Danza elettorale sul Titanic

Dalla disperata ricerca di un Highlander qualunque, per quanto mi è dato saper ancora in corso, alle danze sul Titanic il passo rischia di essere breve. Anzi brevissimo. Il disperato anelito proviene da un gruppo di giovani, per la maggior parte torinesi, che il 18 febbraio, vedi caso il giorno dei festeggiamenti per il completamento della pila 12 – l’ultima delle 18 pile su cui poggerà il nuovo ponte – posta su YouTube il proprio video musicale con un titolo che viaggia fra il vaticinio e l’oracolo, più reale, comunque, di una realtà virtuale. “Genova affonda “ è il titolo del video e il collettivo si chiama proprio “Collettivo affonda” e, a quanto pare, il gruppo si occupa proprio di metter in musica le realtà surreali delle nostre città e delle periferie. Tanto che recentemente è comparso, sempre su YouTube, un analogo video dal titolo “Torino affonda”, dove un collettivo di artisti, registi e musicisti racconta la citta’ immobile, con un ragazzino con la maglia bianconera numero 7 che corre, pallone ai piedi, lungo i Murazzi che costeggiano il fiume Po.

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Insomma si direbbe che la data della Genova che affonda, non possa essere altro che un bizzarro incrocio del destino, un monito mentre su molti quotidiani e tv locali si racconta della festa con un taglio encomiastico che ha tanto il sapore della campagna elettorale in vista del voto per le regionali. Un incrocio ancor più bizzarro se si pensa che il 18 febbraio ricorrere anche l’ottantesimo compleanno di un artista genovese come Fabrizio De Andre’ che, in vita, ha dato plurime dimostrazioni di amare molto la sua città e i suoi concittadini, almeno quanto era forte il rifiuto per uomini e riti del potere.

Eppero’ qualunque sia il motivo di questo incrocio/vaticinio il video musicale è godibilissimo, fra immagini della città vecchia, della Lanterna, dell’Acquario, di un matrimonio non celebrato, di una donna in abito da sposa non impalmata. Che scende a rotta di collo le scale della chiesa di San Pietro in Banchi. E poi, sullo sfondo, quel ponte della tragedia, gli scogli di Boccadasse, una bandiera rossoblù. E la Lanterna che finisce sott’acqua in un globo di cristallo, mentre un pesce rosso, serafico, le nuota intorno. Un pesce rosso o arancione, dove suggestione vorrebbe – o almeno io l’ho vista così – che la ritualita’ della politica pretendesse la stessa imperturbabilità e tranquillità del pesce intento a nuotare mentre l’acqua che sale minaccia di sommergere la Lanterna. Tanto che mi sono chiesto se, nel continuo gioco di rimandi,  il pesce rappresenti noi, oppure i nostri politici che vorrebbero, una volta di più, che non si disturbi il manovratore.
Mi si obbietterà: suggestioni. Mentre la campagna elettorale va avanti. Mentre la caccia a un Highlander qualunque da disperata si è trasformata in stato comatoso mentre sull’altra sponda i manovratori continuano indefessamente a manovrare, fra un banchetto e l’altro, fra un’inaugurazione e l’altra, fra una proclamazione dei risultati raggiunti e qualche post difensivo sulla sanità che va a rotoli coinvolgendo degenti e malati, per esempio, fra un macchinario bloccato e l’altro.
E… ho osato. Ho osato corredare il bel video di cui vi ho parlato con una mia personalissima denuncia: “Ogni tanto trovo cose mai banali. Il messaggio mi sembra chiaro mentre i soliti noti si preparano al nuovo giro di giostra di banchetti, cene e campagne elettorali. Che dire?…Che red carpet, ombrellini, girandoline e comparsate sui cantieri forse non bastano più a infinocchiarci per l’ennesima volta”. Suggestioni, forse. Mentre la ritualità della politica va avanti.
Come vogliono i social. In fondo the show must go on. Già, lo spettacolo deve pur sempre continuare.

