate al Sindaco e all’Assessore all’Urbanistica, e a tutti i firmatari dell’Accordo di Programma, Ministero dell’Ambiente compreso.
La comunità di Cornigliano ha pagato un prezzo altissimo per la presenza di un grande impianto siderurgico che ha pesantemente inquinato una zona densamente popolata della città, con conseguenze spesso drammatiche sulla salute degli abitanti”, scrivono ancora le Donne che poi vanno giù dure sulla questione “solo emergenziale” tanto sbandierata dal Sindaco: “L’argomentazione della temporaneità è illegittima”. Se è vero che sono libere le opere dirette a soddisfare “obiettive esigenze contingenti e temporanee”, il termine stabilito dal PUC è comunquenon superiore a 90 giorni. È infondata la tesi che sia possibile effettuare interventi volti a impiantare tale attività per un periodo di tempo di 2 anni più 1, come previsto dal CdA di Società per Cornigliano”.

“In difetto, ci vedremo costretti ad adire l’autorità giudiziaria a tutela dell’interesse dei corniglianesi e della legalità”, un avvertimento che si trasforma in bufera quando, il giorno stesso della presentazione della diffida, si dimette la Presidente di Società per Cornigliano, Cristina Repetto.
“L’esigenza di assecondare i bisogni di crescita e di ripresa dell’attività portuale comportano una profonda revisione e ripensamento dei piani strategici per l’impiego delle aree affidate alla società a cui io non mi sento di provvedere con le mie sole competenze”, scrive nella lettera d’addio a Società per Cornigliano.
Una coincidenza? Oppure si tratta di una conferma dei rischi di illegittimità del progetto del Sindaco? Niente di tutto questo risponde Bucci: “Non bisogna cambiare il Puc, ma se si dovesse fare porteremo la questione in Consiglio comunale”. Staremo a vedere, per ora la palla passa alle Donne di Cornigliano.

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