Fegino: il danno e la beffa

Genova – Il danno e la beffa. La denuncia arriva dal Comitato spontaneo cittadini Borzoli e Fegino che evidenzia il mancato stanziamento dei fondi per il risarcimento dei danni ai commercianti della zona, falciati dall’alluvione del 22 e 23 novembre 2019.

La notte tra il 22 e il 23 novembre 2019 per l’ennesima volta il quartiere di Fegino ha subito una alluvione annunciata.
Annunciata perché il comitato di quartiere, i cittadini, le aziende avevano segnalato, da tempo, la situazione in cui versava il rio Fegino, ingombro di materiale, proveniente da monte, dove insistono frane e abbandono dei terreni e dei fronti, tenendo conto che l’acqua arriva anche dalla collina , una situazione mai presa in considerazione, non solo dal rio e suoi affluenti. E proprio a causa del materiale che si è depositato sotto alcuni pontini presenti sul rio Fegino, questo è esondato causando diversi danni ad attività, negozi e cantine di via Borzoli e via Ferri.
A questo ora si aggiunge la beffa del mancato riconoscimento dei danni per un quartiere che ha dovuto subire e subisce servitù di ogni genere, non ultima la mole di traffico che lo attraversa dal crollo del Ponte Morandi, essendo via Borzoli, per mesi, l’unica via di collegamento urbano tra la Valpolcevera e il resto della città. Un quartiere che non è stato messo in sicurezza con i lavori dell’adeguamento idraulico del Rio Fegino, che hanno peggiorato la situazione se possibile, che non sono del tutto ultimati e che, per la parte più a monte, non hanno neppure i finanziamenti necessari, forse nuovamente richiesti al Ministero per l’Ambiente.
Abbiamo appreso in questi giorni che, nonostante la richiesta dello stato di calamità per le alluvioni che hanno colpito la nostra Regione, non sono stati stanziati dal Governo i fondi dedicati all’indennizzo dei danni subiti dalle attività presenti nel quartiere, ma solo i fondi per le somme urgenze, necessari al ripristino del territorio.
Il comitato di quartiere e i cittadini sono preoccupati ed esprimono disappunto per questa mancanza di attenzione e saranno al fianco delle attività che hanno subito i danni dell’alluvione perché consapevoli che dietro a queste attività ci sono persone e famiglie che da anni, alcuni da generazioni, hanno deciso di resistere continuando a vivere e lavorare in questa  terra di mezzo che per qualcuno potrà sembrare un non luogo, ma che per noi tutti è il luogo dove vogliamo e abbiamo diritto a vivere.
Auspichiamo un pieno impegno da parte delle istituzioni affinché venga portato in evidenza il problema in sede governativa e si trovino al più presto le risorse, come altre volte accaduto, da destinare alla sopravvivenza delle attività presenti, scongiurando che dopo l’ennesimo danno subito, queste siano costrette a chiudere, destinando il quartiere a una totale desertificazione. In caso contrario, ci riserviamo la possibilità di tutelarci negli ambiti previsti dalla legge”.

Comitato spontaneo cittadini Borzoli e Fegino

Potrebbe interessarti anche

Alluvione del 23 novembre: a Fegino un disabile rischia di annegare in casa sua