Perciò Anna Pettene, avvocato esperto di cyberbullismo, ex saggio del centrodestra, di cui al tempo delle amministrative per il comune si vociferò di una candidatura  come possibile sindaco della coalizione  e poi come candidato di primo piano nella squadra del sindaco Marco Bucci, prende le distanze da un articolo sul Secolo XIX dove, oltre alle peripezie di Sandro Biasotti e Lilli Lauro, attratti da una qualsiasi forza gravitazionale verso Fratelli d’Italia, ancora una volta viene associata ad una possibile discesa in campo a fianco di Giovanni Toti. “Leggere le parti sottolineate per arrivare al dunque. Ancora una volta, sempre tirata in ballo…
“Ma la parte più importante che smentisce il basso chiacchiericcio politico del centro destra ( che trema all’idea di aprirsi alla novità) è proprio contenuta nelle ultime righe…nel va detto che…posizioni molto critiche verso alleati sovranisti e presentazione di Italia viva. 
Vedo che nel centro destra come peraltro conferma l’articolo sopra c’è un affanno pazzesco. 
Vogliono cambiare ma si scambiano. 
A me piace la contaminazione l’apertura al vecchio al nuovo alla sinistra e al destra. 
Mi piacciono le sardine. 
Ma soprattutto gli astensionisti che non ci credono più e hanno le loro ragioni per non crederci 
Mi piace un mondo di idee e soluzioni 
E in questa Forza Italia che dice di pensare a me non vedo stimoli e chiarezza e soprattutto non scorgo una visione di media e lunga durata 
Sono interessata alla politica ma non a questa politica 
Mi piace l’agorà ma non mi piace il mercato delle vacche 
Buongiorno a tutti”. 

Già, in preda all’affanno pazzesco “Vogliono cambiare ma si scambiano”. Tergiversando e, magari, passando da una parte all’altra della coalizione. Verrebbe da dire, temendo di fare un torto, al famoso film animato di Walt Disney…. “Lilli e il vagabondo”.
Un post, quello di ieri, a precisazione di un pensiero che era già emerso qualche giorno prima:
“Seguire la politica regionale da elettore richiede un certo impegno … non si capisce a che punto siamo e direi anche con un senso di amarezza siamo arrivati.
Neppure lo sforzo mnemonico aiuta…tutto e il contrario di tutto.
L’ossimoro dei comportamenti e delle visioni.
Litigano fanno pace distruggono ricuciono divisi insieme…cortocircuito totale.
Vogliono cambiare ma ci sono nel centro destra le stesse facce solo più vecchie
E si ripresentano.
Coloricchi simili, assonanti a movimenti passati e presenti.
L’importante è confondere.
Un po’ ci riescono e assicurano grandi promesse.
Lo fanno per noi.
Ci vogliono bene…dicono.
Poi sotto elezioni ce ne vogliono sempre di più.
Almeno chiedo al centro sinistra di tirare fuori dal cilindro qualcosa di sensato che dia senso alla campagna elettorale più svuotata del momento…connotata da forze debolissime per continuare l’ossimoro….
Occorre un po’ di coraggio.
Coerenza e cuore.
La politica purtroppo conferma che è codarda, incoerente e piatta….contraddittoria.
Capisco sempre di più chi sta lontano da questo sistema pur potendo fare e dare”.
Un bel quadretto non c’è che dire, affrescato da chi è stata più volte corteggiata ed ancora lo è sino alla personale autoesclusione. Ancora una volta. La politica osserva Anna Pettene: “purtroppo conferma che è codarda, incoerente e piatta…contraddittoria”.
O forse inossidabile e, purtroppo, sempre la stessa cosa.

Spiega Stefano Giordano, esponente pentastellato, riguardo alle inaugurazioni a pioggia degli ultimi tempi: “#GENOVAMERAVIGLIOSA. Comprendo che l’ostentazione di onnipotenza sia un obiettivo imposto dalla campagna elettorale dei signori Toti& Bucci Company, ma…pagare gli articoli e continuamente aprire fb e notare link sponsorizzati dal sindaco rosso…quello dei tappeti e dal governatore a tempo oramai scaduto Toti l’arancione è veramente inaccettabile.
Sarebbe utile avere informazione libera, senza sponsor che obbligano i cittadini a una continua falsificazione della realtà. Invito i giornalisti a farsi un giro per le vie di Genova e fare una bella analisi sulle condizioni di una città poco sicura, sporca e piena di insidie a partire dalle strade e marciapiedi…
Il cantiere del miliardo di euro che ha stanziato il Movimento 5 Stelle merita attenzione e un plauso agli operai che lavorano incessantemente…il resto è un continuo brindisi e passerella inguardabile.
“43 morti, non c’è altro da aggiungere”.

 Del resto il comunicato stampa diramato dalla Regione in occasione dell’ultima cerimonia, quella del completamento della pila 12, non lascerebbe spazio a dubbi: “PONTE MORANDI, PRESIDENTE TOTI: CANTIERE DEL BUON SENSO E DELLA BUONA VOLONTA’.
GENOVA. “Questo è un cantiere del buon senso e della buona volontà. Buona volontà che tutti hanno dimostrato: dalle imprese, agli uomini e le donne impegnati  in questo progetto, ormai da un anno, giorno e notte 24 ore su 24. Dalla città e al quartiere che hanno saputo reagire con grande collaborazione, nonostante gli innegabili disagi e le difficoltà, fino alle Istituzioni che hanno saputo dialogare, trovare accordi, aggirare ostacoli burocratici e trovare la strada per arrivare a questo straordinario risultato”. Lo ha detto questa mattina il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso del completamento della pila 12, l’ultima delle 18 pile su cui poggerà il nuovo ponte”.
“In questo cantiere –
ha continuato Toti – tante persone di buon senso si sono trovate con un obiettivo chiaro e importante che non è solo quello di dare un nuovo ponte a Genova. Molto sentito è stato anche l’obiettivo di ridare un futuro e una speranza al Paese e di dimostrare che in Italia le cose si possono fare. Quello che stiamo facendo qui non è un miracolo: non vedo santi e cherubini, ma tante donne e uomini che si stanno spendendo facendo il proprio dovere fino in fondo così come lo hanno fatto tutti i genovesi e i liguri”.
“Siamo sulla strada giusta –ha aggiunto il governatore –  per ridare a questa città un ponte, ma anche per cambiare faccia a questa città e in particolare al ponente: ricordiamo infatti i lavori in porto che sono stati affidati l’altro giorno, la risistemazione del Polcevera, il parco urbano che verrà realizzato qui sotto. Vuol dire che questo ponte è stato il doloroso innesco di un percorso di redenzione che mi auguro che dalla città di Genova possa arrivare all’Italia intera. Quindi siamo sulla strada giusta e lo dobbiamo  anche alle 43 persone che non ci sono più: loro resteranno per sempre gli angeli del ponte per Genova che hanno spinto tutti, istituzioni, governo, imprese e ciascuno di noi in ogni ora di faticoso lavoro a pensare che quest’opera avesse un valore in più che non è solo la gettata di cemento di una pila o la saldatura di una trave, ma qualcosa che va ben oltre quel gesto”.
“Mi auguro a questo punto – ha concluso Toti – che oltre ad avere un ponte nuovo si sappia anche cosa è successo a quello vecchio, secondo un principio elementare di giustizia che è l’altra faccia di quello che state facendo qui, perché un grande Paese e una grande democrazia sa costruire il futuro e ricordare il passato e sa agire con moderazione ma anche con giustizia e equità. Oggi è una bella giornata e il fatto che ci sia il sole è simbolico e quindi mi auguro che questa ultima pila sia di buon auspicio per quello che farete nelle prossime settimane per concludere il ponte, ma che sia anche di buon auspicio per quello che tutti insieme potremo fare per ridare un ponte bello, solido, sicuro a questa città, alla Liguria e all’Italia intera”.
Comunicato che in molte occasioni è stato pubblicato tale e quale, senza distanza di sorta, quando magari, non è stato seguito da un’analisi altrettanto auto encomiastica dei costruttori in odore, – meglio profumo – delle opere per il terzo valico.

Anche se a parziale antidoto a me piace mitigare il tutto, almeno un po’, con il comunicato di Egle Possetti, presidente del Comitato ricordo delle vittime di Ponte Morandi. Sempre 43, per non dimenticare: “Con l’inizio della campagna elettorale, per evitare strumentalizzazioni del nostro dolore, precisiamo che per le prossime elezioni e per tutte le competizioni politiche il nostro Comitato, come indicato nello Statuto e come sempre condiviso dal nostro Direttivo, non aderisce alla campagna elettorale di nessuno schieramento politico, la partecipazione di singoli parenti ad eventuali manifestazioni elettorali è ovviamente a titolo personaleconfermando la libertà individuale sancita dalla nostra Carta Costituzionale”.
Mentre a latere si sviluppa il solito gioco delle poltrone, magari alla spasmodica ricerca di un posto al sole nel listino dove per competere non servirà mettersi in gioco nell’eterna dannazione di convogliare voti sul proprio nome. “E’ quest’acqua qua”…. quella delle piogge acide che ci piove addosso. Governo ladro, o no. Quella che rischia di sommergerci tutti, mentre, insieme alla citta’, affondiamo sempre più’.

Paolo De Totero

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